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Come soccorrere un autistico? Da Pordenone il Vademecum per Vigili del fuoco e Forze dell’ordine

Per chi non lo sapesse la città di Pordenone è stata una delle prime, se non la prima, in Italia ad essersi occupata seriamente del mondo dell’autismo e dei suoi problemi. In questi giorni proprio da Pordenone arriva un prezioso vademecum elaborato dal Comando Provinciale dei Vigili del fuoco della città friulana in collaborazione con la Fondazione Bambini e Autismo ONLUS rivolto agli operatori che devono intervenire in situazioni di emergenza, per aiutarli a gestire persone con autismo. E’ un libricino da tenere nella cassetta degli attrezzi, in questo caso nel mezzo dei vigili del fuoco, e da adoperare e consultare in caso di incendi, esondazioni, terremoti ecc. quando a essere soccorso sia un autistico poco o per niente collaborativo e magari in preda a un attacco di panico che potrebbe immobilizzarlo. Oltre a dare alcune informazioni generali su cos’è un autistico (un marziano sbarcato sulla Terra?), fornisce suggerimenti pratici su cosa fare e quale strategie adottare per portare a buon fine il soccorso. Inoltre il vademecum è corredato da immagini che messe in sequenza indicano con esempi il tipo d’intervento e possono aiutare l’autistico a comprendere meglio la situazione in cui si trova e la necessità di collaborare con i soccorritori. A tal proposito come strumento operativo è stato anche prodotto un moschettone con attaccate le immagini che nel momento dell’intervento il soccorritore può facilmente trasportare e usare.

 Il vademecum, come ha detto il Prefetto di Pordenone Maria Rosaria Laganà, durante la presentazione del vademecum si aggiunge al protocollo di intesa firmato nel 2013 tra Prefettura di Pordenone, Questura di Pordenone, Comando dei Vigili del Fuoco, Comando dei Carabinieri, Comando della Guardia di Finanza e i più importanti Comuni della provincia di Pordenone assieme alla Fondazione Bambini e Autismo ONLUS che sancì un disciplinare di collaborazione destinato a favorire la conoscenze del fenomeno autismo fra le forze dell’ordine per meglio intervenire nei confronti di coloro che soffrono della sindrome. Il vademecum può essere utile anche per altri attori, ad esempio le forze dell’ordine, impiegate nei propri compiti istituzionali. Per tale ragione a breve sarà scaricabile dal sito della Fondazione Bambini e Autismo ONLUS e dal sito del Ministero dell’Interno.

 

Dal VADEMECUM PER IL SOCCORRITORE  

 

POSSO RICONOSCERE UNA PERSONA CON AUTISMO VEDENDOLA?

Le persone con autismo non hanno particolari caratteristiche fisiche utili a identificarle. In certi casi (non in tutti) possono manifestare atteggiamenti tali da farci ipotizzare che ci troviamo di fronte ad una persona con autismo, ad esempio:

  • impaccio motorio e una certa rigidità nei movimenti;
  • deambulazione sulle punte o andatura anomala;
  • presenza di stereotipie motorie (sfarfallii o battiti delle mani o delle dita, gesti e movimenti ripetuti, tic, ecc.);
  • difficoltà a guardare negli occhi; assenza o povertà di espressioni del volto; assenza o povertà di gesti comunicativi;
  • emissione di suoni, strilli, a volte ripetitivi o sghignazzi fuori contesto; manifestazioni verbali stereotipate (ripetere parole o frasi fuori contesto);
  • sembrare indifferenti alla presenza dell’altro o accostarsi troppo alla persona magari per osservare/toccare/annusare un dettaglio.

 

PUO’ ESSSERE UTILE

 

  • Se necessario, per facilitare gli spostamenti, accompagnare una richiesta con la promessa di un premio (se vi è il tempo e la possibilità, chiedere al familiare o al caregiver che cosa può essere motivante per la persona).
  • Rinforzare in ogni caso i comportamenti adeguati. Ad esempio, dire “bravo” con enfasi dopo che la persona si è comportata in modo corretto. • Scandire le azioni contando, ad esempio se la persona non si muove, contare a voce alta “1- 2-3 VIA” e poi accompagnarla fino all’uscita. Ugualmente se la persona deve essere immobilizzata con una procedura, si può dire ad esempio: “ora devo metterti il collare, conto fino al 20 ed è finito: 1, 2, …”

PERCHE’?

  • Alcune volte le motivazioni implicite di una richiesta non sono né sufficientemente chiare né sufficientemente motivanti per una persona con ASD. Allo stesso modo, “seguimi perché ci mettiamo al sicuro” può non significare nulla per alcune persone autistiche. La promessa di un premio può essere invece molto motivante.
  • Premiare un comportamento adeguato con un riconoscimento, anche sociale (“bravo!”), può in alcuni casi essere gradito alla persona e spingerla a ripetere il comportamento rinforzato.
  • Le persone con autismo possono avere difficoltà a prevedere la durata degli eventi, cosa che li mette in una condizione di ansia. Dare alle azioni e agli eventi una dimensione temporale definita, anche attraverso la strategia del contare, può favorire la collaborazione

STRATEGIE

  • Compatibilmente con il livello di emergenza, permettere alla persona di portare con sé un oggetto d’interesse, un gioco, un indumento, una pallina o qualsiasi altro oggetto manipolabile e di suo interesse per diminuire l’ansia o distrarla.
  • Compatibilmente con il livello di emergenza, se la persona sta svolgendo un’attività gradita o di lavoro usare strategie per indicarne la fine piuttosto che interromperla bruscamente (es. metti ancora due pezzi del puzzle, contiamo fino a 3, fai ancora 3 salti). Allo stesso modo laddove possibile, ovvero dove ciò non intralci le procedure di emergenza, far evacuare la persona assieme all’oggetto con cui era impegnata (ad esempio portare via il bambino assieme al libretto che stava sfogliando).

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