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Tutti giocolieri, acrobati ed equilibristi: l’arte circense per combattere l’autismo

In Toscana il processo d’inclusione del mondo autistico nella vita di tutti i giorni, in certi situazioni, sembra avere una marcia in più.  Succede quando si “prendono di petto” i presunti (o reali) scogli sensoriali e relazionali della condizione autistica e li si “addomesticano”, de-potenziandoli e trasformandoli in talenti finora latenti e inespressi.

Un esempio è avvicinare i bambini e i ragazzi dello spettro al mondo del circo che è il luogo per eccellenza delle abilità e delle meraviglie. Stiamo parlando di “Circus Aut Out” un progetto nato da una collaborazione tra la casa di Ventignano, vicino Empoli, (centro diurno per ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico) e Circo Libera Tutti (associazione che promuove le arti circensi, il circo ludico educativo e circo sociale).

L’idea ambiziosa è stata quella di dar vita ad uno spettacolo nato dalla cooperazione fra i ragazzi delle scuole di “Circo Libera Tutti” e i ragazzi di “Circus Aut Out” dove il linguaggio comune è il circo, dove si può parlare con clave, palline, fili tesi e trampoli, cercando di sviluppare le “abilità” di ciascuno e non le “disabilità”, guardando a quello “che si può fare” e non fermandosi soltanto a quello “che non si può”.

L’équipe è composta da una Neuropsichiatra Cinzia Pieraccini (referente medico casa di Ventignano ASL Centro – ex ASL 11), dal maestro di circo Samuele Mariotti (presidente di Circo Libera Tutti e referente per il Circo Sociale) e un’educatrice professionale Francesca Denti (educatrice professionale presso centro casa di Ventignano) che lavorano ormai da tre anni per dimostrare come il “Circo Sociale” possa essere utilizzato come strumento nella riabilitazione delle persone affette da autismo.

Ecco cosa dicono i promotori del progetto: “Complice un ambiente ecologico inclusivo e “accogliente”, le molteplici tecniche utilizzate e gli attrezzi messi a disposizione, il circo rappresenta una notevole possibilità di sperimentazione e messa in gioco dell’espressività e dei talenti di ciascuno. Nel corso di questi tre anni abbiamo visto i ragazzi raggiungere risultati inaspettati, abbiamo constatato una crescita sia a livello motorio sia a livello relazionale: oltre ad andare sui trampoli, il filo teso, la sfera, fare i giocolieri e gli acrobati, dopo aver creato uno spettacolo quattro di loro hanno partecipato a rassegne di circo, convegni e spettacoli teatrali in vari luoghi d’Italia”.

Del resto negli ultimi anni l’attenzione delle neuroscienze si è rivolta ai sistemi neurofunzionali coinvolti nel disturbo dello spettro autistico (come il funzionamento motorio), dimostrando deficit nello sviluppo motorio, nell’ imitazione motoria e nella motricità sociale, che rappresentano fattori importanti nello sviluppo dei ragazzi e adulti affetti dai disturbi dello spettro autistico.

Il gruppo di lavoro organizza anche corsi allo scopo di fornire le competenze per insegnare “Abilità circensi” a ragazzi bambini e adulti affetti da disturbi dello spettro autistico; sono indirizzati a insegnanti di circo, educatori, logopedisti, neuro-psicomotricisti, psicologi, e tutte le figure riconosciute che lavorano con questi ragazzi.

www.circoliberatutti.it/

 

 

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