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La vita di Francisco: un frate autistico di 400 anni fa

Tutto ha avuto inizio nove anni fa. In una delle mie notti insonni, mi sono messa a cercare in rete romanzi che avessero come protagonista o personaggio secondario, una persona con caratteristiche comportamentali riconducibili alla neurodiversità. Penso di essere arrivata alla pagina 90 di Google, quando è balzato agli occhi “Vie du vènèrable frêre François de l’enfant Jésus de l’Ordre des Carmes-Déchaussés”. La cosa mi ha incuriosita ma – ahimè – non conoscevo e non conosco il francese; fortunatamente la sinossi in inglese mi ha fatto capire che questo frate carmelitano della fine del Cinquecento potesse essere autistico.

Si parlava di un omicidio involontario, da lui provocato, che non l’aveva minimamente turbato e poi di questa sua passione, quasi un’ossessione, per una statua di Gesù Bambino con il quale spesso discorreva. Dovevo trovare quel documento ad ogni costo e, all’interno di un sito specializzato in libri antichi e introvabili, ho scoperto, non senza esserne stupita io stessa, che il libro era in vendita da un privato a 30 km da casa mia.

Recuperato per la somma di 20 euro, ho avuto la necessità di farlo tradurre; anche qui un’insolita coincidenza che mi ha fatto incorrere in un libro di un autore francese tradotto da Suore Benedettine di Clausura dell’Isola di San Giulio, sul lago d’Orta. Stupore a stupore, il libro viene tradotto e la vita di Francisco irrompe e sconvolge chi ne viene a contatto, prima tra tutte la monaca traduttrice che ne ignorava la esistenza.

La traduzione mi arriva come un bene prezioso, con questa storia che deve essere condivisa ma occorre modificarla, renderla fruibile da tutti, in altre parole, romanzata. Ci sono voluti nove anni e altri libri da me scritti e pubblicati. E nel frattempo quaderni e quaderni pieni di ricerche storiche, di una prima parziale stesura, di riscritture, di note a margine e poi sui post-it, sui fogli volanti. Non ero mai pronta finché ho deciso di affrontare la sfida, tenendo testa ai miei demoni: insicurezza, senso di inadeguatezza, dolore di madre e donna con figlia autistica.

Francisco è venuto fuori come un fiume che scorre a valle, impegnando ogni mia emozione. Sono felice di aver riconsegnato Francisco alla Storia. Siamo tutti protagonisti nel Racconto Universale, ognuno con quello che può dare. Niente è sprecato, tutto serve. La vita di Francisco ne è l’esempio. Essere Venerabile è un gradino sotto alla Beatificazione e mi auguro che riportare alla luce la sua storia rafforzi il concetto che la neurodiversità è un modo altro e non diverso, che siamo tutti uguali, con lo stesso cuore. È questa la vera globalizzazione a cui tendere.

Spunti storici importanti

Francisco è vissuto ad Alcalà di Henares, patria di Cervantes. La casa dello scrittore era vicina al hospitalillo. Il padre di Cervantes era medico e in alcuni documenti storici si evince che talvolta venisse chiamato dai frati. Chissà che lo scrittore non abbia visto e conosciuto Francisco, fornendo spunto per i suoi lavori. Prima che Francisco andasse al hospitalillo, Ignazio di Loyola vi alloggiò aiutando il frate cuciniere. È certo che, durante la permanenza di Francisco al hospitalillo, Giovanni della Croce vi sia rimasto per qualche giorno.

Gabriella La Rovere


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12,00

Titolo: Francisco

Sottotitolo: La vita del matto buono dei frati

Autore: Gabriella La Rovere

Collana: khorakhanè

ISBN: 978-88-9343-289-4

Prezzo di copertina: Euro 12,00

Pagine: 92


 

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