Fanta-autismo, News

Sempre uniti per l’autismo… Ma non per essere tutti chiacchiere e tastiera!

Riportiamo per intero il comunicato dell’associazione “Uniti per l’autismo” come è riportato dalla pagina Facebook ufficiale. L’associazione si riferisce al caso della bambina scomparsa nel Bresciano e pone alcune domande riguardo la responsabilità degli operatori a cui era stata affidata. Sui punti esposti non abbiamo alcun commento da fare, è una posizione legittima come può esserlo ogni punto di vista e opinione, pensiamo comunque che sia compito della Magistratura stabilire eventuali responsabilità e non sia materia definibile attraverso ipotesi su Facebook.

Però a noi interessa unicamente il quesito numero 5 del comunicato, che indirettamente ci chiama in causa. Siamo stati noi e solo noi a sollevare il tema del localizzatore, rivolgendoci al Ministro per la Salute Giulia Grillo.

5- Strumentale spostamento dell’attenzione sui devices per la geolocalizzazione? A chi giova? Ci i sembra di percepire uno spostamento di attenzione anziché al caso specifico, alla tecnica delle apparecchiature che possano favorire il ritrovamento dei nostri bimbi “in fuga”. 
Sarebbe fantastico e forse anche una falsa sicurezza come sostiene  qualcuno. Ma perché nulla viene detto che questa tecnologia non è cosi affidabile, soprattutto in caverne, grotte ecc. Nel caso di Iuschra avrebbe fatto la differenza?

Rispondiamo per punti: innanzitutto perchè viene usato il termine “strumentale”?L’associazione dovrebbe misurare termini e parole quando tratta argomenti così delicati.  Strumentale a chi e a cosa?

Proprio per prendere le distanze dal solito chiacchiericcio condominiale, da tastieristi che sentenziano nei gruppi Facebook, abbiamo iniziato a muoverci concretamente e in totale autonomia. 

Noi abbiamo pensato di affrontare con metodo il problema del possibile “localizzatore” per persone autistiche, abbiamo iniziato a farlo finalmente in maniera strutturata e usando una procedura di analisi e progettazione rigorosamente scientifica.

Non ci risulta che altri finora, su questo tema, abbia messo in campo un pool di competenze multidisciplinari come abbiamo iniziato a fare noi. Il nostro obiettivo è elaborare un prototipo, che sia specifico per le esigenze di persone variamente disposte nello spettro autistico. 

Il “qualcuno dice”  è senza senso, prima che sia affrontato in maniera sistematica ogni aspetto  che riguardi il possibile uso di questo dispositivo. Lo stesso vale per la non affidabilità della tecnologia; ne esistono tante, vanno studiate e analizzate e se serve integrate.

Nessuno può dire se avrebbe fatto la differenza nel caso di Iuschra, perchè un dispositivo specifico per la localizzazione di persone neurodiverse ancora non esiste, come non è stato scritto un protocollo su quale possa essere il suo impiego, integrato necessariamente con nuove competenze per le persone che accompagnano il soggetto non autosufficiente.

Ci saremmo sinceramente  augurati un’attenzione di tipo diverso da chi condivide con noi il problema della gestione di una persona autistica in famiglia. (GN)


ECCO COME STIAMO LAVORANDO AL LOCALIZZATORE


PER IUSCHRA E LA SUA FAMIGLIA

Uniti per l’autismo

Come Comitato Uniti per l’Autismo ci siamo rivolti alla associazione Penelope che si occupa di assistere le famiglie delle persone scomparse
L’associazione Penelope Italia Onlus si è già costituita parte civile per Daniele Potenzoni per il reato di abbandono di incapace, con il conseguente rinvio a giudizio del responsabile della struttura che aveva in carico Daniele.
Siamo stanchi di fatalità e imprevedibilità.
Cerchiamo di riflettere su quanto è successo,
Fa male leggere sui maggiori quotidiani che Iuscra si sia “volontariamente allontanata” …
I nostri ragazzi autistici è vero che sono imprevedibili, spesso si allontanano o mettono in azione comportamenti di fuga, soprattutto quando la stimolazione sensoriale per loro è insopportabile. Per questo cerchiamo di affidarli a strutture o cooperative con personale qualificato e nel rapporto 1:1, pagando di tasca nostra e profumatamente per le terapie abilitative visto l’inesistenza del servizio pubblico in materia di autismo.
Proprio per questo, le nostre 41 associazioni si sono riunite in un comitato lo scorso febbraio, per chiedere, con una voce sola, l’attuazione della legge regionale 15/2016 art. 54
Le domande alle quali vorremmo avere risposta sono :
1-la scelta del luogo.
Perchè per una gita, a maggior ragione se “educativa-abilitativa” per autistici, come il progetto estivo della coop Fobap prevedeva, viene scelta l’unica zona carsica al alto rischio in tutta la provincia di Brescia?

2-il numero e la preparazione degli educatori. 
La versione che è passata in video ci lascia alquanto perplessi.

3-In una zona complessa ed ad alto rischio come questa, 
come è possibile dire che “quasi certamente la bambina li non c’è” ?
Quindi quale altra pista si sta seguendo?

4-telecamere in zona ne esistono? sono state controllate?

5-Strumentale spostamento dell’attenzione sui devices per la geolocalizzazione? A chi giova? Ci i sembra di percepire uno spostamento di attenzione anziché al caso specifico, alla tecnica delle apparecchiature che possano favorire il ritrovamento dei nostri bimbi “in fuga”. 
Sarebbe fantastico e forse anche una falsa sicurezza come sostiene  qualcuno. Ma perché nulla viene detto che questa tecnologia non è cosi affidabile, soprattutto in caverne, grotte ecc. Nel caso di Iuschra avrebbe fatto la differenza?

Vorremmo una risposta a tutte queste domande che continuano ad attraversare i nostri pensieri .
Sappiamo bene che sarà compito della magistratura accertare le responsabilità e la dinamica degli eventi, ma questo non ci deve impedire di pensare.
Per Iuschra e per la sua famiglia
#unitiperlautismo


 

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