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Ancora due punti di vista sul film di Salvatores e la Comunicazione Facilitata…E poi basta, ognuno creda in quel che preferisce!

Come era prevedibile la mia osservazione sul film di Salvatores ha scatenato un bel putiferio nei luoghi ufficiali e ufficiosi dove si discute d’autismo. Io in realtà mi ero limitato a dare evidenza e incondizionatamente appoggiare una riflessione di Antonio Bianchi “Salvatores finge di dare voce ma è un ventriloquio”  che da qualche giorno circolava nei gruppi dedicati all’autismo ma senza sollevare poi  più di qualche timida reazione. Questo è comprensibile perchè nel clima generale di irrazionale euforia verso un ritorno a ogni arcaismo possibile nel campo del pensiero, ci sta pure il risollevarsi del pregiudizio antiscientifico che viene sostituito in maniera graduale ma inesorabile, in un ritorno in auge del classici mediatori delle ansie collettive attraverso promesse di miracoli e guarigioni prodigiose. Di questo dibattito mostro qui le due punte estreme che sono secondo me significative di una dualità di atteggiamento che continuerà a permanere nella popolazione nazionale che gestisce direttamente il problema dell’autismo in famiglia.

Questo scrive Betty De Martis, questa volta come ufficiale rappresentante dell’Angsa, esprimendo quello che è il corretto atteggiamento di un genitore informato e soprattutto di chi si fa rappresentante degli interessi delle famiglie.

Torno su questo argomento, questa volta come Angsa nazionale.

Certamente diciamo con convinzione che il film fa un danno alle nostre famiglie e alla comunità scientifica, perché porta alla ribalta in uno spezzone una tecnica di comunicazione messa al bando ormai da anni, e non raccomandata, come specifica bene la Linea Guida per l’autismo. Ricordiamo che in caso di testimonianza, non può essere usata perché risultata inattendibile. Danni purtroppo ne ha fatti molti!! Un altro danno è che avremmo usato volentieri il film per sensibilizzare nei nostri territori la condizione dei nostri figli e delle nostre famiglie. Invece non lo potremo fare.

Ed è davvero un peccato perché la storia, gli attori, e il nome di Salvadores avrebbero valorizzato l’attenzione che non sempre riusciamo a trovare per parlare di situazioni cosi complesse come l’autismo, specialmente quello a basso funzionamento. Dovremo noi associazioni, ancora una volta, come nel caso del film Rain Man, che come questo di Salvatores ha raggiunto il grande pubblico, spiegare che molti aspetti del film sono molto romanzati e non corrispondono alla realtà, come spesso succede nel cinema. Peccato.

Benedetta Demartis

Presidente Nazionale Angsa 

 

Come esempio invece dell’altro punto di vista, assolutamente inconciliabile con l’interesse generale delle famiglie che è legato a quel poco o tanto che sia appoggiato alle evidenze scientifiche. A scrivere è una madre che gestisce un gruppo Facebook di genitori in cui è evidente e condivisa la fiducia nelle “alternative terapeutiche” , gruppo in cui il sottoscritto è naturalmente considerato un presuntuoso e in cui viene puntualmente denigrato. Non me ne faccio grandi problemi, non mi va più di far battaglie sulla ragionevolezza. Continuerò a pensare e scrivere quelle che più mi aggrada, sia sulla neurodiversità quanto su quello che mi ispira, per onestà intellettuale però non posso ignorare che esista pure questa combattiva corrente di mamme libero sceltiste. I figli crescono per tutti e purtroppo il redde rationem arriverà quando questi avranno barba baffi o tette. La differenza tra quelli  su cui si è lavorato quotidianamente sui comportamenti e le autonomie e quelli allevati a comunicazione facilitata, integratori, chelazioni, esorcismi e psicanalisi si vedrà inesorabile. E’ crudo affermarlo ma le cose stanno esattamente così.

 

Ho visto per caso l’articolo di “Per noi autistici” per la verità ho letto solo il titolo, basta e avanza!
Il solito giornalista presuntuoso e prepotente si permette di criticare e gettare fango sul film IL MIO FOLLE AMORE di Antonello. Pare che la guerra alla comunicazione facilitata non si limiti solo al non essere d’accordo, a va oltre molto oltre. Lo trovo ridicolo cercare di manovrare le menti e osceno il sentirsi tuttologo su autismo e non solo. Ma che gli frega a lui ed a altri i metodi che un genitore usa per aiutare il figlio! Ma chi glielo fa fare di mostrare sempre quanto sia ignorante presuntuoso di fronte ad una condizione dove non esiste ad oggi nessuna certezza di cause e di metodi.
Potrà ognuno fare come gli pare, visto poi i risultati positivi, o deve chiedere il permesso al sgnor sotuttoio? Ma Roba da pazzi!
No sul suo film stendiamo un velo pietoso. Il messaggio era quello solito: i vaccini non c’entrano niente con l’autismo e l’autismo è solo genetico quindi chi usa metodi o terapie non convenzionali sono solo cialtroni. Permettendosi di offendere chi la pensa diversamente. Frenando la ricerca dove invece ultimamente sembra finalmente diretta. Scusate ma lo dovevo dire, non si può sempre tacere.

Stefania Angeli

 

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