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A Geel la città dei matti (puntata 2)

Di seguito il rapporto sulla cura dei pazzi presso il villaggio di Geel, redatto da un commissario nel 1905 e pubblicato sul British Medical Journal (qui la prima puntata)

Il villaggio

Il villaggio di Gheel si trova a circa 30 miglia ad est di Antwerp nel mezzo di un tratto di campagna pianeggiante, basso e intensamente coltivato, noto in fiammingo con il nome di Kemperland e in francese con il nome di Campine. Il villaggio, con il suo circondario, ha un’area di 11.000 ettari (circa dieci miglia quadrate) ed ha, compresi i pazienti, una popolazione di 12.000-13.000 persone. Di queste, 7.000 vivono nel villaggio e sono per la maggior parte contadini, commercianti, servi della fattoria e impiegati nei birrifici. La piccola stazione ferroviaria sulla linea Antwerp-Gladbach tocca l’estremità nord del lungo villaggio sperduto che, da questo punto di vista, sembra essere soltanto una strada allungata di case un po’ squallide, sostenuta dall’alta guglia della Chiesa di St. Amand.

 

La strada, che è per lo più sterrata, è attraversata da una tramvia con un raro servizio tra Gheel e Malines, e al momento della nostra visita sembrava stranamente vuota di abitanti, e pervasa – come del resto l’intero villaggio –  da un’aria di sobria quiete, pari a depressione. Il centro della città nella quale questa strada sbocca, è di aspetto più allegro e racchiude un piccolo parco, circondato da tre lati da piacevoli case di varie architetture, e sul quarto o lato nord è occupato dalla grande chiesa di St. Amand. Qui è il principale albergo del posto, Hotel L’Agneau, una drogheria e diverse piccole locande. L’ubiquità di queste case di intrattenimento è una spiccata caratteristica dell’intero villaggio. Ogni altra casa appare essere sia un piccolo caffè che una locanda, ma per quanto abbiamo potuto vedere, in loro si beve poco, e le bevande vendute erano leggere e relativamente innocue. Tuttavia, l’onnipresenza di queste abitazioni non sembrava raccomandabile in un villaggio che contiene quasi 1.000 matti sotto la cura della famiglia. All’estremo sud del villaggio – sulla strada Gheel-Herenthals-Malines – si trova l’infermeria o luogo di accoglienza del manicomio, dove i pazienti all’arrivo sottostanno ad un periodo di osservazione – di regola da una a due settimane; mentre i casi acuti o quelli che richiedono attenzioni speciali, sono trattenuti o portati dalla colonia esterna per il trattamento. L’infermeria dà alloggio a 70 pazienti e contiene oggi una media di 60-65 degenti. Più di trenta anni fa Jules Falret predisse che l’infermeria sarebbe cresciuta a spese della colonia, e che i metodi di trattamento sarebbero diventati quelli di un manicomio chiuso. Che la profezia sia la forma più gratuita di errore è ben dimostrata dal fatto che da allora il numero dei pazienti nella colonia è cresciuto da 730 a 2.000 mentre la popolazione del manicomio è aumentata solo da 20-30 a 60-65.

Il manicomio

Il dr. Peeters, che fa del manicomio la sua cura speciale, ci ha gentilmente condotti per l’istituzione che – sebbene in costruzione, non è in nessun modo comparabile ai manicomi moderni – ci ha fatto una buona impressione. I pazienti, che avevano tutti l’aspetto di essere ben curati, erano puliti e ben vestiti, i reparti erano ariosi e illuminati, i letti comodi e finemente arredati, e l’intero posto splendidamente pulito. Il trattamento psichiatrico non lascia nulla a desiderare, e tutti i metodi coercitivi di contenzione, manette, cinture e camicie di forza sono stati completamente aboliti. L’unico aspetto che ci ha colpito – come gli altri visitatori – è stato che le finestre delle celle di isolamento per i casi violenti erano dotate di griglie metalliche che costituivano, come un ex-visitatore ci disse, un diretto invito al suicidio. Il manicomio è dotato di stabilimento balneare separato ad uso dei pazienti, di un reparto di isolamento per casi infettivi, un museo e una biblioteca, un laboratorio dotato dei più moderni strumenti di ricerca. All’epoca in cui l’abbiamo visitato, l’ufficiale medico designato specificatamente per questo lavoro, dr. Deroitte, era impegnato nel fare una serie di osservazioni con il nuovo metodo di Ramon y Cajal. Il dr. Peeters, poi ci ha affidati al sig. Mathiev, impiegato della colonia, al quale noi siamo in debito per il tempo e il disturbo nello spiegarci il lavoro della comunità.

