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Il “Progetto Margherita” per l’inclusione scolastica di bambini nello spettro autistico

Il progetto Margherita nasce nell’anno scolastico 2016/17 su iniziativa della ASL Toscana sudest e del neuropsichiatra Dott. Ettore Caterino con lo scopo di favorire i processi di inclusione ed apprendimento dei bambini con disturbo dello spettro autistico a scuola ed in famiglia. L’idea di fondo è quella di passare da una didattica individualizzata per l’handicap alla scoperta dell’individuo autistico come risorsa per l’apprendimento, la crescita emozionale ed affettiva dell’intero gruppo classe.

Per maggiori informazioni puoi andare al loro sito:  Progetto Margherita: laboratori del farecondiviso, didattica inclusiva e sviluppo dei talenti nei disturbi dello spettro autistico a scuola

Il valore dei talenti: ognuno ha in sé dei talenti, più o meno evidenti, più o meno comuni, ma sempre presenti, che se evidenziati possono diventare opportunità e se non riconosciuti non svilupparsi mai. Volgere l’attenzione degli educatori e dei terapeuti verso la ricerca dei talenti individuali, significa scegliere di dare tutte le possibili opportunità a ragazzi speciali, che Insieme alle loro famiglie convivono con l’autismo. Il valore della comunità: la classe non è un insieme di individui in formazione, ognuno con il suo progetto e le sue competenze. La classe è un contenitore vitale in cui si cresce attraverso il confronto, lo scambio, l’interazione, la conoscenza reciproca.

E proprio quella differenza di competenze, di relazioni, di atteggiamenti, se condivisa crea persone più forti, più pronte, più competenti. Il valore della formazione: la scuola non istruisce, forma. Non ha il fine di dare nozioni ma di insegnare a vivere. Non dà strumenti per saperi individuali che restano chiusi in se stessi, ma per progetti civili nell’interesse di molti. E le competenze che lascia alla fine del percorso saranno tanto più importanti, quanto più accompagneranno quei ragazzi nella loro vita intera, privata e pubblica, quotidiana e futura. Individui resilienti, determinati ma flessibili, man mano che gli obiettivi e le prospettive cambiano con il passare degli anni.

Il valore degli ultimi: coloro che in apparenza hanno meno possibilità, che possono sembrare un peso per la comunità, che si ritiene possano più ricevere che dare. Chi li conosce davvero, chi vive con loro, chi ne condivide emozioni e sfide, chi sa leggere negli sguardi la determinazione e la passione, sa come questo sia falso. Sa come sono l’energia che muove le azioni più importanti, sa che nascondono talenti e opportunità, sa che spingono avanti anche chi pensa di essere già arrivato, mostrando scenari nuovi e inaspettati.

Gabriella La Rovere


 

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