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La lettera di mamma Irene alla sindaca Raggi: “venga a vedere dal vivo mio figlio autistico!”


Pubblichiamo la lettera di Irene mamma di Tommaso, autistico adulto. Irene chiede da mesi a noi, come alla Sindaca Raggi,  notizie sul “Casale delle Arti”. Purtroppo notizie non ne abbiamo. Abbiamo fatto tutto il possibile coinvolto chiunque fosse possibile. Abbiamo sollecitato tutti i nostri partner, abbiamo ottenuto la riconferma della loro partecipazione al progetto, che vedrebbe il Miur come capofila. Ultimamente abbiamo pure sondato un’ulteriore possibilità di collaborazione da parte di un’importante azienda. Insomma è tutto in mano al Comune di Roma, a cui l’operazione non costerebbe nulla, se non la concessione del Casale. Aspettiamo confidenti, ma il problema è che il tempo gioca a nostro sfavore, le difficoltà quotidiane crescono assieme ai nostri ragazzi e il peso delle continue delusioni ci rende sempre meno fiduciosi nella reale volontà dei nostri amministratori di prendersi realmente a cuore il problema dei cittadini romani che hanno avuto la sfortuna di nascere autistici. Non c’è spazio per “cervelli ribelli” nei progetti di chi siede in Campidoglio?


Passata la neve, passate le elezioni, ecco la mia nuova mail a Virginia Raggi sul Casale delle Arti

Gentile Sindaca,

le elezioni politiche sono passate, il suo Movimento ha ottenuto un brillante risultato e questo penso sia per lei motivo di gioia e soddisfazione. Bene, allora è nello stato d’animo giusto per prendere in considerazione l’idea di risolvere la questione del Casale delle Arti, progetto della ONLUS Insettopia sostenuto dal MIUR, dalla Università LUISS, dalla Università di Tor Vergata, dalla Regione Lazio e che ha già passato il vaglio di tutte le istituzioni competenti ricevendo parere favorevole.

Sono mesi che le scrivo chiedendole una risposta in merito che come genitori di ragazzi autistici adulti pensiamo di meritare, non riuscendo a comprendere il motivo del suo silenzio. Come ho avuto modo di spiegarle, e lo hanno fatto anche persone più titolate di me, questo progetto rappresenterebbe per noi famiglie una speranza di futuro per i nostri figli, soprattutto quando noi non ci saremo più. La realtà è abbastanza desolata e desolante, lei sicuramente la conosce, perciò questo progetto potrebbe non solo dare speranza a noi, ma dimostrarsi un progetto pilota da replicare e moltiplicare non solo su Roma, ma anche in altre città.

Dunque, le chiedo ancora una volta di farci sapere qualcosa, possibilmente di positivo visto, ripeto, che il progetto ha passato il vaglio delle istituzioni territoriali competenti. Non voglio pensare che il suo ostinato silenzio sul progetto sia dovuto al fatto che viene da un Municipio, Roma I, che non è a guida 5 Stelle, non voglio credere che una persona come lei, chiamata a guidare la Capitale d’Italia, si perda in piccole scaramucce e ripicche infantili. Mi perdoni, ma come avrà capito noi genitori di ragazzi autistici sappiamo bene ormai di non aver nulla da perdere perché peggio di come stiamo non credo sia possibile e allora diciamo le cose come stanno, educatamente e civilmente, ma senza peli sulla lingua: anche quelli non ce li possiamo permettere, come molte altre cose.

La saluto cordialmente e la invito, qualora volesse, a trascorrere una giornata a casa mia per vedere dal vivo in cosa consiste la gestione della quotidianità di un ragazzo autistico adulto. Stia tranquilla, mio figlio, per sua e nostra fortuna, non ha grandi comportamenti problema ed è naturalmente ben disposto verso gli altri, soprattutto le belle ragazze, e non le lesinerebbe certo una carezza e un sorriso.

Resto pazientemente e tenacemente in attesa di un suo cortese cenno di risposta.

Irene Gironi Carnevale, Roma

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