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Teppautistici in realtà aumentata


Una giornata estiva calda e limpidissima immersi nella campagna perugina nel casale dove l’arteterapeuta e psicologo Simone Donnari ha creato la sede del Centro Atlas che per i bambini e i ragazzi del circondario con la sindrome dello spettro autistico è come il paese dei Balocchi.

Qui c’ è un bel patio con un lungo tavolo che fa pensare a grandi mangiate a base di specialità umbre. Lo avranno pensato anche i cinque teppautistici romani che giovedì scorso, 8 giugno, hanno  raggiunto il Centro Atlas per una visita concordata da tempo alla ormai celebre macchina – schermo delle meraviglie. Un mezzo tecnologico che produce “realtà aumentata” permettendo i ragazzi di interagire con forme e immagini:  “fa entrare nei quadri, disegnare segni con un semplice movimento delle dita di una mano, relazionarsi con i propri beniamini che siano Harry Potter, Candy Candy o Francesco Totti, scrivere le vocali che escono dalla tua bocca e tante altre cose ancora”.  E naturalmente hanno fatto gli onori ai cuochi spazzolando la torta al testo con cicoria e salsiccia, formaggi, pizza rossa casareccia, lasagne al bendidio e infine la mitica, sontuosa, barocca paesana e dal sapore antico torta Ciaramicola perugina ancora calda di forno che normalmente si mangia a Pasqua ma va benissimo anche a giugno.

Abbiamo già raccontato di questa bella esperienza nel pezzo di Gabriella La Rovere dove scrive della figlia Benedetta e del massaggio sonoro. Benny vive nelle vicinanze e frequenta con regolarità il Centro Atlas. Giovedì ha fatto compagnia ai teppautistici e ha seguito le loro performance. Nell’articolo si descrive un lettino-materasso sonoro che i ragazzi a turno hanno potuto provare.


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Ognuno dei teppautistici affiancati da un proprio tutor (sono ragazzi e ragazze che seguono la scuola di arte terapia “La Cittadella di Assisi” a completamento del corso di laurea in psicologia o scienze dell’educazione) si è potuto cimentare in un’avventura completamente nuova. Davanti a uno schermo televisivo normalmente si assiste in maniera passiva a quello che viene trasmesso. Nella tv del Centro Atlas si scopre un nuovo modo di rapportarsi con la realtà e con il proprio corpo. Questo può fare paura all’inizio ma poi, man mano che si prende confidenza ti fa esplodere di gioia e ti carica e addirittura sei tu che ti fai avanti per sperimentare questo mondo insolito. “E una tecnologia ludica ma particolarmente consona alle persone con disturbo della comunicazione come gli autistici – dice Donnari – Attenzione non è una terapia come non lo è uno sport ma può fare bene e di certo attraverso il mezzo tecnologico si facilita la comunicazione e si interagisce in maniera più fluida quasi istintiva”.

Ma soprattutto si passano bei momenti tra la sorpresa di essere proiettati su uno schermo e quella di poter creare nello spazio con i semplici gesti, disegni astratti e colorati nonché interpretare il proprio personaggio preferito. Infatti prima di entrare in relazione con la macchina i ragazzi hanno prodotto una serie di disegni su vari fogli, poi è stato chiesto loro di scegliere un personaggio tra quelli preferiti. Poi è partita la sperimentazione e si sono visti proiettati addirittura in mezzo ai loro disegni e burattinai dei loro personaggi che muovevano con il movimento del loro corpo.

E siccome l’esperimento è andato bene ci piacerebbe replicarlo ancora, magari “ricreando” la situazione del Centro Atlas anche nella nostra città. Ne parleremo presto con Donnari che tra l’altro è subissato di richieste del genere. Nel frattempo cercheremo un posto dove poter collocare la nostra macchina delle meraviglie.

GUARDA IL PRECEDENTE ARTICOLO SUL CENTRO ATLAS

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