Autismi & Autistici

Autismo for dummies: quando lei ci prova e lui non capisce

Condividere il punto di vista “autistico” non è esigibile per l’umanità neurotipica. E’ possibile però cercare di “raccontarlo”, magari questo può aiutare molto per allacciare sereni rapporti con persone “strambe”. E’ esemplare in tal senso questo mini reportage su un fraintendimento relazionale che ha scritto Daniele Matteo Cereda, genuino “Cervello Ribelle”  in costante esercizio del proprio orgoglio di neurodiverso militante. Attività ampiamente visibile quotidianamente nel suo profilo Facebook. Daniele in questa pièce di vita vissuta aiuterà molte ragazze a non sentirsi  frustate per il rifiuto a loro avance esplicite dirette a un uomo. Non è che voi non gli piacciate, è che forse è “dei nostri” e se non glielo dite chiaramente lui non interpreta il vostro ” linguaggio del corpo”. 

Lezione di autismo applicato: “la seduzione”

C’era una ragazza che si era fermata a dormire a casa mia.
Ha dormito sul divano-letto.
Al mattino abbiamo parlato, parlavamo di cose varie. Alle 13 dovevano arrivare a pranzo degli amici.
Mancavano un paio di ore.
Vado in bagno.
Torno, lei si era spogliata.
Nuda con mezzo reggiseno su una tetta e l’altra tetta senza reggiseno, che usciva in maniera spettacolare*ho realizzato una settimana dopo che era spettacolare*.
Lei che mi sorride.
Io non capivo, non faceva caldo, perché spogliarsi?
Poi ricordo che si era sporcata il vestito la sera prima.
Probabilmente le dava fastidio.
C’erano altre 7 motivazioni che circolavano nella mia testa.
Io: “ma hai caldo? Io ho freddo, vuoi che ti porto un accappatoio?”.
Lei cambia espressione, non ho capito che espressione fosse.
Io: “se vuoi mettiamo il vestito a lavare e ti presto una felpa o una t-shirt”.
Lei rimane con un espressione che ancora adesso non ho compreso.
Prende il vestito e si riveste e non mi parla più per tutto il giorno.
E per i giorni successivi.
Strano. Probabilmente le avrò fatto qualcosa che l’ha infastidita.
Una settimana dopo ho capito che ci stava provando. Una settimana dopo eh.
Ma non ci sono mica arrivato da solo.
Me lo hanno detto altri che ci stava provando. Da un mese.
Non è una brutta ragazza, anzi è l’esatto contrario.
Era da un mese che ci provava con sotterfugi, ma io non lo capivo. E quello probabilmente era il suo ultimo tentativo.
Alla faccia della comprensione del linguaggio del corpo a cui mi dovrei attenere secondo il prossimo, ma è come dire ad un cieco di prendere un faldone rosso in mezzo a faldoni di diversi colori. La mia cecità mentale.
Ecco, questa è parte della mia disabilità.
Sapete come poteva evitarsi un mese di tentativi?
Poteva dirmelo direttamente che voleva provarci. Ci sarei pure stato.
Dopo qualche mese c’è stata una ragazza con cui ho avuto una breve relazione di un mesetto circa. No, non significa che gli asperger non possono avere relazioni. Semplicemente io e lei non eravamo fatti per stare insieme.
Oggi è da 2 anni che sto assieme ad una persona nello spettro dell’autismo. Comunicazione verbale diretta, niente sotterfugi. Conviviamo da maggio.
Ecco un messaggio rivolto a coloro che dicono “ahhh mio figlio è asperger quindi non avrà mai una vita normale!!!111 non conoscerà l’amore!!!11due”: il problema non è nei vostri figli, il problema è nelle persone che giocano a “indovina chi?” con un non vedente.

 Daniele Matteo Cereda

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