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Ecco l’ode anonima dedicata alla mamma del bimbo autistico

Ci piace passare un po’ di tempo srotolando dal basso in alto l’elenco smisurato dei messaggi, gli sfoghi, le richieste d’aiuto, le domande irrisolvibili, le ansie e le paure…. parole e angosce  che pulsano di vita vissuta e scritte su Facebook dalle migliaia di mamme e papà che affollano le chat sull’autismo.  Ci piacciono gli appuntamenti fissi, come il VAFFADAY quando a tutti è concesso mandare a quel paese chi o che cosa proprio non reggono più e l’adunata serale (e notturna) dei genitori che non possono dormire perché i loro pargoletti autistici hanno deciso che non hanno sonno e intanto passano le ore, che si fanno piccole. Oppure ci sono quelli a cui la sveglia a suon di urla arriva inesorabile quando fuori è ancora  tutto buio. Anche loro si confortano a vicenda nelle chat  e in questi casi non guasta, anzi è ben accettata un po di autocommiserazione condita di ironia.

Tra le pieghe delle umanissime chat dei genitori con figli autistici ogni tanto appare una poesia, un racconto d’autore, una confessione di rabbia nascosta per tanto tempo. L’autismo è  un fardello, un prova sovrumana che qualche volta ci travolge inaspettatamente e ci lascia senza fiato. Benedetta la chat che non ci fa sentire sul cuor della terra dove è subito sera. E se ripensiamo alla nostra esperienza ormai passata di genitori di bimbi autistici (i nostri ormai navigano dai venti anni in su) quasi invidiamo questi giovani genitori che perlomeno possono comunicare con altri che vivono la loro stessa realtà, Noi eravamo ingessati nelle nostre angosce e al massimo ci potevamo sfogare con qualcuno che casualmente incontravamo nel cammino disperato e inutile nei santuari della neuropsichiatria infantile tra visite con pseudo-luminari, consulenze private, valutazioni, day hospital, diurni ecc. ecc.

Tornando al nostro oggi in questo peregrinare ho trovato l’ode alla mamma di un autistico/a scritta da ignoto. Mi è piaciuta e ho deciso di trascriverla qui, per due motivi. Ognuno di noi si identificherà in questa donna, e chi tra noi si sente particolarmente giù,magari, leggendo queste parole potrà risollevarsi un pochino.


TI VEDO

Ti vedo portare tuo figlio in terapia, mentre i tuoi amici portano i loro figli a scuola calcio o a danza.

Ti vedo scappare dalle conversazioni in cui i tuoi amici si congratulano a vicenda per le realizzazioni dei propri figli.

Ti osservo mentre fai il giocoliere tra casa, impegni, scuola e medici.

Ti vedo seduta per ore al computer a fare ricerche sulle cose necessarie a tuo figlio.

Vedo la brutta espressione sul tuo viso quando senti le persone che si lamentano per stupidaggini.

Ti vedo sparire poco a poco, non ti fai vedere molto in giro.

Ti vedo prendere forze dalla debolezza, una forza che non sognavi di avere.

Osservo il tuo rispetto verso le maestre, terapisti e professionisti della salute che giorno dopo giorno aiutano tuo figlio. Tu lo sai quanto sono importanti.

Ti vedo svegliare presto la mattina e fare tantissime cose, nonostante un’altra notte passata in bianco.

Ti osservo quando sei stanca, ma continui lottando per la vita di tuo figlio.

Lo so che ti senti invisibile, come se nessuno se ne accorgesse di tutte le nubi che ti avvolgono, delle tante lotte che devi fare.

Ma voglio che sappia che IO me ne rendo conto.

Ti vedo spingere sempre in avanti.

Ti vedo fare sempre delle scelte che possono dare a tuo figlio le migliori cure a casa, a scuola, in terapia e dal medico. In quei giorni in cui ti chiedi se puoi fare di più, voglio che tu sappia che IO ti vedo. Voglio che tu sappia che sei bella.

Voglio che tu sappia che ne vale la pena. Voglio che tu sappia che non sei sola. Voglio che tu sappia che l’amore è la cosa più importante e che tu sei la migliore in questo argomento.

E in quei giorni in cui tu vedi un miglioramento, quei momenti in cui il duro lavoro ha una sua piccola ricompensa e ti senti lo stesso di assaporare il più grande dei successi, IO ti vedo e sono fiero di te. Comunque vada la giornata oggi, tu vali tanto, stai andando alla grande… ed IO ti vedo.

(Autore sconosciuto)

 

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