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Io, figlio di mio figlio

  • Il 27 marzo sarà in libreria il mio nuovo libro. Non mi va per ora e qui spiegare di cosa si tratti. Trovate quello che al momento è lecito sapere qui nella pagina dell’editore , inutile che ripeta quello che già è stato scritto.

Vi scrivo quello che non ho scritto e quello che ancora non ho detto. Lo faccio volentieri qui per la prima volta, questo è lo spazio che ho iniziato a costruire al tempo di “Una notte ho sognato che parlavi”, allora era un piccolo blog fatto per far conoscere il libro, si chiamava “Mio figlio autistico” ed era giusto che così fosse era il 2013 e avevo appena iniziato a parlare di Tommy e autismo in genere.

Poi l’anno dopo è arrivato “Alla fine qualcosa ci inventeremo”  e qui è cambiato il nome in “Per noi autistici” avevo in mente un’area web più articolata e più ricca dove avrei, come ho fatto, iniziato a costruire un presidio di riflessione sulla neurodiversità. A tutto oggi senza altro aiuto che quello di qualche genitore (tre quattro…) contiamo  in media 70.000 utenti unici al mese. Nulla di che…

Ma se volessimo lavorarci in maniera più sistematica e non nei ritagli di tempo sarebbero moltissimi di più. Abbiamo poi creato l’app, la web radio (200.000 download anche se onestamente ci lavoro poco ma ora riprendo…) . Tutto questo l’ho sempre pensato sotto la sigla “Per noi autistici”, non so perchè davvero, forse pensavo che sarebbe stato più diretto e coinvolgente non porre una barriera tra noi e i nostri figli. Molti criticavano e dicevano: “che c’entriamo noi con l’autismo dei nostri figli!”. Su questo mi sono procurato anatemi a non finire…

Ed eccomi arrivato a fine luglio, l’editore mi aveva chiesto un terzo libro che però non dovesse essere il seguito degli altri due, pur trattando l’autismo come tema generale. Era per me un’ottima scusa per non andare in vacanza anche quell’anno e non mi è sembrato vero sigillarmi in una “chiusa” creativa nel mio studio rifugio. Il compito non era facile e mi ci sono arrovellato h24 cominciando a guardarmi intorno, raccogliere i pensieri che qui avevo appoggiato in fretta, leggendo le reazioni e riflettendo. Alla fine ci sono arrivato…Era semplice e in fondo l’ho sempre saputo, anche se per me era “normale” e non avevo mai pensato che fosse qualcosa di interessante da raccontare. Alla fine questo libro è nato per una serie di fortunate coincidenze…

Un giorno vado a un concerto a l’Aquila con mio figlio Filippo e due amiche raccattate all’ultimo momento, tra le persone disperate che d’estate ancora lavorano e bazzicano per Roma. Così il mio punto di vista è cambiato completamente e tutti i miei appunti hanno preso un’altra direzione…Da quel pomeriggio è uscito lo spunto per il libro che vedete qui sopra rappresentato….

Ah non ho ancora detto di cosa si tratta…Non è facile dirlo così su due piedi…Ma presto sarà chiaro a tutti…E non so se per me sarà un bene…Abbiate pazienza!

(continua)

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