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Per quelli che pensano che di autismo si debba parlare “sottovoce”

Sembra che  molti genitori che ci leggono si agitino preoccupati del fatto che l’autismo possa essere “banalizzato” dalla sua divulgazione mediatica. Il loro dissenso iconoclasta è ondivago: secondo alcuni di loro quando se ne parla crudamente si rischia di allarmare la società di chi ben pensa, quando invece lo si affronta con spirito di leggerezza la colpa è di sottovalutarne gli aspetti problematici. Insomma la regola dovrebbe essere di trattarlo “sottovoce” magari solo in famiglia o tra quelli che hanno lo stesso problema, come se gli altri non potessero capire.

Il problema è avere la capacità di parlarne nella maniera giusta ed essere allo stesso tempo efficaci, è un mestiere e non è da tutti, diciamocelo, ma per fortuna stiamo uscendo dalla fase “amatorial-parrocchiale” che trapelava in anni passati da molti siti web, giornaletti, filmini casalinghi. Esistono un’infinità di documenti visivi di qualità, in cui gli autistici cominciano ad essere correttamente rappresentati. Non parliamo certo delle tante fiction a soggetto autistico, che pare oggi vadano di gran moda; alcune possono anche riuscire, altre meno, altre ancora sono degli inni al fanta autismo. Parliamo dei tanti documentari e reportage che in questi ultimi anni cominciano a girare iniziando a mostrare gli autistici per quello che realmente sono.

Ci sembra superfluo ricordare il nostro “Tommy e gli altri” , in cui ci sembra di aver realisticamente divulgato il problema degli autistici adulti fantasma, mostrandone di tutti i tipi, dall’alto e basso funzionamento, dall’Asperger, dall’autismo secondario associato ad altre sindromi…Film che, non va dimenticato, è stato mostrato  in un tour 5000 a studenti di licei di tutta Italia assieme a un kit didattico.

Non siamo stati i soli, anzi se si guarda con attenzione in rete cominciano a vedersi prodotti  molto ben fatti sulla realtà dell’autismo nazionale. Basta cercarli e non coprirsi gli occhi per il “sacrilegio” verso chi mostra quello che molti preferirebbero restasse coperto da pudibonda riservatezza. Gli autistici vanno raccontati il più possibile, bisogna anche farlo con prodotti di qualità,  altrimenti si rischia di essere solo patetici.

Tra i racconti efficaci dell’autismo, segnaliamo un reportage di “Fanpage.it” secondo noi ben fatto, tra l’altro tra i protagonisti abbiamo ritrovato Damiano Percon, il ragazzo che è stato tra i protagonisti del nostro film e ci ha raccontato della sua potenziale carriera di cantante lirico, mai portata a compimento perché il conservatorio, nonostante il suo alto punteggio, non lo ha voluto accettare. Almeno ora la riscossa di Damiano è sotto gli occhi di tutti…


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