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Il punto di vista di un autistico che cammina lungo il marciapiede


E’ un video che  mostra il punto di vista di una persona autistica che cammina lungo un marciapiede (dopo aver mostrato lo stesso tragitto come è percepito da un neurotipico). E’ interessante guardarlo perché molto spesso, per strada,  di fronte a certe bizzarrie dei nostri figli, compagni di scuola e amici  dello spettro autistico, come chiudere gli occhi di fronte a un bagliore, tapparsi le orecchie allo strillo acuto di un neonato in carrozzina oppure ignorare un tamponamento fra due macchine, dimentichiamo che la percezione sensoriale degli autistici è molto diversa dalla nostra. E che le sue reazioni sono perfettamente in linea con il suo modo di essere.

Prima di tutto  va sottolineato che l’autistico è molto più sensibile alla luminosità e a tutto ciò che brilla. Quindi durante la sua camminata tutto appare immerso in una luce abbagliante. I rumori di sottofondo sono amplificati in maniera esagerata, sovraesposti, perfino minacciosi. La sensazione di straniamento e di fastidio che si ha, ad esempio, quando si entra un locale dove cè una musica sparata a tutto volume. Ecco perché spesso gli autistici camminano velocemente, a passo marziale fregandosene di quelli che sono con lui. Forse perché la sollecitazione sonora è troppo forte; spiegato pure il motivo per cui non sentono subito chi li chiama magari per avvertirli di un cambio di  marcia o di un attraversamento pericoloso. Questa marmellata di rumori può causare ansia, paure e comportamenti aggressivi.  In effetti gli autistici vanno richiamati più volte perché hanno facilità a distrarsi, attratti, anzi calamitati,   da oggetti e  particolari  che per i neurotipici risultano essere del tutto indifferenti. Mentre passeggianom gli autistici si guardano con attenzione i loro piedi (nelle scarpe) li ammirano rapiti mentre si alternano nella camminata, scrutano i tombini, le ruote delle auto, i tubi  dell’acqua e del gas attaccati ai muri, le cicche di sigarette per terra, la foglie delle piante che decorano le cancellate. Più sono banali, più i loro “radar” li trovano interessanti.


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Insomma il loro punto di vista, la loro visione del mondo,  può essere paragonabile ad un’allucinazione ma anche ad un sogno, ad un’ esperienza onirica.  Questa diversità sostanziale appare pure guardando le foto che gli autistici, quelli muniti di macchine fotografiche, fanno per strada, nei luoghi d’incontro, nei musei o durante eventi speciali. Per scattare una foto di gruppo il normotipico si preoccupa che tutti siano inquadrati, che i piedi non vengano tagliati e che si sorrida dicendo cheese.  In una foto di gruppo scattata da mano autistica ci saranno soltanto piedi, oppure gambe,  qualcuno del gruppo rimarrà fuori e  soprattutto l’immagine nel suo insieme sarà come una toccata e fuga.

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