L’amministrazione

Il governo della colonia e dell’infermeria è sotto l’autorità di un Comitato Permanente, composto dal Borgomastro come presidente, da un assessore del Comune e tre altri membri nominati dal Ministro della Giustizia; ma per tutti gli scopi pratici, il Direttore Medico è il solo responsabile capo. La colonia conteneva al 1° gennaio di questo anno, 1834 pazienti, dei quali circa la metà risiede nel villaggio e l’altra metà è distribuita tra le piccole fattorie distaccate e frazioni del distretto. La colonia è divisa in quattro sezioni per scopi medici, che sono accuratamente delimitate e hanno ciascuna, per quanto possibile, un servizio indipendente.

Ad ogni ufficiale medico di sezione viene richiesto di visitare e riferire di ogni paziente cronico incurabile all’interno del suo distretto, almeno una volta al mese, e di ogni paziente che sembra offrire una possibilità di recupero, almeno una volta alla settimana. Naturalmente alcuni casi richiedono e ricevono visite più frequenti, e siccome nel corso di una visita, l’ufficiale medico vede molti altri casi di passaggio, l’intera colonia è praticamente sotto ispezione medica giornaliera.

Ci sono anche delle guardie di sezione, al momento in numero di sette, che visitano ogni paziente nelle loro rispettive sezioni almeno due volte al mese e riferiscono delle loro condizioni, abbigliamento e gestione, sullo stato della dimora, sulla qualità del cibo e così via. Alla fine il direttore medico deve fare solo una ispezione all’anno della colonia.

Oltre allo stabilimento balneare presso l’infermeria, ci sono installazioni alle quattro estremità della colonia, a sud a Steelen, ad ovest a Larum, ad est a Kievermont e a nord a Holven[1], e si propone di erigerne un’altra per i numerosi pazienti paganti a Geel. Due baigneurs che si occupano del bagno dei malati, che è effettuato secondo la prescrizione medica, ed un assistente di guardia a Oosterlo[2] completano l’apparato di supervisione.

Questo servizio di sorveglianza, poi, è il più accurato e minuzioso e, in gran parte a causa di questo fatto, i pazienti sono ricevuti dovunque come membri di famiglia. Essi mangiano allo stesso tavolo quando è possibile, e ricevono la stessa o maggiore attenzione dei veri e propri membri della famiglia; essi vanno con loro in chiesa e, in modo che non ci possa essere linea di separazione tra i pazienti e la famiglia, il numero dei pazienti che ogni guardiano può avere sotto la sua custodia è ridotto a due. Durante il nostro soggiorno, abbiamo visitato centinaia di pazienti nel villaggio e nei dintorni e possiamo testimoniare il clima generale di contentezza tra i pazienti, il vestiario confortevole e adeguato, il cibo sano e abbondante fornito dai loro tutori, la pulizia e il comfort delle abitazioni e il carattere generalmente soddisfacente dell’ambiente circostante.

Circa un decimo del numero totale sono pazienti paganti – i cosiddetti pensionati – per la maggior parte in pensione nella stessa Geel. Essi pagano da 500 a 3000 franchi all’anno a coloro che li ospitano, e oltre a questo effettuano il pagamento dell’11% del prezzo della pensione al tesoriere della colonia per il trattamento e i costi amministrativi. Abbiamo visitato diversi di questi pazienti paganti e li abbiamo trovati che vivevano amichevolmente con i loro ospiti, accasati in maniera confortevole, che possedevano camere private nelle quali ritirarsi alla bisogna e molti di loro erano impiegati intelligentemente e in modo utile. I restanti 1600 strani pazienti poveri sono alloggiati nelle case di guardiani accuratamente selezionati, che sono in massima parte piccoli agricoltori, commercianti o lavoratori. È stato visto che certi casi, che soffrono di alcuni tipi di disturbo mentale, operano meglio con alcuni di questi che con altri – una sorta di specializzazione nella tutela, che è tenuta in considerazione nella scelta di un guardiano. Un importante aspetto della grande varietà di case e allevatori che si offrono per la selezione – un aspetto il cui valore benefico non può essere sopravvalutato, e che è assolutamente carente nei manicomi chiusi – è che permette la scelta di una casa in ogni caso in cui il paziente si sentirà realmente a casa, un ambiente al quale è abituato e nel quale troverà interessi umani e simpatie che farà sue.

(2-continua)

[1] Steelen, Larum, Kievermont e Holven sono quartieri di Geel o Gheel

[2] È un villaggio nella provincia belga di Anversa. Il villaggio si trova nella città di Geel


Geel Project 

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