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Dopo il caso Campania bloccata anche la legge sull’autismo del Molise. Prima si pareggino i conti in rosso

Dopo la Regione Campania anche il Molise viene bacchettato dal governo Gentiloni per la legge sui disturbi dello spettro autistico approvata a metà ottobre all’unanimità. Il Molise, come la Campania certe spese non se le può permettere: insomma i conti vanno prima pareggiati. Poi si vedrà! Come allora ripetiamo la stessa identica cosa: ma non si possono trovare altrove le risorse per pareggiare i conti invece di sottrarle alle terapie “veramente utili” e non “inutili” per i bambini e i ragazzi autistici?

La decisione nell’ultima seduta del Consiglio dei ministri, il 22 dicembre scorso, perché – spiega la nota stampa di Palazzo Chigi – «varie norme, che disciplinano la rete dei servizi assistenziali per la cura dei soggetti affetti da disturbi dello spettro autistico e da disturbi del comportamento e disabilità intellettiva, interferiscono con le funzioni del commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario, in violazione dell’articolo 120 della Costituzione, e si pongono altresì in contrasto con le previsioni di detto piano, in violazione dei principi di coordinamento della finanza pubblica di cui all’art. 117, terzo comma, della Costituzione. Inoltre la norma finanziaria contrasta sia con i principi dell’attualità e della certezza della copertura finanziaria degli oneri derivanti dalle legge, in violazione dell’articolo 81, terzo comma, della Costituzione, sia con i principi di coordinamento della finanza pubblica, in violazione dell’articolo 117, terzo comma, della Costituzione».

Anche la legge sull’autismo della Regione Campania interferiva con le funzioni del commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal disavanzo sanitario della Regione Campania.  In pratica è come dire che le terapie comportamentali, il metodo Aba, che sono certificate dalle Linee guida nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità è un lusso che le due regioni in questione non possono permettersi. In Campania poi la situazione è a dir poco kafkiana perché, come ha già dichiarato a suo tempo Ermanno Russo vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e componente della Commissione Sanità  “mentre gli utenti continueranno a vivere la frustrazione di cure disorganizzate ed erogate senza una strategia comune, il presidente della Regione De Luca dovrà ora difendersi davanti alla Consulta dall’impugnativa del Governo contro un ricorso che lo accusa di aver violato la Costituzione come governatore ma, contemporaneamente, lo considera parte lesa in quanto commissario ad acta alla sanità”. E dunque cavilli più o meno burocratici hanno più importanza dei cittadini (cioè bambini, ragazzi e giovani adulti) con disturbi dello spettro autistico e dell loro diritto a costruirsi un’esistenza e un futuro dignitoso.

 

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