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Una riflessione sull’autismo nella tragedia di Brancaleone

La vicenda della madre travolta dal treno assieme ai due figlioletti  a Brancaleone per noi genitori di autistici ha una chiave di lettura che, se possibile, la rende ancora più atroce. Gabriella La Rovere ci propone la sua riflessione da madre di una ragazza autistica.

ERA AUTISTICA LA BAMBINA SFUGGITA ALLA MADRE E UCCISA DAL TRENO ASSIEME AL FRATELLINO


Quando ho sentito la notizia dai telegiornali confesso che mi sono chiesta come mai la bambina si fosse messa a correre sui binari e, soprattutto, perché non avesse sentito l’arrivo del treno. C’era qualcosa che non quadrava nella dinamica e, purtroppo, l’atroce verità è venuta a galla ieri straziandomi l’anima: quella bambina poteva essere mia figlia.

Vent’anni fa le fughe improvvise senza nessun apparente motivo rappresentavano l’incognita di ogni passeggiata cittadina, così come le volte nelle quali mia figlia si fermava ed era impossibile spostarla di un millimetro, il suo piccolo corpo di bambina diventava pesante e completamente abbandonato. In quelle situazioni mi trovavo sola, gli altri si limitavano a fissare la scena da lontano commentando a bassa voce la mancanza di educazione. Ogni genitore con figlio autistico può raccontare storie simili di solitudine e mancanza di solidarietà sociale. È una vergogna che non bisogna aver paura di denunciare perché non è umano l’assenza di alcun sentimento empatico.

La disgrazia di Brancaleone ha passato sotto silenzio il gesto eroico del fratello che ha fatto di tutto per salvarla senza preoccuparsi del pericolo che correva. Non è facile la vita dei siblings, componenti essenziali dell’intero sistema famiglia, costretti a crescere autonomamente, a diventare responsabili fin da piccoli, a vivere direttamente o di riflesso le emozioni dei genitori, le loro paure, angosce e speranze, ad essere coloro che poi si assumeranno  il carico del fratello o della sorella.

La relazione fraterna è considerata la più lunga e durevole tra quelle familiari. Questo particolare rapporto a lungo termine, per il quale non è previsto alcun annullamento, consente a due o più persone di esercitare una considerevole influenza sulle rispettive vite. La fratria è contemporaneamente un rapporto di parentela e di amicizia, è un alleanza che mantiene e difende la propria autonomia rispetto alla generazione precedente, è un aspetto estremamente importante nella crescita della persona con disabilità perché rappresenta il primo legame con il sociale, la prima relazione oltre quella dei genitori.

Sia in questo caso come per la scomparsa di Luschra non si avuto alcun commento, riflessione o azione da parte del Ministro della Famiglia e della Disabilità. E dire che le due tragedie coinvolgono i duplici aspetti del nuovo dicastero. Da tutto ciò solo un grande, devastante silenzio. Un silenzio che potrebbe essere preludio a nuove idee, che potrebbe essere segno filosofico di esistenza, che potrebbe essere addirittura una forma di comunicazione. Ecco, potrebbe.

Gabriella La Rovere

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