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La difficile estate in città per l’autistico che nessuno vuole


L’estate sta finendo…Si magari, è appena cominciata! Con l’ estate inizia il periodo peggiore per famiglie con autistici. Finita la routine scolastica già è difficile spiegare loro che la mattina non c’è il pulmino ad aspettarli sotto casa, che non devono preparare lo zaino, che la scuola ricomincia a settembre…E nemmeno per tutti. Poi il problema di come riempire il tempo libero che sembra infinito…E non può certo essere bruciato tutto stando stravaccati davanti alla tv. La risposta a tutti i drammi sembra un nome anche facile: “centro estivo” . Facile si ma non per noi, provate a chiedere se accettano soggetti “particolari” come i nostri figlio… Giuseppina  mamma di Giacomo ci ha scritto per raccontarci proprio questo.


Vi fornisco l’ennesima prova che l’estate in città è un dramma  doppio per i nostri figli autistici….Alcuni compagni di classe del mio ragazzo stanno frequentando il centro estivo presso una nota struttura ludica di Roma. Ho telefonato….”si signora abbiamo posto….Un operatore per 12 bambini….” E poi bla bla su quanto sia bello e costruttivo…..io….”accogliete bimbi affetti da spettro autistico?” Il vuoto…..”veramente non siamo organizzati…” Il posto da meraviglioso che sembrava mi è stato dipinto pieno d’insidie….Una ringhiera che potrebbe essere scavalcata…..Un cancello aperto, dal quale un bimbo potrebbe uscire con facilità….Poi mi hanno suggerito di far rimanere la tata…..

Premesso che mio figlio è autonomo comunica e si relaziona con suoi compagni di scuola, certo è iperattivo, ma se coinvolto sta bene. Ho anche chiesto se avessi potuto pagare io l’operatore in più…. La risposta è che non hanno personale formato ma che avrebbero potuto dare una maglietta dello stesso colore dell’educatore da fare indossare ad una persona di nostra fiducia!

Io mi chiedo il perché in un paese evoluto un genitore di bimbo disabile all’iscrizione ad un centro estivo si deve sentire in colpa per aver solo fatto la domanda. Ogni struttura per legge dovrebbe avere in organico personale formato che consenta l’inclusione di tutti I bambini….Le scuole finiscono e i genitori con poche risorse sono in difficoltà. Perché? Lo stesso avviene anche per chi ha la possibilità di trascorrere una vacanza in villaggio…..Mille attività tanti animatori…..Ma non per i bimbi disabili. E I loro genitori? Sempre più isolati per non dar fastidio alla società normale…..Vergogna.

Giuseppina

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