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Un nuovo studio accusa Hans Asperger di aver collaborato con i nazisti

Sta riaffiorando la tesi che vorrebbe “Hans Asperger” in odore di Nazismo.  Noi avevamo già segnalato degli studi che “demitizzano” i padri  dell’autismo, quando abbiamo presentato «In a Different Key: The Story of Autism», un’analisi accurata della complessa evoluzione dell’autismo firmata da due giornalisti statunitensi Caren Zucker and John Donvan che si sono già occupati dell’argomento (entrambi hanno il problema in famiglia) e hanno prodotto anche reportage sul tema per l’emittente americana ABC.

Aiuto i padri dell’autismo non erano stinchi di santo!

Hans Asperger

Ora sono emerse nuove prove per cui il pediatra austriaco Hans Asperger, pioniere degli studi sull’autismo, partecipò attivamente ai programmi dei nazisti sulla purezza della razza, in particolare sostenendo il concetto che non valeva la pena far vivere alcuni bambini. L’accusa è di uno storico della medicina della Vienna Medical University, che ha pubblicato i risultati delle sue ricerche su Molecular Autism. Il ricercatore, Herwig Czech, ha scovato documenti prima sconosciuti in diversi archivi, compresi i documenti personali di Asperger, che ha dato il nome anche a una sindrome dello spettro autistico e le cartelle dei suoi pazienti. Dalle carte è emerso che il medico inviava spesso i suoi pazienti alla clinica viennese Am Spiegelgrund, nota per essere un punto di raccolta di bambini ‘non conformi’ ai criteri del regime, in cui morirono circa 800 bimbi tra il 1940 e il 1945. “Non ci sono prove cheAsperger deliberatamente inviasse all’eutanasia i pazienti con i tratti psicologici che lui per primo chiamò ‘psicopatici autistici’ – scrive l’autore -. Ma la sua diagnosi è risultata un peso per molti dei suoi pazienti. Nè c’è alcuna traccia della benevolenza nei confronti dei propri pazienti di cui il medico si è sempre vantato”. L’autore è anche molto critico nell’articolo sulla narrazione di Asperger fatta dagli autori anglofoni, “che a malapena cita i nazisti”.

Se è vero sarebbe giusto che si cambi il nome alla sindrome?

 “Nelle battaglie si guarda avanti e non indietro. Certo, se fosse accertato che Asperger era un collaborazionista dei nazisti spetta alla comunità scientifica fare eventualmente una riflessione sul cambiare nome alla sindrome. A nessuno farebbe piacere, ad esempio, di avere la sindrome del dottor Mengele”. A dirlo è Gianluca Nicoletti, scrittore e giornalista, che ha rivelato nel suo ultimo libro ‘Io, figlio di mio figlio’ di avere la sindrome di Asperger, papà di Tommaso, ragazzo autistico di 20 anni. Il suo commento arriva dopo che uno studio ha rivelato che Hans Asperger, pioniere degli studi sull’autismo, collaborava con i nazisti e partecipo attivamente ai programmi sulla purezza della razza. “A un Asperger – aggiunge – non cambia la vita, non si guarisce. Non cambia l’oblio e la marginalizzazione di chi appartiene schiera dei neurodiversi. Certo, in un momento in cui si combattono battaglie per la dignità e l’inclusione della neurodiversità una notizia del genere può avere impatto sulla percezione generale”  (ANSA)

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