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Caro Ministro per la disabilità e famiglia…Torneremo all’esorcismo anche per i “Cervelli Ribelli”?

Si stanno cominciando a registrare le prime reazioni al neonato “Ministero  delle disabilità e della famiglia”. Riportiamo da Redattore Sociale la prima raccolta di pareri di alcune delle maggiori associazioni italiane. Ancora si sa molto poco ed è chiaro che poco si può dire, le associazioni avranno comunque necessità di rapporti istituzionali e per quanto possa avere voce in capitolo il nuovo dicastero dovranno necessariamente farci i conti. Possiamo solo annotare che rispetto al programma di Governo alla disabilità si è aggiunta la famiglia…Come se alla fine la disabilità fosse un problema solamente risolvibile in ambito familiare. I disabili crescono, diventano adulti, dovrebbero essere cittadini a tutti gli effetti non eterni figlioli da accudire. Dal profilo del neo ministro Lorenzo Fontana verrebbe da pensare che per noi “cervelli ribelli”  sarà difficile intendersi sul piano di un approccio laico e scientifico alla neurodiversità….Leggere le sue dichiarazioni  sulla “congiura del Gender”, nota leggenda sostenuta da persone terrorizzate da ogni possibile diversità, non dispone certo all’ottimismo…

Nel pieno rispetto della libertà di opinione, ci fa paura pensare quale potrebbe essere la declinazione di tale visione arcaica nei confronti dell’aggiornamento della Linea Guida 21 dell’ISS, di cui sembrano essersi tutti dimenticati… Non vorremmo che si ritornasse a riesumare trattamenti ispirati al “ruolo della madre” o all’ “affettività familiare” che, guarda caso, sono quelli che pongono la rottura alla sacralità della famiglia con ruoli tradizionalmente assegnati alla base di ogni “irregolarità”.

Sarà chiaro al Ministro Fontana che l’autismo è un disturbo del neuro sviluppo e non una punizione divina per donne che non si comportano da vere mamme? Sarà chiaro che non si cura con i pellegrinaggi, le preghiere e la speranza nei miracoli? (vedi “il disabile non è un indemoniato”) Sarà chiaro che gli autistici devono avere diritto a vivere una vita piena e socialmente inclusiva e non essere affidati alle pietose cure degli enti pii e caritatevoli? Sarà chiaro soprattutto che per abbattere le barriere architettoniche bastano bravi ingegneri, ma per abbatte le barriere di discriminazione nei confronti della disabilità mentale occorre sostenere battaglie culturali lunghe e difficili in cui l’appellarsi alla  “legge di natura” suona veramente come un retaggio medievale? (GN)

Papa Francesco esorcizza un disabile? (vedi video)


Il ministero delle disabilità piace e non piace: le associazioni si dividono

Soddisfatto il presidente della Fand, Franco Bettoni: “Ben venga una figura di raccordo fra i vari ministeri per fare sintesi fra i diversi ambiti delle politiche in materia di disabilità”. Perplesso il presidente di Anffas, Roberto Speziale: “Scelta potenzialmente categorizzante e non inclusiva”

01 giugno 2018

ROMA – E’ una delle novità del governo nascente e già divide gli animi: il ministero delle disabilità e della famiglia soddisfa tanti, preoccupa molti. Non piace a Jacopo Melio, per esempio, giornalista e scrittore con disabilità. Ma piace alla Fand, una delle due principali federazioni delle associazioni per la disabilità. “Apprendiamo con estremo piacere la nascita nel nuovo Governo del ministero della disabilità e della famiglia – commenta il presidente di Fand, Franco Bettoni – Per noi è certamente un segnale positivo e nutriamo massima fiducia nell’operato di questo nuovo ministero dedicato alla tutela della disabilità e della famiglia: due aspetti che, in molti casi, si intersecano e si sovrappongono, questo dunque rappresenta per noi un fatto certamente positivo”. Ora, per Bettoni, “bisognerà capire quali saranno le specifiche competenze attribuite al nuovo dicastero: da sempre abbiamo espresso la necessità di una figura di raccordo fra i vari ministeri per fare sintesi fra i diversi ambiti delle politiche in materia di disabilità. Pertanto l’istituzione di questo nuovo ministero potrà rappresentare l’occasione giusta per armonizzare ed uniformare le tutele esistenti”.

