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L’arte risveglia l’anima: ecco come sarà il polittico dei teppartautistici

Avevamo lasciato i nostri arteppautistici alle prese con un nuovo laboratorio creativo finalizzato a realizzare un’opera pittorica collettiva  (ispirata all’arte del grande artista Umberto Mastroianni) che sarebbe stata poi esposta nella mostra di artisti autistici “L’arte risveglia l’anima” promossa da Autismo Firenze Onlus che sarà presto allestita nelle sale del Museo di San Salvatore in Lauro sede permanente di una collezione di opere del maestro Mastroianni.

Ebbene il lavoro è stato quasi concluso. Mancano solo dei piccoli aggiustamenti e anche se non possiamo svelarlo completamente oggi anticipiamo qualcosa in più dell’opera. In attesa, naturalmente, di vederlo nella mostra “L’arte risveglia l’anima” che sarà inaugurata, appunto, il 6 giugno prossimo. Il  contributo di Insettopia – Pernoiautistici è stato realizzato da sei/sette teppartautistici con l’aiuto degli psicologi del Centro scientifico di Neuropsichiatria  Aita e un giovane maestro d’arte albanese Lony Mjeshtri.

Prima di mettersi all’opera i ragazzi di Insettopia alla ricerca di ispirazione avevano visitato al Museo di San Salvatore in Lauro le sale che ospitano le opere di Umberto Mastroianni scattando numerose foto.

In seguito hanno preso visione degli spazi messi a loro disposizione dal dott. Luigi Mazzone responsabile del Centro Aita (che si trova a piazza Pio XI) e fatto conoscenza con il maestro Loni Mjeshtri.

Ci sono voluti cinque incontri per completare l’opera.  Non a caso il titolo del polittico si <BELIEVE>. Ma ecco una spiegazione del maestro Loni: “L’oro rappresenta la creatività. Le sette tele rappresentano i ragazzi ed anche il numero delle lettere che compongono la parola ” BELIEVE” cioè credere. I pezzi di carta, le scritte, le figure sono scelte dai ragazzi in maniera istintiva. Il filo è ciò che lega tutto insieme; un insieme di emozioni, passioni e divertimento. Il riferimento a Umberto Mastroianni è per onorare la sua memoria e per ringraziarlo del patrimonio artistico che ci ha lasciato e che ci ha ispirato nella realizzazione di questo quadro”.

 


 MA CHI E’ LONI

Prima di tutto è un amico dei teppautistici. Alcuni di loro lo hanno conosciuto in un altro laboratorio quello dei Gatti Stanchi. E poi è un giovane talento di 20 anni con tanta voglia di conoscere, esprimersi e una personalità determinata. Loni è partito ancora minorenne dal Distretto di Mat, a 100 km da Tirana perché voleva studiare arte in Italia. “In Albania bisognava solo lavorare, non c’era tempo per le passioni o i sogni”.  A Roma è finito in un centro di pronta accoglienza per minori stranieri non accompagnati da cui è uscito il giorno del suo diciottesimo compleanno. “Ho studiato moltissime materie la storia, la geografia, l’italiano non solo l’arte, perché sapevo bene che dovevo studiare prima di tutto”. Poi ha trovato accoglienza presso la comunità dei francescani a Valmontone e atualmente frequenta il liceo artistico Ripetta. Ha anche realizzato una personale delle sue opere “Amore materico” grazie anche all’aiuto dell’Associazione Civico Zero. Quella di Loni è  “arte povera”: stracci, pezzi di legno, ante degli armadi, scarpe, spille e poco più sono i suoi strumenti per raccontare il mondo. Volti di donne e uomini sono i suoi soggetti preferiti. Ultimamente sta pensando ad una grande opera composta dai blister vuoti delle pillole e medicine.

 


UN’ESPERIENZA DA RIPETERE

Al Centro Aita i partecipanti  sono stati suddivisi in due gruppi ognuno dei quali affiancato da un tutor psicologo esparto e da uno psicologo in formazione.  La psicologa di Aita Laura Fatta traccia le conclusioni: “Un’esperienza da ripetere.  Il progetto è stato costruito grazie a un continuo e mutuo confronto tra operatori e genitori, un’organizzazione attenta ha preceduto e accompagnato  la realizzazione del laboratorio e soprattutto un mettersi in gioco con idee sempre nuove ed innovative. Il contributo cruciale tuttavia è arrivato principalmente dai ragazzi, che hanno mostrato una buona attitudine al lavoro, impegno e la voglia di esprimere le loro potenzialità artistiche. Abbiamo raggiunto risultati molto positivi dal punto artistico e creativo ma siamo anche molto soddisfatti dei risultati che emergono dal punto di vista relazionale”.

 

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