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Il 25 novembre si ricordi anche la violenza sessuale sulle donne con disabilità

Mercoledì 25 novembre sarà la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne 2020. Pochi ricorderanno che sulle donne con disabilità o fragilità psichica e relazionale la violenza subita è in misura doppia rispetto la popolazione neurotipica. Noi spesso abbiamo qui denunciato questa emergenza, che sembra essere coperta da una sorta di omertà. La prima ragione della reticenza a parlarne a livello istituzionale è, senza dubbio, la realtà imbarazzante che, senza possibilità di equivoco, a compiere gli atti di molestia e violenza sessuale siano proprio le persone che gravitano nell’ambito familiare, o gli operatori a cui queste donne sono date in custodia, perché si occupino del loro benessere.

E’ difficile mettere in discussione la confortante narrazione dell’eroismo delle famiglie che hanno in carico una persona disabile, ancora di più difficile è ammettere che tra le persone che professionalmente si occupano di disabilità si annidino criminali compulsivi, capaci di approfittarsi delle scarsissime difese di una donna con fragilità psichica, in più confidando la difficolta con cui questa possa essere capace di riferire ed essere creduta, qualora della violenza trapeli qualche indizio.

Inoltre esiste una censura a monte, diffusa e persistenze, sulla sessualità delle persone con disabilità, con particolare accanimento se si tratta di donne. E’ preferibile immaginarle come figure angeliche e prive di attributi sessuali, rendendole quindi più facilmente fruibili ai loro predatori. L’equazione è di per sè assolutoria a priori: non esiste sesso e quindi nessuno ne può abusare, chi lo afferma mente o equivoca attenzioni di semplice accudimento.

Questa formula perversa ha avallato decenni di violenze sessuali in famiglia o in istituti per persone non capaci di parlare o di opporsi alla violenza, spesso trasformati nel paese dei balocchi  per  generazioni di tutori, operatori, persone additate per caritatevole virtù.



PER CHI VOLESSE APPROFONDIRE

Oggi Redattore Sociale pubblica una sua esclusiva inchiesta su questo odioso fenomeno. Emerge che sono 235 in tutto le donne con disabilità che hanno ricevuto un supporto materiale, psicologico e legale negli ultimi sei anni dall’associazione Differenza Donna, che ha creato lo Sportello itinerante di Differenza Donna, unico in Italia, per le donne vittime di violenza di genere con disabilità.

VAI AL REPORTAGE DI REDATTORE SOCIALE: Donne disabili vittime di violenza. Fenomeno odioso, ma nascosto

VAI ALLA PAGINA DI “DIFFERENZA DONNA” CON INFORMAZIONI SUL SOSTEGNO A DONNE DISABILI VITTIME DI VIOLENZA

VAI ALLA RICERCA FISH SULLA VIOLENZA SESSUALE SU DONNE DISABILI


In questa puntata di Melog trasmessa da RADIO24 è stato dibattuto  il tema con: ANTONELLA PATETE, Giornalista dell’agenzia stampa Redattore Sociale, ROSALBA TADDEINI che si occupa da anni della violenza contro le donne con disabilità per l ’Associazione Differenza Donna ed EMANUELA che oggi ha 36 anni, racconta di una violenza subita quando ne aveva 17.

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