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Un bambino autistico rischia di affogare. Su Facebook cronaca e commenti di un salvataggio

Racconto d’estate. In una spiaggia italiana un autistico minorenne molto robusto è al largo e sta per affogare, nessuno era in quel momento responsabilmente attento alla sua sicurezza. Intervengono (come possono) due bagnini con il pattino. Il ragazzo è in piena crisi oppositiva e ne morde uno. I bagnini non sapendo come operare altrimenti iniziano una colluttazione con il ragazzo che reagisce in maniera molto violenta per il panico, che per lui autistico è impossibile da gestire. Uno dei due bagnini tenta di farlo svenire chiudendogli la giugulare. Alla fine aiutandosi con una corda lo legano sotto alle ascelle e lo trascinano a riva. La crisi è in crescendo naturalmente, i due chiamano il 118 per un TSO (!!??) . Alla fine arriva il padre che forse si era assentato.

Fine della storia. Questo è il racconto, in soggettiva del giovane bagnino, postato in un gruppo Facebook, assieme alla foto del morso sulla spalla.


Vi racconto di quando sono quasi morto affogato per colpa di un bimbo fullmatto (spoiler: è successo 3 ore fa). Incominciamo:

be me
> arrivo a lavoro ma diluvia
> faccio il bagnino quindi godo assai
> 9:30 am torna il sole e mi rode il culo
> non c è nessuno ma ci sono 27 gradi con il 100% di umidità
> “par d’esse in Venezuela dio****o”
> Io e un collega decidiamo di farci un giro in patino per rinfrescarci
> Big Boss says COR CAZZO
> Continua a rodere il bucio
> Si alza il vento e inizio a respirare ossigeno e non acqua ossigenata
> passa 2 ore nella tranquillità della routine.
> 11:am 3 fischi consecutivi
> qualcuno sta affogando
> porc****o
> 50 metri 2 persone una chiede aiuto
> remo pensando al giro in patino non fatto. Porcodio alla seconda
> arriviamo e il tipo è a faccia in acqua e non risponde
> maledetta la puttana d’Eva
> io ero ai remi il mio capo si tuffa e lo recupera
> PLOT TWIST
> il tizio è cosciente MA
> è un autistico in piena crisi di panico 
> pesa 90/100 kg
> non vuole salire e vuole continuare a andare a largo 
> lo carichiamo di peso sul patino ma si rituffa 
> mi tuffo e do il cambio al mio capo
> PAZIENZA: FINITA
> Gli blocco le gambe e entrambe le braccia e col braccio rimanente mi aggrappo al patino mentre il mio collega torna a riva
> ho preso più cazzotti che schizzi
> il bastardo mi ha pure morso 
> al che gli lego una corda sotto le ascelle, salgo sul patino e faccio da lucchetto tenendo l altra estremità. 
> trainato come una balena ferita arriviamo 
> Terra 
> prendo fiato e inveisco sui tutori
> 2 donne di 30 anni Che non hanno pensato di anticiparlo passando dal molo e bloccandogli la strada
> il matto continua a voler buttarsi in acqua
> PAZIENZA: STRAFINITA 
> lo blocco da dietro e cerco di farlo svenire bloccando la giugulare
> Innumerevoli SJW me lo impediscono
> un po di ossigeno al cervello non è arrivato e si calma
> preso come un amaca lo gettiamo a 5 metri dall acqua e a quel punto avviso il 118 di un probabile Trattamento Sanitario Obbligatorio 
> dopo mezz ora non appare il padre perché era a farsi i cazzi suoi 
> la madre non c è 
> me ne lavo le mani 
> vomito l’ anima dallo sforzo
> arriva l ambulanza ma il tipo è minorenne e i genitori rifiutano il tso
> gente Random che ci dice BRV
> FIATO: STRAFINITO
> non sono più operativo e mi danno il cambio
> il Bimbo Matto è fermo che fissa la famiglia in mezzo alla spiaggia e non si fa avvicinare manco da loro.
> all una lo riescono a portar via
> continuo a vomitare
> Gli unici che ci avrebbero dovuto ringraziare ci faranno probabilmente querela
> ho un morso a sangue sulla schiena (pic related) 
> al momento vorrei morire dal sonno.
FINE.


I commenti di chi legge 

I commenti degli affiliati al gruppo sono di  vario tipo, alcuni agghiaccianti.  Nessuno comunque riesce a mettersi nei panni del ragazzo autistico, vera vittima di tutta la storia.  Ci sono consigli tecnici: “Anche troppa pazienza: “Fossi stato io un bel cazzotto, poi vedi come prova a muoversi!” oppure “Fai boxe, un bel pugno sulla tempia tranquillizza bene e se sei bravo lo tiri senza neanche farlo vedere.” Altri fanno dell’ironia, o per meglio dire: satira politica “Fatti controllare quel morso potrebbe averti attaccato il vaccino” o anche  “secondo me era un bambolotto per inscenare tutto il salvataggio” Poi a rrivano puntuali gli anti-buonisti che naturalmente esprimono il loro illuminato pensiero: “Questo messaggio è stato sponsorizzato per il comitato sull’eugenetica e l’aborto su base selettiva genetica” e l’immancabile “Ed è per questo bambini che in fondo l’Action t4 non era in fondo così errata”. La conclusione “Che cancro i genitori degli andy!”



Ora siate gentili colleghi genitori che leggete…Evitate i commenti indignati, evitate di bollare di epiteti inutili persone con il grosso limite della loro ignoranza, ho volutamente oscurato ogni riferimento per non aprire la “caccia al cattivista” non serve a nulla. Il mondo fuori dalla nostra porta di casa è ed è sempre stato soprattutto questo...Non facciamoci illusioni! Vorrei, invece  che fomentare le anime belle alla tastiera,  stimolare soluzioni pratiche:

  1. Se al bagnino nessuno ha mai spiegato come comportarsi nel salvataggio di un neurodiverso la colpa è di chi non ha mai pensato a farlo.
  2. Se un bambino autistico è lasciato solo a nuotare al largo senza nessuno, con adeguati strumenti professionali, che lo segua e controlli, è colpa di chi a questo non ha provveduto.
  3. Se leggiamo tanta cattiveria, spietatezza e apologia criminale (l’allusione all’ Aktion T4, lo sterminio nazista dei disabili è inqualificabile!) è perché si sta mollando la presa nel presidiare la minima civilizzazione nei confronti dei neurodiversi, che con fatica si era conquistata nel pretendere rispetto e inclusione per i nostri figli.

Non voglio generalizzare o aggiungere motivi d’angustia a chi ne ha sin troppi…Ma vi prego colleghi “genitori degli andy” come me, non vi chiudete in casa zitti a fare finta che viviamo nel paese delle meraviglie. Non stiamo tutti buoni  ad aspettare che qualcuno i nostri figli se li venga a prendere con la scusa che così ci toglie un carico…

 

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