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Gentile Disability Manager Andrea Venuto, perché pensa che per noi autistici sia un problema la sua appartenenza politica?

 La sindaca Virginia Raggi ha recentemente nominato un “Disability Manager” di sua fiducia. Si tratta di Andrea Venuto, Romano, classe 1974, giornalista pubblicista, esperto di marketing e comunicazione e lavora in particolare nel settore dell’impresa sociale.

Venuto da sempre si occupa dei vari temi legati alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, collaborando in particolare alle stesura di guide sull’accessibilità e affiancando a tali attività anche quella di autore nel mondo del teatro e del cinema.

Non lo conosco, ma penso che sia una persona molto competente per i temi di cui deve occuparsi per l’amministrazione capitolina, inoltre guardando la sua biografia da “Superando” mi pare di capire che sia anche di mentalità aperta, che si destreggi con competenza nel mondo della comunicazione, ha collaborato a varie trasmissioni dedicate al mondo dello sport, del sociale e della sanità, e diventando certamente uno dei primi – se non il primo in assoluto – conduttori con disabilità della televisione italiana.
Ne è nota anche la grande passione per il wheelchar hockey (hockey in carrozzina elettrica), sia da praticante – come componente della Nazionale Italiana -, sia, successivamente, da responsabile dell’ufficio stampa della FIWH (Federazione Italiana Wheelchair Hockey).
E da ultimo, ma solo cronologicamente, è stato Assessore alle Politiche Sociali nel Municipio XII di Roma Capitale.

Insomma non ho dubbi che la Sindaca Raggi abbia fatto una buona scelta. Vorrei però sottolineare al caro Venuto che unicamente quello che ho appena trascritto qui sopra costituisce per me il criterio di giudizio per valutare quello che ha fatto, e che farà in futuro, per le persone disabili di ogni categoria, autistici compresi, nella città di Roma. Il fatto che lei pensi che per me possa rappresentare un motivo di discriminazione o pregiudizio il suo  essere 5 stelle mi umilia e mortifica anche il suo ruolo. 

Lei lo scrive su Facebook a un mio collega padre di autistico  a cui ha postato il comunicato del Comune di Roma, che tra l’altro, senza nominarmi, chiama “vacuo proclama” la mia richiesta di risposta sul “Casale delle Arti”, richiesta da me fatta non solo alla nostra Sindaca, ma anche al Presidente della Regione  Lazio e La Ministra dell’Istruzione.

Quel Digli che quando vuole può chiamarmi anche se sono 5 stelle” scritto su Facebook come dovrei prenderlo? E’ una concessione? Dovrei chiamarla per dirle cosa? Quando al momento gli interlocutori con cui mi sono seduto a un tavolo sono stati la Sindaca Raggi, L’assessora Castiglioni e l’assessora Baldassarre. Dovrei chiamarla perchè lo scrive su Facebook?

Perchè pensa poi che per me sia un problema la sua appartenenza politica? Pensa davvero che noi genitori di autistici possiamo ancora pensare all’opportunità politica quando ci muoviamo mossi solo dalla disperazione? Pensa che se a lei spuntasse la coda da sotto al cappotto, avesse le corna e sapesse di zolfo per me sarebbe un problema venire a piedi a chiederle aiuto? Correrei a cercarla anche in capo al mondo, se solo pensassi che questo servisse ad assicurare una speranza di vita dignitosa a Tommy e gli altri!

La prego Disability Manager non la butti in politica, non banalizzi i veri motivi per cui mi sto scalmanando come mai mi è capitato di fare in vita mia. Per noi genitori di autistici l’unico politico da prendere in considerazione è quello che fa qualcosa di concreto per i nostri figli, e anche in quel caso non facciamo alcun caso a quale sia il distintivo che porta all’occhiello.

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