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Tommy nel paese dei Rulli Frulli

Tommy è stato al Rulli Frulli Days e ha suonato in una band di cento elementi. Tommy per una notte è stato rapito dalla sua riserva da  specie protetta e adottato dagli amici Rulli Frulli, che sono una banda di folli scavezzacollo vestiti a strisce, come fossero evasi anche loro dalla prigione mentale in cui la mesta società dei savi a tutti i costi li avrebbe voluti reclusi.  A me è sembrato  impossibile che un autistico dall’udito ipersensibile come lui, che si mette i tappi nelle orecchie quando esce di casa, sia stato a battere su un tamburo per un’ora e mezza immerso in un frastuono che avrebbe fatto esplodere i timpani a chiunque. Eppure l’ha fatto con leggerezza e e sguardo fiero. Non l’ho mai visto così orgoglioso di stare in mezzo a ragazzi come lui, molti con cervelli ribelli ma tutti con una voglia matta di farsi sentire battendo forte con il rimo di una carica di cavalleria sui loro bidoni, pezzi di tubature idriche, pentole ammaccate, barattoli e coperchi che sembravano diventare vivi e animati come la teiera e il candelabro nel cartone della Bella e la Bestia che Tommy guarda e riguarda spezzettato su Youtube almeno una mezz’ora al giorno per ogni giorno della sua pazzerella esistenza.


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COSA ERA IL RULLI FRULLI DAYS?

Tommy ha sperimentato con un’euforia senza precedenti una delle rarissime occasioni che posso offrirgli di sentirsi un essere umano con piena dignità di esistenza. Tommy ha bivaccato per due giorni nell’accampamento del Rulli Frulli Day a Finale Emilia come se quella fosse sempre stata casa sua. Ha fatto la fila per le penne al sugo e lo spezzatino alla birra raccogliendo baci e carezze dalle belle e generose “sdaure” (massaia e dispensiera di nutrimento in Emilia)  che riuscivano  persino parlare con lui che sta sempre zitto.  Si è intrufolato in un istituto agrario (l’Ignazio Calvi)  è stato sedotto da due insegnanti  che sembravano guerriere di un telefilm fantasy e con loro ha visitato frutteti, serre, cavalli e caprette, guidato trattori e passeggiato tra i vasi di fiori da vendere al mercato.

Tommy non è un musicista ma batte a ritmo con qualunque cosa gli si metta in mano, Tommy non diventerà mai un agronomo ma studia per fare il contadino ed è molto bravo a zappare, seminare, coltivare. E’ bastato che per una mezz’ora Federico Alberghini, il grande e indiscusso boss del miracolo unico in Italia dei Rulli Frulli, lo istruisse su quello che sarebbe stato il suo ruolo nel concerto che lui è diventato automaticamente un Rullo Frullo come gli altri e come gli altri ha suonato con disciplina e metodo. Ancora non mi capacito come sia potuto accadere di essere capitato con mio figlio in quella meravigliosa dimensione parallela, dove nessuno fa caso a quanto sia fuori della norma il  suo cervello. Persino un gigante tatuato con la barba fino alla cintola, che sembrava l’orco delle favole, se lo è preso in carico e l’ha portato a bere lambrusco, tanto gli è stato simpatico che alla fine gli ha regalato un salame di un metro, fatto in casa da lui. Tommy è tornato con me in tremo il giorno dopo, sempre brandendo orgoglioso quel salame come se fosse lo scettro del comando di un regno senza confini.


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