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Anche gli autistici hanno un sesso…Parliamone a Roma il 23 settembre


Sul tema della sessualità non siamo un paese culturalmente maturo. La spregiudicatezza apparente nel parlare di sesso, magari in conversazioni attraverso la rete, non sempre è specchio di  capacità di riflessione  serena e consapevole su tematiche che riguardino l’educazione sessuale, ancora più l’argomento diventa “indicibile” se si deve affrontare il tema delle esigenze sessuali delle persone neurodiverse.  Come abbiamo già annunciato il 23 e 24 settembre si terrà a Roma un corso di specializzazione sulla gestione della sessualità nei disturbi del neurosviluppo. Il corso è organizzato dal  Centro Scientifico di Neuropsichiatria AITA .
 Segue una riflessione sul tema del dottor Luigi Mazzone che ha organizzato il corso.

Perchè è necessario parlare anche della sessualità degli autistici

“La sessualità, in Italia, è un tabù: pudore, vergogna e scarsa presa in carico da parte del territorio fanno spesso scendere un velo di indifferenza su questo argomento. Nel caso poi di soggetti con autismo sembra che la sessualità non esista nemmeno. Antico retaggio della falsa credenza che gli autistici, chiusi nel loro mondo, non abbiano interesse ad instaurare relazioni sociali né tantomeno provino pulsioni sessuali, in passato alcuni comportamenti sessuali osservati erano erroneamente interpretati come stereotipie motorie. Assolutamente falso.
Gli individui con autismo, specialmente quelli con più alto livello cognitivo e adeguate competenze verbali, non solo manifestano quantità e frequenza di comportamenti sessuali come la masturbazione in misura paragonabile ai soggetti sani, ma mostrano anche il desiderio  di intraprendere relazioni affettive ed intime con un partner. Questo tema emerge frequentemente nell’attività clinica, ma raramente è stato affrontato in maniera sistematica dalla comunità scientifica o in ambito terapeutico.”  (Da: “Un autistico in famiglia”)
Già tre anni fa avevo dedicato un intero capitolo a un argomento che mi sembrava cruciale per lo sviluppo di una persona con autismo e per la gestione familiare che spesso va in crisi di fronte a certi argomenti. In questi anni abbiamo studiato e approfondito la problematica ed era da tempo che volevamo mettere al servizio le nostre conoscenze sul tema. Noi medici per primi, spesso, non siamo in grado di fornire risposte adeguate rispetto alle tematiche legate alla sessualità di persone con autismo e una formazione specialistica in tal senso diventa un obbligo per aiutare le famiglie in cui la comparsa della sessualità del figlio o della figlia rappresenta un forte cambiamento e può determinare ulteriori problemi se non viene adeguatamente affrontata. 
Il corso in questione si pone come momento di crescita e confronto in una tematica tanto importante quanto delicata e ancora scientificamente poco esplorata.
Luigi Mazzone 
(Neuropsichiatra infantile. E’ fondatore e presidente del Centro Scientifico Aita, dell’associazione Progetto Aita Onlus, e dell’Accademia Scherma Lia.) 

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