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“Ci vogliono tagliare le ore di sostegno a scuola”. Il nuovo spauracchio dei genitori degli alunni autistici si chiama GIT

Apprensione, malumori e pessimismo cosmico si percepiscono nell’aria rarefatta della Rete e nei blog genitoriali per le novità in arrivo sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità inserite nel decreto legislativo n.378. In particolare ci si arrovella sulle modalità per l’assegnazione delle ore di sostegno agli alunni che ne hanno diritto. Nuove regole, nuovi guai, almeno a sentire la campana degli addetti ai lavori tra cui alcuni sindacati della scuola. Ma a essere veramente preoccupati sono le mamme e i papà da sempre in prima linea nella battaglia quotidiana per vedere riconosciuti i diritti dei loro figli.

Ma vediamo di che si tratta

 

Recita il comma 5 dell’art.6 del decreto legislativo n. 378.: ”la proposta relativa alla quantificazione delle risorse di sostegno didattico è effettuata dal gruppo inclusione territoriale (GIT) ai sensi dello’art.15, comma 3, della legge n.104 del 1992 come modificato dal presente decreto”.

Si stabilisce una modifica alla legge 104, cioè la sostituzione del precedente art.15 con un altro aggiornato nel quale viene istituito il GIT.

Ecco il contenuto del nuovo articolo 15 che sarà parte integrante della legge 104/92

Articolo 15 (Gruppo per l’inclusione territoriale)

  1. Per ciascuno degli Ambiti Territoriali di cui ali ‘articolo 1, comma 66, della legge 13 luglio 2013, n. 107, è istituito il Gruppo per l’inclusione territoriale (GIT). Il GIT è composto da un Dirigente tecnico o un Dirigente scolastico che lo presiede, tre Dirigenti scolastici dell’ambito territoriale; due docenti, uno per la scuola dell’infanzia e il primo ciclo di istruzione e uno per il secondo ciclo di istruzione, nominati con decreto del dirigente preposto all’Ufficio Scolastico Regionale (USR) o di un suo delegato. Il GIT, in qualità di organo tecnico, sulla base delle valutazioni diagnostico-funzionali, del progetto individuale e del Piano per l’inclusione trasmessi dalle singole Istituzioni scolastiche statali, propone ali ‘USR la quantificazione delle risorse di sostegno didattico per l’inclusione da assegnare a ciascuna scuola; l’assegnazione definitiva delle predette risorse è effettuata dall’USR nell’ambito delle risorse dell’organico dell’autonomia per i posti di sostegno,
  2. Le modalità di funzionamento, la sede, la durata, nonché l’assegnazione di ulteriori funzioni per il supporto all’inclusione scolastica del GIT, sono definite dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca nell’ambito delle risorse umane e finanziarie disponibili.

 

Quali sono le differenze rispetto al vecchio articolo 15 della 104?

In pratica si delinea una situazione più “allargata” che depotenzia il ruolo degli organi preposti all’inclusione degli alunni disabili all’interno dei singoli istituti scolastici. La paura è proprio qui: la decisione si matura all’interno di una realtà esterna alla scuola che potrebbe rispondere a delle logiche più “generali” quale quella del risparmio con conseguente riduzione delle ore di sostegno. Ovviamente ad essere penalizzati sarebbero i soggetti più deboli della catena e cioè gli studenti disabili. E già successo e altri “paletti” relativi alla spesa del sostegno sono già stati messi. Ecco perché i genitori sono angosciati.

Di seguito un esauriente articolo apparso mesi fa sul sito Orizzonte Scuola (https://www.orizzontescuola.it/sostegno-cosa-ci-aspetta-nei-prossimi-anni-tra-le-novita-il-git-gruppo-per-linclusione-territoriale-quale-ruolo/inclusione-territoriale-quale-ruolo).

