Terapie & Ricerca

I nostri figli erano già autistici quando galleggiavano come progetto nelle palle dei loro papà


Un paio di mesi fa ci prendemmo strali a non finire per un pezzo di risposta alle farneticazioni novax sul rapporto tra vaccini e autismo, il pezzo conteneva un’affermazione  sicuramente provocatoria: “Noi eravamo già autistici quando galleggiavamo come possibile progetto nelle palle dei nostri papà” . Si aprirono le cateratte delle catene di indignati che si sentivano offesi perchè avevamo spostato l’attenzione sulle cause del loro problema dai cattivi vaccinatori al loro personale patrimonio genetico, tanto da farci pensare all’eventualità che sull’autismo potesse scatenarsi una guerra civile.  Ora questa ricerca di cui riportiamo la notizia presa dall’ANSA dovrebbe mettere pace nei più scalmanati sostenitori del credo che gli autistici siano un “esito vaccinale”, fatevene una ragione cari colleghi genitori, guardatevi bene allo specchio, qualcosa di quel figlio autistico ve lo dovreste vedere addosso anche voi…Dovreste esserne contenti, quale è il problema di sentirsi un po’ autistici anche noi? (GN)

ps

Non parlate di sensi di colpa per aver vaccinato ecc. Abbiamo scoperto che Tommy nemmeno lo fece il vaccino incriminato, ai suoi tempi non era obbligatorio…


L’autismo è uno stato  altamente ereditabile

la cui genesi dipende per l’83% da tratti genetici ereditari.

Lo rivela un lavoro di Sven Sandin della Icahn School of Medicine at Mount Sinai, New York, pubblicato sulla rivista JAMA, studio che aggrava il peso di fattori ereditari sulla genesi dell’autismo, una sindrome complessa e caleidoscopica, che si dipana con vari livelli di gravità.
E’ accertato che vi sia la connivenza di fattori ereditari, infatti la neurodiversità ricorre spesso con più casi nella stessa famiglia. Ma finora si pensava che i geni avessero un peso pari (50% e 50%) a quello di fattori ambientali (tutto ciò che può potenzialmente influenzare lo sviluppo cerebrale del bambino sin dalla sua vita intrauterina e nei primissimi anni, dall’esposizione a determinate sostanze, a stili di vita familiari, a infezioni contratte etc).
Lo studio ha coinvolto 37.570 coppie di gemelli, 2.642.064 coppie di fratelli (non gemelli), 432.281 coppie di ‘fratellastri’ figli della stessa madre e 445.531 figli dello stesso padre. A 14.516 bambini nel corso del tempo è stato diagnosticato un disturbo dello spettro autistico.
Confrontando gemelli e non gemelli si può stimare il peso di geni e ambiente sulla presenza o assenza di certe malattie, perché mentre i gemelli identici (omozigoti) hanno Dna identico al 100% (quindi tutte le differenze tra loro sono ascrivibili a fattori ambientali non condivisi da entrambi), i fratelli condividono lo stesso Dna per il 50%; i fratellastri invece per il 25%. Dallo studio è emerso che il rischio di due fratelli di essere entrambi autistici sale al crescere della loro somiglianza genetica: significa che l’ereditabilità dell’autismo è alta (83%) mentre i fattori ambientali esterni contano meno (17%). (Fonte ANSA Salute e Benessere)

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