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Benedetta De Martis: musicoterapia e ABA per l’autismo? Dateci prima la torta poi la ciliegina

Il presidente nazionale ARTEDO e formatore musicoterapeuta Stefano Centonze, a nome dei suoi colleghi ribadisce un punto di vista sulla musicoterapia nell’autismo. Lo fa con con un video messaggio su Youtube rispondendo alla riflessione di Benedetta De Martis, Presidentessa dell’ ANGSA, che giorni fa aveva dichiarato:

“Basta con le fantaterapie, lo Stato finanzi solo quelle che rendono autonomi i ragazzi con l’autismo.”  

E’ un dibattito civile, ma tra due realtà che difficilmente, allo stato attuale, potranno trovare un punto di conciliazione sul termine “terapia”. La coperta  è corta, se ci sono risorse pubbliche per l’autismo si inizi a sostenere le terapie comportamentali che sono scientificamente considerate efficaci. Benedetta De Martis conosce il problema italiano, per cui le strutture pubbliche non passano alle famiglie nemmeno gli interventi fondamentali per i bambini autistici. Sarebbe paradossale far passare come terapie anche quelle attività ludico ricreative, che indubbiamente creano benessere, ma non sono assimilabili a un reale percorso abilitativo. Si cominci ad assicurare alle famiglie ciò attraverso cui si può concretamente lavorare con efficacia sull’autonomia dei figli autistici, poi se ne avanza ben vengano pure cavalli, giochi d’acqua  e strumenti musicali, che sicuramente ci fanno sta bene e ci rendono felici.


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Benedetta De Martis

Musicoterapia? Prima la torta poi la ciliegina. A noi serve fare ABA

Caro dott. Centonze,
premetto che, quando io parlo di musicoterapia, mi riferisco solo alle persone con disturbi dello spettro autistico e non entro nel merito di altre condizioni.
Molto prima che, nel 2011, uscissero le linee guida dell’ISS i genitori di ANGSA, in accordo coi loro esperti di fiducia, avevano aderito a quanto detto dalla National Autistic Society: Treatment is Education. Per un disturbo pervasivo, che riguarda tutte le aree dello sviluppo, il trattamento deve essere a 360 gradi, deve essere praticato in tutti gli ambienti di vita e deve essere guidato da professionisti esperti che fanno assessment periodici dai quali ricavare un programma educativo personalizzato che miri a compensare i deficit che si ritrovano in tutte le aree dello sviluppo: comunicazione, interazione sociale, cognizione, autonomia, motricitá ecc.
Per persone con un disturbo del neurosviluppo i metodi usuali di insegnamento, basati sulla cognizione e sul ragionamento, hanno poca efficacia. Da qui la necessitá di ricorrere a metodi che prescindono dal ragionamento, come ABA.
Abbiamo salutato con soddisfazione la linea guida dell’ISS del 2011 che proclamavano con l’autovolezza di una pubblica Istituzione quanto in ANGSA non solo si diceva in teoria ma si verificava come efficace nell’esperienza di tante famiglie.
Copio dalla linea guida 21 dell’Istituto Superiore di Sanitá

Tra i programmi intensivi comportamentali il modello più studiato è l’analisi comportamentale applicata (Applied behaviour intervention, ABA): gli studi sostengono una sua efficacia nel migliorare
le abilità intellettive (QI)
il linguaggio
i comportamenti adattativi
 
Le prove a disposizione, anche se non definitive, consentono di consigliare l’utilizzo del modello ABA nel trattamento dei bambini con disturbi dello spettro autistico.

Ci aspettavamo che subito dopo la emissione delle linee guida tutti i bambini con diagnosi di spettro autistico potessero usufruire di un supervisore ABA davvero capace, possibilmente certificato, a spese del servizio pubblico.
Questo purtroppo non é avvenuto. I genitori hanno continuato a pagare di tasca propria cifre enormi per avere ció che la linea guida 21 consigliava. E allora: la prioritá resta quella di dare a spese del servizio pubblico ció che la linea guida consiglia.
Per quanto riguarda la musica noi siamo favorevoli soprattutto a sviluppare tutte le potenzialitá di ognuno, musica compresa. E l’approccio specialistico educativo che vale in altri campi vale anche per l’insegnamento della musica.
Un nostro socio é diventato un pianista eccezionale, tanto che é stato invitato a tenere un concerto al Quirinale davanti al presidente della repubblica. Ma se ha raggiunto questi risultati é merito anche e soprattutto del metodo comportamentale che la sua ottima insegnante di pianoforte ha usato con la consulenza di una professionista esperta di autismo.
Sono in rete un libro scritto dalla sua maestra di musica e un concerto trasmesso alla RAI
Ecco i link
Sappiamo che i musicoterapeuti ci tengono a tenere distinto l’insegnamento della musica dalla musicoterapia. Se peró la musicoterapia non é considerata materia sanitaria, é contraddittorio chiamarla terapia. In ogni caso, se ogni persona con diagnosi di spettro autistico ha un programma mutidimensionale, comprensivo di tutte le aree dello sviluppo e fa anche musicoterapia, ben venga. Questa é come la ciliegina sulla torta, ma attenzione! Prima la torta, poi la ciliegina.

Benedetta Demartis per Angsa 

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