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Era autistica la bambina sfuggita alla madre e uccisa dal treno assieme al fratellino

Il dramma della madre travolta con due bambini da un terno a Brancaleone dalleprime ricostruzioni sembra poter aver avuto origine dalla condizione autistica della bambina, che era scappata per oltrepassare i binari,  quindi inseguita dal fratellino e dalla madre. La donna, ancora in condizioni gravissime, avrebbe tentato di raggiungere i due bambini  sui binari prima che un regionale arrivasse e li uccidesse sul colpo. E’ stata aperta un’indagine e proclamato il lutto cittadino.

Nel rispetto di questa tragedia, per noi che conosciamo quanto sia facile perdere il controllo di un bambino con neurodiversità, non possiamo che sentirci ancora più vicini alla famiglia così duramente provata. Ritorna ancora presente la nostra riflessione espressa solo due giorni fa nel commentare il caso della bambina scomparsa nel bresciano.

Pensiamo che si debba sempre di più lavorare per rafforzare le condizioni di sicurezza nel gestire persone con autismo, occorre diffondere il più possibile le buone prassi che consentano ai genitori e agli operatori di ogni tipo di poter avere strumenti pratici e teorici sempre più specializzati, per poter prevenire o gestire al meglio ogni comportamento che potrebbe creare problemi alla persona nello spettro autistico. Tenendo comunque presente che potrebbe esserci sempre un margine di rischio purtroppo non eliminabile, nonostante il controllo da parte anche della persona più attenta e capace. 


Lorenzo, 12 anni, e la sorellina Giulia, 6 anni, hanno perso la vita in un caldo pomeriggio d’agosto, mentre erano in vacanza con la mamma, Simona Dall’Acqua, 49 anni, e il suo compagno. Vivevano ad Albairate, un piccolo comune in provincia di Milano, insieme a un’altra sorella, di 16 anni, che non era con loro al momento dell’incidente. Secondo le prime ricostruzioni, sembra che la piccola, affetta da autismo, sia sfuggita alla mano della madre, precipitandosi sui binari, che non hanno protezione. Il fratellino l’ha rincorsa immediatamente e, subito dietro, si è precipitata la donna, nel tentativo di salvare i suoi bambini.

Ma la fatalità ha voluto che proprio in quel momento stesse arrivando il treno partito da Catanzaro, diretto a Reggio Calabria. L’impatto, violentissimo nonostante i tentativi di frenare il mezzo da parte del capotreno, non ha lasciato scampo ai due fratellini, che sono morti sul colpo, mentre la madre, colpita lateralmente, si trova nel reparto di rianimazione degli ospedali riuniti di Reggio Calabria, in condizioni gravissime. Il compagno al momento della tragedia stava parcheggiando la macchina all’ombra e non si sarebbe quindi accorto di ciò che stava succedendo.


 Il ricordo di Lucio Moderato. Gilla era in carico a un centro d’eccellenza 

“Siamo sconvolti e addolorati per l’interruzione di questa giovanissima vita: Gilla era una bambina bellissima e piena di vita, che stava compiendo un percorso positivo nonostante le difficoltà. Ora il nostro pensiero va alla mamma, che ha perso anche l’altro figlio Lorenzo, e alla famiglia: siamo loro vicini e ci uniamo al dolore di quanti volevano bene alle vittime di questa assurda tragedia”.
Così il professor Lucio Moderato, Direttore dei Servizi Innovativi per l’Autismo di Fondazione Sacra Famiglia, commenta l’incidente avvenuto stamane a Brancaleone, nella Locride, in cui hanno perso la vita i due fratellini Pipolo, residenti ad Albairate, travolti da un treno in corsa. La bambina, di soli 6 anni, era seguita dal Counseling per l’autismo di Marcallo, uno dei tanti ambulatori per l’autismo di Sacra Famiglia. “Conosco Gilla e la sua mamma da anni, da quando vivevano a Milano, in un quartiere poco distante dalla nostra sede di Cesano”, continua il dottor Moderato. “Il suo è stato un caso che ho seguito direttamente. Sono commosso e addolorato, e penso soprattutto a mamma Simona, una donna coraggiosa che ha avuto una vita attraversata da momenti non facili sia per motivi personali che di salute, ma che è sempre andata avanti con una forza straordinaria. Era lei a seguire la figlia in prima persona, con amore e attenzione non comuni. Non trovo le parole per esprimere la mia costernazione, ma sono sicuro che Gilla ora è diventata un angelo che veglierà sempre sui bambini come lei”.


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