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Quanto piace agli autistici suonare la batteria…

Un recente studio ha evidenziato gli effetti positivi del suonare la batteria su persone autistiche. Il progetto portato avanti dall’Università di Chichester e dal Centro Hartpury ha dimostrato che la capacità degli studenti con disturbi dello spettro autistico di seguire le istruzioni dei loro insegnanti di musica ha migliorato l’interazione sociale tra pari.  Gli studenti coinvolti hanno preso parte ad un programma di dieci settimane con incontri bisettimanali di mezz’ora ciascuno.

Suonare la batteria consente un setting egualitario, in cui tutti i partecipanti hanno la stessa funzione. Inoltre non si richiedono abilità musicali a priori; i partecipanti possono contribuire con diversi livelli di complessità in base alle loro capacità, consentendo un adeguato livello di sfida attraverso vari gradi di competenza. Ciò offre un ambiente altamente inclusivo per l’apprendimento e favorisce la motivazione.


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Suonare la batteria non richiede impegno verbale e questo consente di stabilire legami relazionali indipendentemente dalle più tradizionali abilità sociali.

I risultati preliminari hanno mostrato:
– Un miglioramento nel controllo del movimento mentre si suona la batteria, inclusa la destrezza, il ritmo, i tempi.
–  Il controllo del movimento ha avuto effetti positivi durante l’esecuzione di compiti quotidiani al di fuori dell’ambiente scolastico, inclusa una migliore capacità di concentrazione durante i compiti a casa.
– Una serie di cambiamenti positivi nel comportamento all’interno dell’ambiente scolastico, quali una migliore concentrazione e una migliore comunicazione con pari e adulti.

Gli effetti sulla relazione sociale sono secondari al migliore controllo emotivo e all’aumentata autostima soprattutto se combinati con la terapia comportamentale.

Suonare la batteria è una miscela unica di attività fisica, coordinazione e musicalità, tutti elementi noti per avere effetti positivi sul benessere.

Nei pazienti psichiatrici suonare la batteria si è dimostrato efficace come strumento per la riabilitazione, riducendo l’ansia e la depressione e migliorando nel contempo il benessere e la resilienza sociale. Il benessere inteso come equilibrio tra gli affetti positivi e gli affetti negativi, insieme alla soddisfazione percepita per la propria vita. Tutto ciò ha portato a riduzione degli interventi farmacologici e dei ricoveri coatti.

Gabriella La Rovere

 

 

 

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