Fanta-autismo, News

Un uomo che stupra per anni un ragazzo autistico non fa nemmeno un giorno di carcere…


Un sessantenne abusava regolarmente il ragazzo autistico che gli era affidato. Patteggia e se la cava con 5 mila euro di risarcimento e nemmeno un minuto di carcere. E’ un momento in cui il dibattito sugli abusi sessuali è molto centrato sulle rivelazioni, soprattutto a posteriori, di molestie e violenze messe in atto da attori e personaggi celebri, soprattutto a danno di persone comunque legate al modo dello spettacolo. Lecito e doveroso che se ne parli. Esistono poi le violenze sessuali che non accendono l’indignazione generale, sulle quali persino nei social nessuno si accalora a esprimere solidarietà per le vittime o disprezzo per gli abusatori. In questa categoria ancora una volta sono dentro gli “autistici invisibili”. Se non fosse per l’ottimo collega Ferruccio Pinotti che ne ha scritto su una testata autorevole come il Corriere della Sera, di questa storiaccia di cui è doppiamente vittima un ragazzo dei nostri, non in grado di difendersi e non in grado di raccontare, nemmeno avremmo avuto notizia. La famiglia di un autistico  anche in questo caso è più che mai sola. 


 Per anni ha abusato sessualmente di un disabile al 100%, affetto da autismo, e se la cava senza fare nemmeno un giorno di carcere e con un risarcimento di appena 5 mila euro.

La vittima delle violenze oggi ha 21 anni, ma per i medici avrebbe un’età mentale di un bambino di appena 6 anni.Il processo a carico del responsabile delle violenze, un ex pasticcere di 60 anni della provincia di Cuneo, si è concluso il 23 ottobre. Sconvolti i genitori adottivi del ragazzo, anche perché l’ uomo era un amico di famiglia a cui lo avevano affidato per qualche ora al giorno perché loro erano impegnati al lavoro. Il tribunale di Cuneo ha accolto la richiesta di patteggiamento, concedendo tutte le attenuanti e limitando la condanna a 1 anno e 10 mesi. Eppure le prove nei confronti dell’ ex pasticcere sono schiaccianti e documentate anche da videoregistrazioni raccolte dal padre della vittima. «È lecito chiedersi a questo punto se valgano di più i diritti di un predatore sessuale o quelli di un ragazzo autistico disabile mentale e purtroppo la risposta appare scontata», commenta il genitore adottivo, G.M.V., 53 anni, consulente. L’ uomo che doveva accudire il ragazzo quando i genitori erano fuori casa ha approfittato della loro fiducia per abusarne. «Siamo turbati dal fatto che le pm che hanno seguito il caso, Chiara Canepa e Carla Longo della Procura di Cuneo, abbiano praticamente concordato con l’imputato la pena e dato il benestare al patteggiamento. Quest’ uomo non farà nemmeno un giorno di carcere. Ma i danni che ha creato a nostro figlio dureranno tutta la vita. Ora il suo carnefice è libero, senza nemmeno il divieto di avvicinarsi». Tante le domande. «Quello che non capisco è come mai poi la magistratura non ne abbia ordinato l’ arresto – si chiede il padre – Nessuna misura, neanche gli arresti domiciliari. Il pubblico ministero ha accettato il patteggiamento. E il giudice Alberto Boetti ha ridotto la pena per la violenza sessuale, che secondo il nostro codice è da 5 a 10 anni, partendo dalla pena minima di 5 anni e poi applicando tutte le attenuanti, al punto che da 5 anni la pena concordata è scesa a 22 mesi, quindi non farà nemmeno un giorno di carcere». L’ uomo comunque non si dà per vinto: «Ho scritto al procuratore capo di Torino Armando Spataro per chiedergli di intervenire, ieri mi ha fatto chiamare e mi riceverà il 13 novembre. Vogliamo giustizia per nostro figlio e spero scatti anche un’ ispezione del ministero». L’ avvocato Alberto Leone, difensore dell’ uomo che ha patteggiato, non vuole replicare. Massimiliano Frassi, presidente della Onlus Prometeo per la lotta alla pedofilia, che ha seguito la famiglia del ragazzo, commenta: «Magistrati in prima linea nella lotta alla pedofilia e ai reati sessuali, come Pietro Forno ora procuratore aggiunto a Milano, si sono sempre opposti ai patteggiamenti in casi come questo». Un esperto di queste materie, il penalista Alessandro Continiello aggiunge: «Il pm poteva rifiutare il patteggiamento. E il giudice opporsi. La difesa ha fatto bingo, la giustizia reale ne esce sconfitta».

Ferruccio Pinotti per il “Corriere della Sera” 

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