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Dal Mugello la storia di S. 30 anni autistico, vissuto al Forteto e ora “strappato” al suo centro diurno


Leggiamo sul giornale on line “OK! Mugello” la lettera di un operatore di una Rsd nel Mugello indirizzata agli organi di stampa nazionali e al Consiglio Nazionale sulla Disabilità. Ha come protagonista un ragazzo di 30 anni autistico a basso funzionamento che ora si trova in condizioni molto precarie che come si legge in “Ok! Mugello” è “l’onda lunga di una vicenda (già tragica) come quella del Forteto”, la comunità di accoglienza che da anni è al centro di un’intricata vicenda giudiziaria che riguarda maltrattamenti e abusi sessuali. (leggi la storia del Forteto da “Panorama”) Il ragazzo chiamato S., infatti, fu affidato ad una famiglia del Forteto quando aveva solo sei mesi.

Sette anni fa (in concomitanza con l’inizio della vicenda giudiziaria del Forteto) S. cominciò a frequentare un centro assistenziale del Mugello come ospite diurno. Un’esperienza positiva fatta di attività in laboratori con l’aiuto degli operatori che è proseguita fino a pochi giorni fa. Scrive l’Ok! Mugello: “In questi anni, in seguito all’evolversi del processo sul caso Forteto, che coinvolge uno dei due genitori affidatari, la responsabilità di S. è stata tolta (formalmente) alla famiglia affidataria e per lui è stato nominato un tutore (un legale mugellano). Formalmente, dicevamo, perché fino all’altro giorno S. continuava ad abitare con la famiglia di prima e a frequentare il diurno.

Ora però in attesa dell’ufficializzazione della sentenza prevista per il 22 dicembre, si legge nel sito, “improvvisamente è stato deciso di ‘strappare S. dal centro che lo segue da anni per trasferirlo in una struttura residenziale”. I suoi operatori sono preoccupati perché temono che in questa maniera si possa vanificare tutto il lavoro pazientemente costruito in sette anni. Da qui la denuncia di uno dei suoi assistenti.

Leggi la lettera con la storia di S.


Aggiornamento del 11/23 ore 22.00

A seguito della pubblicazione di questo articolo ci ha scritto l’Avvocato Giovanni Marchese, in qualità di legale dell'”Associazione Vittime del Forteto”, mandandoci delle sue note di precisazione con preghiera di pubblicazione. Ringraziando per aver dato l’occasione di focalizzare l’attenzione su alcune vittime del Forteto finora assolutamente dimenticate, i disabili affidati e/o adottati, ritiene necessario specificare che le famiglie di cui si parla non siano famiglie intese nel senso comune del termine, ma famiglie diversamente organizzate, secondo quelle che erano le regole della comunità sulla quale, come scritto nell’articolo di Panorama che avevamo linkato, grava una vicenda processuale lunga e articolata di violenze e abusi sessuali.

Come abbiamo risposto all’avvocato in questo spazio il nostro focus sono le persone autistiche, quindi la vicenda del ragazzo, in ogni caso sempre e comunque la vittima di tutta questa vicenda,  ci sembrava degna di essere segnalata. Per ulteriori informazioni, sul contesto in cui si muoveva la sua famiglia affidataria, rendiamo disponibile integralmente la lettera che ci è stata inviata.

Lettera avvocato Vittime del Forteto

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