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Noi autistici ciechi mentali maleducati e iracondi

Abbiamo chiesto all’amico Daniele Matteo Cereda un’altra riflessione sul tema “Autism for dummies” su cui ci aveva già dato la sua testimonianza, in perfetta ottica Asperger. Matteo propone quindi, sotto forma di breve saggio,  un suo punto di vista sulla capacità di interpretazione dello stato autistico da parte del mondo neurotipico. Il tema è complesso e Matteo lo tratta in maniera minuziosa analizzando ogni possibile dettaglio. Ecco la prima puntata…


Daniele Matteo Cereda

Sarò breve…no, vi prendevo per il culo! Sarò lungo, prolisso e noiosissimo.

Capita molto spesso che lagggente dica ai ragazzi autistici, dai basso funzionamento agli asperger, “sei un ragazzo maleducato” perchè hanno comportamenti anomali.

I basso funzionamento come gli alto funzionamento sono “maleducati” agli occhi altrui. Magari si mettono a strappare qualche foglia da una pianta, si siedono per terra in mezzo al marciapiede, si bloccano in mezzo ad un marciapiede a dondolarsi, non ti guardano negli occhi.

Immancabilmente c’è sempre la comare del paese che viene a dirti “ahhh! Tuo figlio è un maleducato!”

Magari provi a dirgli “signora, mio figlio è autistico”, eppure non le importerà e continuerà ad impuntarsi peggio di un autistico (stereotipo autistici=duri di comprendonio) per dire che il ragazzo è maleducato e che è colpa dei genitori.
Se il genitore molla un vaffanculo, apriti cielo. Eppure il genitore avrebbe tutte le ragioni, si sta trovando a ragionare con un muro che, secondo lo stereotipo di autistico=duro di comprendonio, a confronto il figlio pare non autistico. O nel caso di noi HFA, ci domandiamo “e saremmo noi gli autistici?”.

I maleducati non sono mica questi ragazzi, e nemmeno i genitori. I maleducati sono queste comari o questi somari che, di fronte a casi di disabilità, invece di rimanere un po’ più comprensivi, si mettono ad appesantire il tutto, cercando una scusa dietro l’altra per avere ragione comunque ed a prescindere.
Signori, no, non avete ragione, siete solo dei somarelli.
L’autismo è complesso, dal basso all’alto funzionamento.
Non c’è differenza di brutte esperienze tra “l’autismo a basso funzionamento” o “l’autismo ad alto funzionamento” riguardo i comportamenti sociali, se non per certi aspetti neurologici: ogni autistico è a modo suo, ed ognuno ha un suo carattere. Tutti hanno difficoltà sociali, chi più e chi meno. Più nei basso funzionamento, ma è decisamente più comprensibile.

Questi due esempi possono rendervi più chiaro il grosso problema di ciò che viene definita “cecità mentale” di un autistico: pretendete che un ragazzo capisca una regola sociale già difficile per lui, istintiva e facilmente apprendibile per voi, con la stessa arroganza di chi direbbe:
– ad un non vedente: “sei un maleducato, ti ho domandato il faldone rosso e mi hai passato quello verde”, oppure
– a chi direbbe ad un paraplegico “sei un maleducato, ci si deve alzare per salutare”.

Se siete tra queste persone che hanno detto a degli HFA o asperger o savant, pur sapendo della loro condizione, frasi come “sei un gran maleducato”, “sei un gran cafone”, “sei arrogante”, “saccente”, “tuttoio” o magari lo deridete con cattiveria perchè dimostra di saper troppo, siete voi i maleducati.
Se siete tra queste persone che hanno detto ai genitori di ragazzi a basso funzionamento o allo stesso ragazzo frasi aggressive, siete non dico solo maleducati, ma anche delle teste di pinolo.

Non sono il maestro Yoda che vi dice “La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza. La sofferenza porta al lato oscuro”.
Non sono il maestro di nessuno, anche se preferisco ribadire che l’ignoranza porta all’odio, l’odio a commettere azioni stupide, le azioni stupide a far star male il prossimo se non ad ucciderlo. (vedi i poliziotti che sparano ad un autistico in preda ad un meltdown per “calmarlo”)

La nostra incapacità di apprendere le regole sociali viene definita “cecità mentale”, o come la definisco io “la mia Cascata del Reichenbach”, perchè che io sia felice, arrabbiato, incattivito, normale, apatico o altro, ogni volta che parlo o scrivo, non mi accorgo di sembrare aggressivo oppure arrabbiato, anche quando non lo sono. Andrò a scontrarmi contro un tizio che mi accusa di essere “maleducato”, “rude”, “arrogante”, “cattivo”, fino al momento in cui appare una brutta copia di Moriarty che spinge me e l’altro nel dirupo della cascata. Ed iniziano le danze, dagli improperi, comportamenti esplosivi, aggressivi, antisociali che peggiorano di momento in momento man mano che il tizio stupido continua a provocare.
In poche parole arrivo a ciò che viene definito nell’autismo con il nome di “Meltdown”.
La brutta copia di Moriarty è formato da un pizzico di cecità mentale dell’autistico sommato alla gigantesca ignoranza della persona con cui si trova a dover interloquire.
No, non c’è nessun Sherlock Holmes, e non si svolge come nel libro di Doyle, ossia Holmes che si butta contro Moriarty cadendo sempre nel burrone. Vi è solo Moriarty e tutta la sua cattiveria. Ma non è un Moriarty intelligente, bensì uno stupido. Stupidiarty, il figlio di Idiocracy.

Si signori, noi nello spettro dell’autismo ci arrabbiamo facilmente a causa di un overload emozionale, o sensoriale, o per cambio improvviso e non programmato di routine, perchè abbiamo dormito male o per altro. O generalmente a causa della gente stupida, che dovrebbe essere intelligente “in quanto normale” (o così si definiscono, ma poi che significa “normale”?) e che si crede intelligente, ma che si dimostra poco più stupida di un comodino gettato da un aereo-trasporto.

Direte “evabbè, capita a tutti di scendere dal letto con il piede sbagliato”. No, noi non scendiamo dal letto con il piede sbagliato, noi ci sentiamo male per ore se non giorni, e possono esserci conseguenze gravi di salute.
Un meltdown corrode la persona, sia mentalmente che fisicamente, portando a causare nel lungo tempo anche problemi di salute gravi.

Per questo motivo nelle scuole se un ragazzo fa scherzi ad un autistico a basso funzionamento, viene ripreso dalla maestra che gli dice “mai sei stupido?”.
Purtroppo avviene molto di meno in caso di ragazzi ad alto funzionamento, perchè secondo certi insegnanti “è ad alto funzionamento, autismo leggero, che sarà mai?”.
Già, che sarà mai quanto ti senti soffocare, scoppiare un’emicrania, sentirti torciglioni di stomaco da farti star male e vomitare a causa del nervoso ogni giorno?

(1-continua)

Daniele Matteo Cereda

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