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Autismo: il diritto alla cura dei 4 bambini abruzzesi vale più del risparmio di spesa pubblica

 “Ci sono dei diritti, come quello alle cure e alla salute, che non sono opprimibili. La pubblica amministrazione ha puntato sul risparmio della spesa pubblica, ma questa non può essere l’unica ragione di vita dello Stato. Uno Stato che ha valori costituzionali non può ragionare solo in termini di spesa, rispetto a certi diritti deve fare il possibile per assicurarli a tutti i cittadini e in tempi certi”.

Sono le parole con cui Bruno Giangiacomo, presidente del Tribunale di Vasto, commenta per l’ANSA un’ordinanza in via d’urgenza, adottata in maniera collegiale a maggio, che, dopo la lunga battaglia legale di Autismo Abruzzo Onlus, ha stabilito il diritto a ricevere le cure per quattro bambini con autismo nel centro diurno di Vasto della Fondazione Il Cireneo Onlus. “La Asl cura i bambini autistici attraverso strutture convenzionate private.
La struttura privata di Vasto, pur lavorando molto e dando un contributo sicuramente notevole, non riesce a far fronte alla richiesta di cure. Questo è quanto si è determinato. Il provvedimento del collegio del Tribunale di Vasto ha detto che tra i due interessi tutelati costituzionalmente, il diritto alla salute e il diritto dello Stato a preservare e spendere in maniera adeguata i propri soldi, deve prevalere il primo, allorquando il diritto alla salute possa essere compromesso in modo grave. Non solo prevale il principio di curare, ma dobbiamo farlo in tempi ragionevolmente rapidi, perché parlando di bambini, tra 4 e 7 anni, questo tipo di patologia se non curato rischia un’involuzione che non consente di avere un intervento utile.
Tutto questo avendo carattere d’urgenza non può essere praticato in un tempo indefinito, altrimenti non avrebbe alcun effetto”. Quanto ai tempi d’attuazione, “il provvedimento ordina all’amministrazione sanitaria in maniera chiara di provvedere all’erogazione del trattamento riabilitativo previsto dalla legge per sei mesi dalla presa in carico tramite le strutture adeguate ovvero di sostenere le spese di tale riabilitazione attraverso questa struttura ricorrente. Quindi fissa termini certi e improrogabili”. Il principio della prossimità delle cure “è un altro aspetto non di poco conto – prosegue Giangiacomo – L’amministrazione resistente, la Asl, ha detto che non impedisce l’accesso alle cure, ma che lo puoi fare anche in altre strutture convenzionate nell’area di sua competenza.
Il Tribunale ha detto una cosa in più. Siamo al cospetto di bambini che in terapia vivono una situazione di disagio, sia per le sedute che devono sopportare sia per i tempi del viaggio. Le famiglie, inoltre, si dovrebbero far carico delle spese di trasporto non calcolate in questa previsione di cura. Una spesa che queste famiglie non possono sopportare se hanno come unica possibilità per far curare i bambini quella di utilizzare il servizio pubblico. Non può essere loro imposto questo ulteriore costo”. 
Il commento di Dario Verzulli (Autismo Abruzzo Onlus) Accade che anche una decisione di un Tribunale rischia di essere insabbiata. Accade che 4 famiglie eroiche vengono messe alla gogna per aver avviato un percorso legale per la tutela dei diritti dei propri cari. Accade che “logiche locali” e “strategie gestionali” della ASL determinano una valenza “simbolica” del diritto alle cure per questi 4 bambini che combattono contro il sistema pubblico da oltre 3 anni. Onore alle famiglie. Non ci resta che attendere l’avvio delle prestazioni prescritte dalla locale UVM. Il nostro amico e legale Giovanni Legnini, ha già attivato altre azioni al fine di attribuire piena responsabilità alla asl per i gravi ritardi e per i danni causati ai 4 piccoli utenti. “
Nel frattempo l’assessore regionale alla sanità Paolucci va proprio a Vasto per annunciare un teorico azzeramento delle liste di attesa.

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