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Autistico di 30 anni trovato morto nel centro “Don Uva” di Foggia


Un  trentenne autistico ricoverato nella struttura “Don Uva”  di Foggia è stato  trovato morto in bagno. Secondo  quanto  rilevato da Carabinieri  che hanno ricostruito sul posto la dinamica dell’accaduto si tratterebbe di una “tragica fatalità” . Poco dopo le 19.30, alcuni infermieri in servizio nella struttura avevano trovato il ragazzo  morto  a terra in un bagno,  il giovane – affetto da “autismo ipercinetico” –  a quanto almeno si legge nella ricostruzione di Foggia Today unico al momento a dare la notizia –  sarebbe  deceduto per una caduta, avrebbe battuto violentemente il capo su una superficie dura, un colpo secco che non gli ha lasciato scampo. L’Ospedale  Santa Maria di Foggia, dell’Opera Don Uva,  è la seconda sede in Puglia della Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza. Fare una ricerca in rete sulle condizioni generali dei pazienti psichiatrici in quella struttura lascia qualche inquietudine:

Esclusivo/Degrado e abbandono nella clinica del Vaticano, la triste fine del Don Uva di Foggia

E’ comunque lecito chiedersi se fossero state prese tutte le misure necessarie perché il ricovero di un autistico adulto, che aveva probabilmente un disagio nel gestirsi, avesse tenuto conto anche della problematiche proprie del suo stato. (Autismo “ipercinetico” chi l’ha diagnosticato?)

Un anno fa al Don Uva di Potenza ci furono arresti per violenze su disabili

La stessa Congregazione delle Ancelle della Divina Provvidenza, che gestisce la struttura dove è morto il ragazzo, nell’aprile 2016 è  stata al centro di una vicenda che ha coinvolto un altro Ospedale dello stesso polo sanitario: il Don Uva di Potenza.

DON UVA A POTENZA 7 ARRESTI PER VIOLENZE SUI DISABILI

Non vogliamo colpevolizzare, tanto meno fare ipotesi basate su pregiudizi. La riflessione serva solo a comunicare, a chi non ha il nostro problema di un  dover gestire un autistico in famiglia, di quanto possa angosciare noi genitori la mancanza di specificità nei trattamenti che potrebbero interessare un domani anche i nostri ragazzi. Ci riflettemmo già un anno fa, sempre su un fatto che riguardava l’ Opera Don Uva.

Lascereste vostro figlio in mano a un aguzzino?

Non vogliatecene, ma continuiamo a non essere convinti dalle voci che continuano ad indicarci le tante “strutture modello”  a cui poter tranquillamente affidare i nostri ragazzi. Capiamo che in molti casi  può essere una soluzione necessaria, ma che almeno sia un posto dove i ragazzi non rischino di morire per “tragica fatalità” o siano maltrattati.

 

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