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Mamme frigorifero a Erice? Arriva la smentita, si parlava solo di topi…

Il prof. Stefano Parmigiani smentisce di aver detto che l’insorgenza dell’autismo dipenderebbe dal rapporto madre-bambino.  Il professore quindi si dissocia da quanto riportato dal Giornale di Sicilia che lo aveva intervistato durante un convegno scientifico a Erice.  Dopo qualche giorno dalla pubblicazione dell’articolo ,che ha destato molta preoccupazione tra le madri dell’Angsa ( e non solo) arriva la smentita da parte dell’ufficio stampa dell’Università degli Studi di Parma che riportiamo integralmente qui sotto.

Lasciamo ancora una volta agli addetti ai lavori la lettura e l’interpretazione di quanto scritto dall’Università nella sua smentita. All’osso ci sembra di aver capito che il Professore stesse parlando di topi e non di essere umani, quindi ci dovremo tranquillizzare, nessuno sta ritirando in ballo la madre frigorifero e i suoi annessi.

Detto questo però una riflessione è doverosa. Se non avessimo fatto noi un po’ di casino sollevando il “caso” sarebbe stata prodotta una smentita così articolata e dettagliata? Può essere di si, ma comunque è stato importante che si sia ribadita l’inconsistenza scientifica dell’autismo come esito dell’anaffettività  della madre, come è stato confortante osservare che almeno alcune mamme si sono subito ribellate alla sola idea di essere nuovamente messe sul lettino dello psicanalista come responsabili dell’autismo dei figli.

Molto deludente è stata invece la reazione dei medici e ricercatori che dovrebbero avere la responsabilità di difendere l’approccio evidence based all’autismo. Dal primo giorno della pubblicazione  avevamo chiesto un parere chiarificatore riguardo a quell’ipotesi, speravamo che qualcuno  coll’autorevolezza del  ruolo ci avesse detto almeno: “ma no è una cazzata che non sta in piedi, nessuno scienziato potrebbe sostenere qualcosa di simile, ci sarà stato un malinteso…” 

Ci avrebbe fatto sperare che abbiamo le spalle coperte: qualcuno studia e veglia sulla corretta maniera di poter aiutare i nostri figli autistici a vivere nella migliore maniera possibile. Purtroppo c’è stato silenzio di tomba.

Abbiamo di proposito “anticipato”  (procurando anche imbarazzi e antipatie)  i nomi del panel degli specialisti che avranno la responsabilità di redigere le nuove linee guida sull’autismo. Speravamo che come buon esordio qualcuno  dell’ ISS ci avesse almeno scritto…”ma non scherziamo!”. Invece tutti zitti. Tranne Paolo Moderato dell’ IESCUM che ha sollecitato il suo collega di Parma (con cui in passato ha lavorato) a chiarire la vicenda.

Potremmo fare la prova e dire che l’autismo viene a chi si infila le dita nel naso, probabilmente nessuno farebbe la fatica di smentirci.


COMUNICATO STAMPA

EZIOGENESI DELL’AUTISMO: IL PROF. STEFANO PARMIGIANI SMENTISCE LE FRASI ATTRIBUITEGLI DAL “QUOTIDIANO DI SICILIA”

Parma, 28 agosto 2018 – Il Prof. Stefano Parmigiani, docente di Biologia applicata all’Università di Parma, rilascia le seguenti dichiarazioni a proposito delle frasi che gli sono state attribuite nei giorni scorsi dal “Quotidiano di Sicilia”, riprese poi da agenzie e altri organi di stampa.

Prof Stefano Parmigiani

«Dichiaro di non avere mai affermato quanto erroneamente riportato nell’articolo apparso sul “Quotidiano di Sicilia” il giorno 24 agosto in merito alle cause dell’autismo, e in particolare che l’insorgenza dell’autismo dipenderebbe dal rapporto madre-bambino.  Nell’articolo non si fa nessun riferimento al tema dell’intervista, che riguardava la sessione di Erice sugli interferenti endocrini e sugli effetti alla loro esposizione in modelli animali, in cui veniva espressa preoccupazione per l’aumento di alcuni disordini mentali che ragionevolmente non potevano essere imputati solamente a un’eredità genetica. Pertanto mi dissocio completamente dall’articolo pubblicato perché non corrisponde a quanto si è detto durante l’intervista, né a quanto penso, ma è frutto di una scorretta interpretazione giornalistica.

L’intervista è avvenuta in seguito alla sessione “Environment and Health – Ambiente e Salute” organizzata da me e dal Prof. Frederick vom Saal (University of Missouri, USA) dal titolo “Effetti epigenetici transgenerazionali dell’esposizione agli interferenti endocrini: una nuova minaccia per la salute?”, tenutasi il 21 agosto scorso a Erice nell’ambito dei  Seminari Internazionali sulle Emergenze Planetarie. La prof. ssa Emilie Rismann (University of North Carolina, USA) ha riportato dati ottenuti sul topo che mettono in evidenza alterazioni epigenetiche neuro-comportamentali nei figli di madri alimentate con l’interferente endocrino bisfenolo (BPA) e che queste alterazioni (che agiscono sull’espressione fenotipica dei geni) hanno effetti transgenerazionali (vengono ereditate quindi non per via genetica ma epigenetica).

Nella comunicazione scientifica venivano riportati comportamenti alterati (diminuzione del contatto sociale) che potevano essere considerati simili ad alcuni tratti comportamentali che fanno parte della complessa manifestazione di ciò che viene definito “Disturbo dello spettro autistico”. 

Inoltre, citando altri lavori su modelli animali, veniva messo in evidenza come questi contaminanti ambientali alterassero il delicato rapporto di interazione madre – figlio durante le cure parentali interferendo, in un periodo critico, con lo sviluppo neurocomportamentale postnatale (si consulti  Impact of Endocrine Disruptors on Brain Development and Behavior. Environmental Health Perspectives • VOLUME 110 | SUPPLEMENT 3 | JUNE 2002)

Nell’intervista si è parlato, nel contesto dell’inquinamento da interferenti endocrini, di dati relativi a modelli animali che suggeriscono anche un impatto ambientale sullo sviluppo dei cosiddetti disordini mentali. In nessun modo si è parlato di dati relativi all’uomo (in quanto non supportati da nessuna rigorosa evidenza scientifica) e tantomeno della obsoleta, e scientificamente rigettata, ipotesi psicogenetica di Bettelheim degli anni Sessanta, in cui le mamme “frigorifero” poco interattive sarebbero state la causa dell’autismo. 

Quindi ciò che è stato riportato non corrisponde al vero e non riflette i contenuti dell’intervista né il mio pensiero scientifico al proposito.  In particolare vengono riportate come citazioni frasi a dir poco risibili che non ho mai pronunciato per quanto riguarda la nostra specie, ma che sono invece frutto di interpretazione giornalistica e trasposizione scorretta all’uomo (come ho già detto non suffragata da dati scientifici)  di considerazioni derivate da dati su modelli animali (in particolare, dal punto di vista etologico) circa gli effetti deleteri degli  inquinanti ambientali ad azione ormonale sul delicato rapporto madre-figlio per quanto riguarda lo sviluppo neuro-comportamentale».

                                                                                                                                                                

Ufficio Stampa

U.O. Comunicazione Istituzionale
Università degli Studi di Parma
Via Università, 12 – 43121 Parma       

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