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Onu denuncia la Francia: dove la psicodinamica impera si violano i diritti dei bambini autistici

La Francia è stata denunciata dalle Nazioni Unite per il trattamento dei bambini autistici. Nella sua relazione più recente sull’argomento, l’ONU afferma che i bambini con autismo in Francia “continuano a subire violazioni diffuse dei loro diritti”. Riportiamo qui la riflessione da  un articolo di The Guardian fatta dalla Dottoressa Sara Smania e pubblicata nel sito della Divisione Autismo Castel Monte.

Emmanuel Macron in un asilo nido a Rouen dove i bambini autistici sono assieme a quelli neurotipici . Foto: Christophe Ena-Pool / SIPA / REX / Shutterstock

Negli ultimi anni lo Stato francese ha dovuto pagare centinaia di migliaia di euro di danni alle famiglie per cure inadeguate ai bambini autistici.

Le Nazioni Unite hanno scoperto che la maggior parte dei bambini con autismo in Francia non aveva accesso all’istruzione tradizionale e molti “offrivano ancora terapie psicoanalitiche inefficienti, abuso nell’utilizzo di psicofarmaci e collocamento in ospedali e istituzioni psichiatrici”.

In molti casi viene segnalato che i genitori che si oppongono all’istituzionalizzazione dei loro figli “sono intimiditi e minacciati e, in alcuni casi, perdono la custodia dei loro figli”.

Una legge del 2005 garantisce a ogni bambino il diritto all’istruzione in una scuola tradizionale, ma il Consiglio d’ Europa ha condannato la Francia per non averlo rispettato.

L’organizzazione stima che solo il 20% dei bambini autistici sono a scuola, rispetto al 70% dell’Inghilterra. Quelli che vengono ammessi inoltre sono spesso accettati solo a tempo parziale.

Nel tentativo di venire a capo del problema il Presidente E. Macron, con l’aiuto del Primo Ministro E. Philippe, ha dato inizio alla strategia di inclusione scolastica dei ragazzi autistici grazie ad un progetto di formazione per insegnanti, medici e personale della prima infanzia, come già promesso in campagna elettorale, investendo 340 milioni di euro di risorse statali.

Il Ministro della disabilità, Sophie Cluzel si è mossa invece per l’integrazione: la diagnosi in Francia avviene tra i 6 e i 16 anni, tardi rispetto agli standard europei, aspetto che va decisamente corretto e inoltre va trovata una soluzione al fatto che attualmente sono seguiti con il tempo parziale a scuola solo il 20% dei ragazzi autistici, rispetto al 70% dell’Inghilterra come sopra citato.

Analizzando in modo critico la scelta del governo francese,  Danièle Langloys, portavoce del gruppo Autisme France, chiede infatti che le scuole si conformino per garantire il diritto all’istruzione; mentre Hugo Horiot, scrittore (Autisme, j’accuse)  attore e regista, chiede al governo di reindirizzare i fondi statali utilizzati dagli ospedali e dai centri psichiatrici per sostenere l’autismo all’interno delle scuole e lontano dalla lobby dei medici.

Per una volta, in rapporto, la situazione italiana non sembra poi così negativa: in Italia il Ministero della Salute, nel 2016, ha destinato 50 milioni di euro per le prestazioni sanitarie incluse nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per lo spettro autistico. Il provvedimento prevede anche l’aggiornamento delle linee guida per prevenzione, diagnosi e cura, oltre alla ricerca nel campo.

Tuttavia in Italia, l’ultimo rapporto Istat sull’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado stima gli alunni con disabilità pari al 3,1% degli alunni (86.985 nella scuola primaria e 66.863 nella scuola secondaria di I grado). Di questi il 41,9% nella scuola primaria e il 49,8% nella secondaria di I grado hanno una disabilità intellettiva mentre seguono con il 26% e il 21,4% i disturbi dello sviluppo e del linguaggio.

Questi numeri sottolineano come non basti stanziare dei fondi e delineare delle linee guida e come sia necessario assicurarsi che le corrette indicazioni vengano messe a sistema, assicurando standard di qualità nella presa in carico a scuola, nel supporto delle famiglie e dal punto di vista più strettamente clinico.

L’intervento dell’ONU in questo senso, per garantire standard nell’ambito dell’autismo, ci fa ben sperare per il futuro…

Dott.ssa Sara Smania

EDUCATRICE

Leggi qui l’articolo completo in lingua originale.

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