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In graphic novel “Le piccole vittorie” di un autistico e suo padre

Ho trovato sorprendente il racconto “Le piccole vittorie” di Yvon Roy, che con lo strumento della graphic novel racconta la sua storia personale di simbiosi con il figlio autistico. E,’ almeno per me, la testimonianza che sento più affine di un viaggio dentro se stessi che ben conosco. Roy è un illustratore canadese che è passato anche lui per l’avventura senza ritorno della paternità di un autistico, la racconta attraverso i disegni evitando tutte quelle possibili sbavature retoriche che scrivendo ognuno di noi , me compreso, necessariamente si lascia alle spalle assieme ai cascami della propria vita sciorinata per il resto del mondo.

Nella sua stringatissima prefazione Roy fa intuire la fatica che gli è costata questa narrazione che si intuisce gli resterà attaccata addosso come un tatuaggio indelebile sulla sua pelle. Dice che la sua non vuole essere un’opera sull’autismo, evitando il tranello del genitore specialista autodidatta, ma un aiuto agli altri suoi “colleghi” in paternità per l’accettazione incondizionata di quella parte di noi stessi che ci si presenta sotto forma di quell’essere strampalato che abbiamo generato perchè diventi il nostro maestro di vita.

La storia inizia con il concepimento di Oliver, la nascita  in clinica, le amiche in truppa che si complimentano con puerpera, le foto a raffica, i sogni, i progetti, le piccole immense gioie quotidiane quando tutto sembra essere meravigliosamente “normale”. Poi iniziano i primi sguardi assenti, i sospetti per la mancanza di parole in quel bambino bellissimo, La prima valutazione, l’attesa nel limbo…Il verdetto: “Oliver è autistico”. Il gorgo quindi delle terapie, la sequenza di figure di cui prima nemmeno si immaginava l’esistenza: logopedista, ortopedagogista, ergoterapista, psicomotricista ecc

 

Il rifiuto del padre che dice: “Non voglio andare più a questi incontri con specialisti che vendono aria fritta con l’espressione da premio nobel!” Ci siamo passati tutti per la ribellione alla fuffa terapeutica, quindi l’inizio del rapporto con quell’alieno che gradualmente scopriamo essere dei nostri: “Gli specialisti ci mandano la documentazione su di te che sembra le istruzioni di assemblaggio di un mobile Ikea, ma con cinque pezzi mancanti…Come vivere con una libreria senza ripiani.”

Sono i particolari che sorprendono, le cose che nessuno mai racconta, come lo scaffale dei suoi fumetti che il padre aveva tenuto da parte per quandon Oliver sarebbe cresciuto, ma si accorge che quello è solo interessato al cartone animato del conisglio Rififi che guarda alla tv in loop continuo…Come tutti gli autistici.

Poi la missione impossibile che richiede dedizione totale…Non esisterà più altro affetto, altra relazione, altra figura di riferimento solo Oliver “perinde ac cadaver” come veniva chiesto ai Gesuiti dalla loro regola. La faccio breve gli anni passano e il padre farà molto per quel figlio, per emanciparlo, per dargli strumenti utili a sopravvivere in un mondo complesso. Forse si sarà scordato un po’ troppo della sua vita, o forse avrà ben investito in chi sarà capace di fargliela svoltare…Non voglio dirvi come va a finire, ma se potete regalatelo a un padre di autistico, gli darete un bel manuale di difesa personale, vedrete ve ne sarà grato!


Ivon Roy: In rete non c’è moltissimo sul nostro fantastico autore, anche la sua voce Wikipedia è molto scarna. L’impressione è che a lui non piaccia mettersi troppo in mostra..  Vai qui alla sua pagina Facebook .

Da qui invece a una  pagina antologica con delle illustrazioni varie. Questa è la pagina Amazon da cui è possibile acquistare le suo opere (in francese). Qualcosa di più sulla sua vita professionale nella sua pagina Linkedin.

La graphic novel “Le piccole vittorie” è stata tradotta in italiano ed è in pubblicazione per i tipi dell’editrice “White Star” di Novara. E’ possibile acquistarla on line da qui.

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