Bettoni si dice dunque “molto fiducioso sul lavoro che potrà portare avanti il nuovo ministro” e si augura che “possa essere dato un nuovo impulso alle tante tematiche che più ci stanno a cuore e che maggiormente impattano sulla nostra categoria: la piena attuazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, il rafforzamento dei fondi per le politiche sociali, la semplificazione del sistema di accertamento della disabilità, la piena operatività della legge sul collocamento mirato, la garanzia di un adeguato sostegno economico della persona nelle forme previste dalla legge per ogni tipo di disabilità; l’abbattimento delle barriere architettoniche, fisiche, sensoriali e culturali che impediscono alle persone disabili una piena partecipazione alla vita sociale, la piena accessibilità ad ogni bene o servizio, alla comunicazione ed all’informazione, la promozione e la tutela della mobilità e dell’autonomia, la tutela del diritto allo studio e la piena inclusione scolastica”. Per concludere, Bettoni assicura al nuovo governo “la piena disponibilità della Fand ad offrire la massima collaborazione al ministro Fontana per realizzare gli obiettivi di maggior interesse per la tutela della categoria e delle loro famiglie il cui aiuto e supporto è fondamentale per l’ottimale gestione dei costi”.

Esprime forti perplessità invece l’Anffas, che fa parte dell’altra grande federazione: “Il recente congresso Fish aveva già sollevato perplessità, da noi condivise, in ordine alla previsione di uno specifico ministero, tra l’altro, senza portafoglio, per le disabilità – dichiara il presidente nazionale di Anffas, Roberto Speziale – Temiamo infatti chetale scelta, pur nelle buone intenzioni, possa essere ‘potenzialmente categorizzante’ di un mondo che, invece, ha necessità di politiche trasversali ed inclusive. Il nostro auspicio è che non si tratti di un fatto puramente ‘estetico’, ma che l’intento sia quello di creare un collegamento e un coordinamento interministeriale e con le Regioni, che garantisca che le norme vengano concretamente attuate, a tutti i livelli, e che i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari siano resi realmente e pienamente esigibili nei vari ambiti (salute, lavoro, scuola, inclusione sociale). Colmando così rapidamente un ‘vulnus’ non più sostenibile e tollerabile tra ciò che le norme prevedono e la vita materiale delle persone con disabilità e dei loro familiari”.

C’è poi, per Speziale, la questione dell’Osservatorio nazionale sulle condizioni delle persone con disabilità, “precedentemente incardinato presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, oggi Ministero del Lavoro e del welfare, che vede alla guida il Ministro Luigi Di Maio. Si auspica che tale incardinamento rimanga inalterato – afferma Speziale – in quanto garantisce un luogo maggiormente trasversale e partecipato. Ma temo che in presenza di un specifico ministero, tale auspicio sarà difficilmente concretizzato. E poi c’è da capire che fine farà il Programma biennale di azione del governo, nelle sue 8 linee di intervento, definito dall’Osservatorio con il precedente Governo. E ci sono altre questioni, di grande rilevanza, aperte con altri Ministeri, per esempio il completamento della riforma del sistema di inclusione scolastica, a cui stiamo lavorando come Osservatorio all’interno del Miur. Sarà il nuovo Ministro delle disabilità a raccordarsi con questo e gli altri ministeri, oltre che con il Parlamento, e a sostenere le nostre istanze? E poi ci sono tutte le questioni dei fondi nazionali: politiche sociali, non autosufficienza, vita indipendente… Per non parlare dell’applicazione delle Legge 112 sul ‘durante dopo di noi’, del riconoscimento del ruolo dei caregiver familiari, inserito nella legge di stabilità con un fondo triennale di 60 milioni, ma che deve essere sostanziato con una apposita legge. Che fine farà tutto il lavoro fatto?” Accanto alla perplessità e alla preoccupazione, Anffas assicura però “un atteggiamento collaborativo con il nuovo ministro, e più in generale, con l’intero governo e parlamento, nella speranza di venire al più presto convocati, per conoscere le politiche che il governo intende attuare. Fermo restando che, per quanto ci riguarda, i paradigmi di riferimento rimangono fortemente ancorati alla convenzione Onu”. (cl)

da Redattore Sociale

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