Fanta-autismo, News

Caro Beppe Grillo, caro Roberto Fico, perché non lo dite anche voi: #VirginiaFirma ?

Irene, madre di Tommaso, autistico più che ventenne non molla. Dopo aver mandato varie missive alla Sindaca Raggi per avere un cenno di risposta (mai arrivata) sul Casale delle Arti, ha deciso di scrivere alle due persone che in questo momento secondo lei possono avere più influenza sulle decisioni della prima cittadina di Roma: Beppe grillo e Roberto Fico. Sembra paradossale, cosa c’entra mai il leader carismatico del Movimento Cinque Stelle e il Presidente della Camera con un atto amministrativo cos semplice come mettere a firma conclusiva per la partenza di un progetto che pubblicamente Virginia Raggi ha sempre dichiarato di sostenere con convinzione? In effetti quello di Irene sembra un tentativo veramente disperato…Ma lei ci prova, lo fa perchè è convinta  come tutti noi che quel progetto debba partire, o se la Sindaca non è più d’accordo almeno le dica la ragione…E’ bene che Grillo, come Fico, come Virginia Raggi sappiano che non esiste muro di gomma possibile per scoraggiare una madre che vede in un progetto la più efficace speranza per il futuro del proprio figlio autistico. Per noi genitori scontrarsi con il silenzio delle istituzioni fa parte del  lavoro quotidiano…Sarà difficile scoraggiarci. 


Alla c.a.   Beppe Grillo

                 Roberto Fico

Salve, mi rivolgo a lei per un parere illuminante che mi aiuti a capire un silenzio inspiegabile. E mi rivolgo a lei con la speranza di ricevere una risposta, almeno da lei.

Forse avrà sentito parlare del Casale delle Arti, un progetto di laboratori e orto sociale per ragazzi autistici adulti presentato dalla ONLUS Insettopia fondata da Gianluca Nicoletti e sostenuto dal MIUR, dall’Università di Roma 3, dalla Regione Lazio, un progetto già finanziato a cui manca solo l’assegnazione di un casale sito in via Gomenizza, in essere nella disponibilità del Comune di Roma, abbandonato e non assegnato a nessuno. Il progetto ha avuto l’approvazione di tutte le istituzioni competenti, è stato presentato alla Giunta Capitolina quando era sindaco Marino e rimasto in sospeso, ripresentato nel Febbraio 2017 alla nuova Giunta, gli assessori Mazzillo e Baldassarre dissero che lo stavano valutando. Da allora è passato più di un anno, un anno in cui noi genitori abbiamo chiesto ripetutamente a Virginia Raggi di firmare per l’assegnazione del casale. Non abbiamo mai avuto una risposta da lei nonostante le mail, gli appelli, i tweet, la mobilitazione di tante persone che hanno cercato di dare visibilità al progetto.

Vorrei che fosse chiaro che qui non si tratta di un progetto di privati da mettere a gara d’appalto, qui non c’è nessuno che deve fare i soldi sulla pelle di nessun altro, ma si tratta di un progetto di utilità sociale che potrebbe anche essere una specie di apripista per essere replicato in altre regioni e città. Per gli autistici adulti e il loro futuro non c’è nulla, eppure sono persone che se stimolate tirano fuori insospettabili capacità, hanno cognizioni e abilità da mettere a frutto e noi genitori vorremmo, prima di andarcene, lasciarli in una realtà dignitosa di vita, senza essere un peso morto, senza l’incubo di saperli in strutture dove sarebbero a torto sedati e resi vegetali. I diritti dei nostri figli sono sanciti dall’Articolo 3 della nostra Costituzione e in un Paese civile anche loro possono e devono essere parte attiva della società. Questo progetto rappresenta davvero per noi un embrione di futuro, una speranza.
In una delle mie mail ho invitato Virginia Raggi a casa mia per farle vedere e toccare con mano cos’è la vita di una persona autistica e della sua famiglia. Estendo l’invito anche a lei, se lo desidera.

Nelle mie parole non c’è nulla di ideologico, non c’è astio o rancore, solo genuino stupore per un silenzio che non comprendo e che ferisce me e quelli che come me conoscono l’autismo e cercano soluzioni in un Paese che, diciamoci la verità, per i disabili finora non ha fatto molto. E lo sa perché? Perché la categoria dei disabili non ha una valenza economica: se i disabili manifestano, come è accaduto in passato, non se li fila nessuno perché non danneggiano l’economia; se scendono in piazza i camalli di Genova e bloccano il porto per tre giorni, qualunque governo dovrà andarci a parlare, a trattare perché il danno economico sarà inevitabile. E in ogni caso, mi creda, la disabilità non ha ideologia né connotazione politica, è una condizione trasversale e come tale andrebbe trattata.

In questi lunghi anni ho bussato a tutte le porte per far rispettare diritti non riconosciuti, per denunciare ingiustizie, per cercare un dialogo con le istituzioni e ho sempre, inevitabilmente, trovato un muro di silenzio, da tutte le parti politiche. Ma io non sono una che si arrende facilmente e perciò chiedo a lei di aiutarmi a capire il motivo del silenzio di Virginia Raggi su un progetto del genere e dirmi in coscienza se non pensa anche lei che sia un progetto valido da realizzare.

La ringrazio per l’attenzione e le invio i miei più cordiali saluti restando fiduciosa in attesa di una risposta

Irene Gironi Carnevale, Roma

Condividi questo articolo

Informazioni sull'autore

Articoli Correlati

Commenti Facebook