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Un sabato al #CasaleDelleArti già occupato abusivamente mentre suona la fanfara dei Carabinieri

Sabato con Tommy siamo andati al Casale Gomenizza, la settimana era finita male e l’amarezza per la piega che sta prendendo la storia del nostro “Casale delle Arti”, invece che portarci lontano per non pensarci ci calamita verso quel posto, che non ci vogliamo rassegnare a pensare chiuso al mondo come un fortino fantasma.

Non era un sabato comune e qualcuno nel giardinetto di fronte al Casale stava facendo festa, una festa di quelle organizzate per un fine sociale, in questo caso si trattava dei Centri di Servizio per il Volontariato del Lazio; regalavano magliette, c’erano assessori del Municipio, avevano messo per l’occasione i gabinetti chimici, quattro bambini, sei cani e soprattutto “La fanfara dei Carabinieri” .


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Con Tommy ci siamo fatti le foto tra i basso tuba e le grancasse e abbiamo fatto finta che quella fosse la festa di inaugurazione del Casale delle Arti, abbiamo postato il video su Facebook e qualcuno ha anche commentato: “Bravi! Ce l’avete fatta?”. Ma che ce l’abbiamo fatta… Le istituzioni avverse si stanno scambiando tweet e da lunedì mattina in quel posto tornerà la desolazione.

Tanto era vero che quando siamo usciti dal cancello e abbiamo dato un’occhiata dietro alla recinzione ci siamo accorti che qualcuno il Casale Gomenizza se l’è già preso, senza fare progetti, piani economici, senza fare il giro delle sette chiese, senza parlare con sindaci, ministri, rettori di università…Ne ha già fatto casa sua semplicemente aprendosi un varco tra le sbarre e insediandosi in quel posto, dei passanti ci hanno detto che “della gente ci vive dentro” e in effetti lo stendino con i sacchi a pelo e il movimento tra delle baracche affogate nella sterpaglia ce l’ha confermato. Tra l’altro bisogna pur vivere e infatti ci siamo accorti che giorno dopo giorno stanno sparendo i tubi in rame delle grondaie, se ne venderanno un pezzo al giorno, gli occupanti dovranno pur mangiare…


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Ci verrebbe da pensare che noi da più di un anno siamo in trattativa per inventarci quel rudere abbandonato un servizio utile ai cittadini,  soprattutto vitale per persone che  non hanno alcuna speranza di una cittadinanza dignitosa, ma in quel posto nessuno ci ha mai fatto mettere un piede dentro, nemmeno per vedere cosa ci sia oltre la porta. Mai nessuno ci ha detto, volete darci un’occhiata? Invece quei signori che ci bivaccano allegramente nessuno li disturba, occupano un bene pubblico, ne contribuiscono al degrado, ogni tanto ne smontano un pezzetto e se lo vendono…Ma su questo nessun neoparlamentare dal tweet veloce si scomoda a lanciare campagne…Forse dovevamo scavalcare e cominciare a lavorare magari nessuno se ne sarebbe accorto.

Ci allontanammo con Tommy  presi da questi foschi pensieri. Alle spalle  lo “Zumpappà, zumpappà” della fanfara dei Caramba in grande spolvero ci ha inseguito beffardo per un bel pezzo di strada.


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