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La leggenda dei barbieri per autistici faccia a terra


Il parrucchiere che opera disteso per tagliare i capelli ai piccoli autistici è diventato un format… O meglio ancora è un mito leggendario che riappare negli anni. Oggi Repubblica riprende un post apparso su Facebook che racconta la storia del  “…parrucchiere canadese Franz Jakob sdraiato al fianco di un piccolo cliente autistico che ha fatto subito il giro del mondo. A colpire infatti è il gesto pieno di umanità e di dolcezza dell’uomo nei confronti del bambino che durante il taglio dei capelli ha lasciato la sedia per sdraiarsi a terra. A postare la foto sui social network è stata la madre del bambino di sette anni che ha ringraziato “il gigante buono” per aver trattato con così tanta dolcezza suo figlio. L’uomo, residente a Rouyn-Noranda, in Quebec, intervistato dalle emittenti locali ha così commentato: “È un servizio dovuto ai miei clienti, non faccio alcuna distinzione” “

Una bella storia, che assomiglia veramente tanto a un’altra simile che noi riportammo due anni fa riprendendola sempre da Facebook, anche in quel caso c’era la foto di un parrucchiere sempre barbuto, sempre pieno di tatuaggi, sempre steso su un pavimento piastrellato chiaro, solo che si chiamava James Williams ed era gallese. Mesi e mesi di tentativi, poi il colpo di genio: sdraiarsi sul pavimento accanto a Mason, bimbo che soffre di autismo, per tagliargli i capelli senza dargli fastidio. La madre del bambino è rimasta letteralmente senza parole quando James Williams, barbiere gallese, è riuscito finalmente a trovare un modo per tagliare i capelli al bambino, che, fino al giorno prima proprio non ne voleva proprio sapere. Pazzo di gioia, James ha deciso di postare le foto del suo successo su Facebook, ringraziando i genitori di Mason per avergli concesso il permesso di pubblicare la storia sul social network: “Adoro vedere i genitori di Mason contenti delle attenzioni che rivolgo al piccolo”, ha continuato James. “Ma la cosa più bella – ha concluso il barbiere gallese – è stata quando gli ho chiesto il cinque e lui invece si è gettato tra le mie braccia”.

La storia per molti sembrerà struggente, ma pur nel rispetto delle belle favole che aprono il cuore e fanno venire i lacrimoni alle persone sensibili, azzardiamo il nostro giudizio sicuramente opinabile e contestabile…Per la crescita dei bambini autistici verso la conquista delle loro autonomie non è certo il massimo pensare ai barbieri stesi a terra, il fine dovrebbe essere di far riuscire i bambini a sedersi sulla sedia, altrimenti continueranno a pensare che dal barbiere si stia faccia sul pavimento, e continueranno a pensarlo anche quando, tra qualche anno, dovranno magari farsi tagliare anche la barba.

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