L’intestazione dell’articolo 15 viene modificata e da “Gruppi di lavoro per l’integrazione scolastica” si passa a “Gruppo per l’inclusione territoriale”

Nel comma 2 del precedente art.15 era prevista la costituzione di gruppi di studio e di lavoro (GLHI e GLHO) all’interno di ogni circolo didattico e di ogni istituto di scuola secondaria di primo e secondo grado e, finora, le proposte relative alla quantificazione delle ore di sostegno necessarie alla scuola (in funzione chiaramente delle esigenze degli studenti disabili iscritti), venivano formulate proprio da tali gruppi di istituto. All’interno di ogni istituzione scolastica ha sempre avuto un ruolo di grande importanza il GLH Operativo composto dal Consiglio di Classe (insegnanti curricolari e di sostegno), da operatori ASL che seguono il percorso educativo dell’alunno con disabilità, dai genitori dell’alunno oltre che eventualmente da un esperto richiesto da questi ultimi. Il suo compito è quello di predisporre il Profilo Dinamico Funzionale e il Piano Educativo Individualizzato e di verificarne l’attuazione e l’efficacia nell’intervento scolastico. Il GLH Operativo valuta, inoltre, l’opportunità di assegnare all’alunno il servizio di Assistenza per l’autonomia e la comunicazione, suggerendone le modalità di erogazione (ore settimanali necessarie – L.122/2010, art.10 DL 78/2010) e di proporre eventuali modifiche all’erogazione del sostegno didattico.

Al GLH Operativo si affianca il GLH d’Istituto la cui composizione, come gruppo di studio e di lavoro, prevede la presenza di una rappresentanza di tutta la comunità scolastica: dirigenti scolastici, docenti curricolari e di sostegno, genitori, operatori dei servizi (Enti locali e ASL), studenti (nella scuola secondaria II grado). Inoltre, nel passaggio da un grado scolastico all’altro, il GLH può essere aperto alla rappresentanza dei docenti curricolari e di sostegno che hanno seguito l’alunno nel grado precedente.

Il GLH di Istituto nell’esplicazione dei suoi compiti, può avanzare proposte al Collegio Docenti, per l’elaborazione del PTOF e programmare le risorse, creare rapporti con il territorio e gli enti locali per la risoluzione di tutte le problematiche relative alla diversa abilità e collabora alle iniziative educative e di integrazione predisposte dal piano educativo

Al GLH Operativo e al GLH d’Istituto si è poi affiancato, all’interno di ogni istituzione scolastica, il GLI (Gruppo di lavoro per l’inclusione) con il compito di realizzare il processo di inclusione scolastica adottando strumenti d’intervento anche per alunni con bisogni educativi speciali (BES) (Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 e C.M. 8/2013. I GLI istituiti in ogni scuola non hanno sostituito i GLH che continuano ad essere attivi sia come GLHO che come GLH d’Istituto. Un ulteriore e importantissimo compito del GLI è quello di elaborare una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività (PAI) riferito a tutti gli alunni con BES presenti nell’istituzione scolastica, da redigere entro il mese di giugno di ogni anno scolastico.

L’istituzione del GIT introduce un nuovo gruppo di lavoro che interviene e opera in un ambito territoriale più ampio rispetto alle singole scuole, si accompagna ad un trasferimento di competenze in relazione alla richiesta di assegnazione delle ore di sostegno agli studenti disabili.

Se fino al corrente anno scolastico, infatti, queste proposte e richieste vengono formulate dai gruppi di lavoro sull’handicap delle singole scuole, che chiaramente conoscono meglio la realtà nella quale operano e hanno il polso della situazione, nei prossimi anni tale compito spetterà al GIT.

E’ auspicabile, quindi, che rimanga sempre in primo piano, per ogni istituzione scolastica, il ruolo dei gruppi di lavoro interni alla scuola (GLH Operativo, GLH d’Istituto e GLI) e che il GIT non determini il ridimensionamento dei loro compiti e delle loro funzioni.

 

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