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Fisioterapista accusato di abusi sessuali su tre ragazzine autistiche. Lui si giustifica: Era solo solletico

Un fisioterapista di Napoli che lavora anche con ragazzi disabili è fortemente sospettato di aver abusato sessualmente di un paio di bambine autistiche. Lui nega ma gli inquirenti nutrono seri dubbi sulle sua versione dei fatti. Sembra inoltre che un’altra bambina autistica sia stata usata per scatti fotografici hot.

Che dire? Come genitore di un ragazzo disabile mi sento inerme e provo angoscia. Cerco di immaginare il dolore e lo choc che vivono i genitori di quelle tre ragazzine. E’ stata proprio  una  di loro che ha denunciato alle forze dell’ordine il terapista.  Bisogna immedesimarsi in questi genitori perché nessuno di noi è sicuro che una cosa del genere non potrebbe mai accadergli. I nostri figli, ragazzi “speciali” sono anche più vulnerabili e fragili degli altri. Non hanno strumenti per discernere il bene dal male. Potrebbero essere facili prede di personaggi che nascondono certe mostruosità e tendenze.

La notizia la riportiamo nuda e cruda. Non servono commenti ulteriori, né note di accompagnamento, pistolotti moralistici e recriminazioni per chi avrebbe dovuto controllare e non l’ha fatto o cose simili. Bisogna invece denunciare e divulgare  questo tipo di notizie perché eventi così odiosi e tragici succedano sempre meno. Bisogna creare la consapevolezza della necessità di stare allerta, di mantenere alta l’attenzione, di saper leggere in tempo quei segnali che possano farci capire una violenza subita, nascosta tra le pieghe della difficoltà di comunicare ed esprimersi dei nostri figli perché il male può allignare e nidificare anche dove non ce lo aspetteremmo mai.

Vorrei solo riportare le parole che il presunto molestatore fisioterapista ha usato per giustificare il suo comportamento spiegando che si trattava solo di solletico: «Nel corso degli anni sono riuscito ad instaurare un rapporto di reciprocità con quelle bambine, che inizialmente erano chiuse e del tutto prive di reazioni nei confronti del prossimo. Una delle tecniche usate era il solletico. Somministravo il solletico e lo ricevevo, ovviamente senza sfiorare le parti intime e senza alcuna morbosità: si tratta di una terapia adottata da anni, che dà inizio alle nostre sedute. Se ho sfiorato un parte erogena, l’ho fatto senza accorgermene, magari anche a causa dei ripetuti movimenti delle piccole».

Rimando alla lettura dell’articolo su “Leggo” per chi vuole saperne di più.

 

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