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I cinque colpi che ti fanno esplodere il cuore (arte marziale per genitori di autistici)

I genitori di autistici sono maestri di un’arte marziale che si apprende lungo tutta la vita e che può essere riassunta in questa unica mossa segreta…Peccato che solo chi ama come me il cinema di Tarantino potrà apprezzare, gli altri storceranno il naso…Peggio per loro!


I CINQUE COLPI CHE TI FANNO ESPLODERE IL CUORE

(Per conoscerli non serve avere visto Kill Bill* basta avere un autistico in famiglia.)



Beatrix: Che cos’è la tecnica dell’esplosione del cuore con cinque colpi delle dita?

Bill: Semplicemente la mossa più letale di tutte le arti marziali. Lui [Maestro Pai Mei] ti colpisce con la punta delle dita e comprime cinque punti diversi del tuo corpo. E poi… ti lascia andar via. Ma appena hai fatto cinque passi, il tuo cuore esplode all’interno del corpo: e tu cadi a terra, morto.

Beatrix: E te l’ha insegnata?

Bill: No, lui non insegna a nessuno la tecnica dell’esplosione del cuore con cinque colpi delle dita.


Colpo n1: Il predestinato

Prima o poi qualcuno ti fa notare che non è proprio normale che quel tuo bambino non parli. I parenti più stretti, nonni e qualche zia ti ripetono che sono storie, il bimbo è bello vispo, solo un po’ taciturno. Anche tu hai cominciato a parlare tardi, anche Einstein a tre anni ancora era muto…Intanto passa il tempo e non puoi più fare finta che non ci sia un problema. Lo fai vedere, poi lo fai rivedere, lo fai vedere ancora cambiando città. Ognuno ti dice qualcosa di diverso: è dentro allo spettro, è dentro ma con un piede fuori, è autistico, è presto per dirlo. Tu t’illudi che passerà, lo osservi e ti sembra un miracolo che riesca a comporre velocemente i puzzle, poi ogni tanto ti sembra che guardi…Macché, non prendiamoci in giro!


Colpo n2: La cura

Prima capisci che non c’è cura, prima affronti la realtà. Ti cercheranno molti venditori di miracoli, ti diranno che tuo figlio ha il sangue da purificare, che il suo problema è quello che mangia, che qualcuno crudele lo ha avvelenato, che è così per colpa di sua madre. Ti proporranno di chiuderlo in una scatole e ossigenarlo, di mandarlo in paesi lontani dove gli metteranno dentro cellule staminali, gli daranno scosse elettriche, lo avvolgeranno in lenzuola ghiacciate. Qualcuno ti proporrà clisteri di candeggina o farmaci che tolgono i metalli dal sangue. Se sei saggio comincerai prima possibile a insegnarli cose semplici, giorno per giorno. Lo aiuterai a essere autonomo, lavarsi, vestirsi, mangiare. Addestrarlo alla vita è al momento la cosa migliore che puoi fare per lui.


Colpo n3: La scuola

Combatterai perché tuo figlio sia accettato in una scuola. Accettato significa realmente messo in condizione di imparare qualcosa, poco o molto che sia. Sarà già per te molto se gli verrà insegnato a vivere assieme ad altre persone, che è una delle cose più difficili per lui. Tu imparerai la difesa dall’attacco di altre famiglie che vedranno il tuo problema come un loro problema, nel senso che preferirebbero tenerlo lontano dai loro figli perfetti. Imparerai a destreggiarti nei G.L.H. (Gruppi lavoro handicap) studierai la tecnica del P.E.I. (piano educativo individualizzato) affronterai insegnanti di sostegno, insegnanti curriculari, educatori, terapisti, psicologi. Incrocerai di nuovo neuropsichiatri, commissioni, burocrati. Entrerai in uffici, farai code, cercherai di spiegarti, imparerai a pretendere quello che ti spetta; il grado di tuo figlio sarà 104 Articolo 3 Comma 3, equivale alla cintura nera nelle altre arti marziali.


Colpo n.4: Il tempo

C’è il tempo altrui che sembra invidiabile, libero, pieno e variegato. Quello tuo sarà per sempre condizionato da lui che te lo centellina. Avrai dimenticato quel bel tempo in cui alla domanda “esci?” l’unico impedimento era la tua voglia di uscire. In compenso come ogni genitore di autistico avrai l’impressione di aver acquisito un superpotere che ti rende simile a un X-men. Potrai fare a meno di riposare, di avere relazioni con tuoi simili, di fare progetti che non siano quelli sul futuro di tuo figlio. Avrai imparato che essere altruisti non significa essere buoni, ma è la maniera più efficiente per conservarsi efficienti. Lui non ti permetterà mai di sentirti troppo stanco per occuparti dei suoi bisogni. Come il morso del vampiro ti prende un po’ di sangue al giorno, ma ti regala la sensazione di essere immortale.


Colpo n.5: La morte

Immortale non sei, diciamo però che avrai uno stato giovanile prolungato all’età in cui tutti si dicono vecchi. Comincerai a coltivare una lancinante ossessione per la vicenda più naturale, e in fondo auspicabile, per ogni genitore: il fatto che suo figlio gli sopravviva. Vincerai la battaglia finale se non ti darai mai per vinto. Immaginerai, coinvolgerai, provocherai, ricatterai. Non esistono colpi proibiti quando la posta in gioco è la vita di tuo figlio. Non ti arrenderai a quello che tutti ti diranno essere ineluttabile. Non ti rassegnerai a vederlo chiuso in una stanza, tramortito da narcotici, trattato come uno dei tanti da persone specializzate nel mantenimento in vita di umani relegati nel cassonetto della raccolta differenziata, quello dove si mettono quelli non utili alla società. Per lui può esserci una vita dignitosa e persino felice, sei tu che devi costruirla fino che sarai vivo. Capirai d’avercela fatta solo quando morire sarà per te indifferente. Fino a quel momento sarai costretto a vivere perché lui viva.

 

 


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