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La linea di vestiti con le calamite ottimi per autistici

Luca ha ormai quasi ventun anni, e anche se continua a fare leggeri progressi, la mia speranza che possa un giorno essere più indipendentedi quello che è sembra essere assolutamente fuori discussione. Ci sono alcune cose che proprio non riusciamo a insegnargli a fare, come per esempio mettere in carica il suo iPad o allacciarsi e slacciarsi i pantaloni da solo. Sono tutti e due gesti che richiedono una precisa capacità di coordinazione che lui semplicemente non ha.

Il problema più grande di questa sua lacuna è quando deve usare da solo il bagno: se non sa allacciarsi o slacciarsi i pantaloni e qualcuno non lo fa per lui, se la fa addosso. Capita molto raramente, ormai: abbiamo imparato a portarlo ogni due ore, e il numero delle volte che si sporca è drasticamente diminuito. Se invece gli scappa, a volte ci deve venire a cercare per casa e dire: BATHROOM!, parola che ci fa sempre zompare in piedi e mollare tutto quello che stiamo facendo per assecondarlo. Chi avrebbe mai pensato che di tutto quello che ci circonda, la calamita sia la soluzione per tutti questi ostacoli! A volte la vita è strana.

Oggi sono andata al Luca Day, un incontro mensile con il suo insegnante e gli altri terapisti per fare il punto della situazione del suo progresso. Ho scoperto che è più bravo a fare la spesa al supermercato e a stare con il gruppo invece di gironzolare per il negozio, ma continua a chiedere alla sua maestra Amanda di abbracciarlo anche quando devono lavorare. Insomma, la solita solfa.

Poi parliamo di “independence skills”, cioè quello su cui stanno lavorando per insegnargli a essere più indipendente. Adam, il maestro di Luca, mi dice che adesso la Apple ha inventato un piccolo adattatore da mettere nella presa dell’iPad in cui  si infila il cavetto per caricarlo che è molto più semplice da usare, perché funziona con lo stesso principio del caricatore del Mac, e cioè con una piccola calamita, così che è più semplice per persone come Luca usarlo.

Gli ho detto che certamente andrò a comprargliela, ma mi ha fatto piacere che qualcuno abbia pensato a facilitare quel gesto che per noi è semplicissimo  ma per qualcuno è invece complesso. Dopo tutto, tutti i ragazzi alla scuola di Luca hanno un iPad, per cui non mi stupirebbe se la Apple avesse inventato questa nuova spina proprio per loro. Dopo il mio incontro con Adam,  Chris, il terapista occupazionale, mi ha detto che dopo tanti anni è riuscito finalmente a trovare una linea di vestiti per persone con disabilità.

Ho subito pensato a vestiti brutti, fantozziani, chissà poi perché. Io faccio sempre in modo che Luca sia sempre vestito come un ragazzo della sua età, con le magliette dei Police e i pantaloni un po’ sportivi ma belli, per cui ero un po’ scettica. No, mi dice lui sorprendendomi moltissimo, è la nuova linea di Tommy Hilfinger!


Si chiama Runaway of Dreams, e presenta camicie e pantaloni che hanno dei bottoni finti ma che in realtà sono delle piccole calamite, così che le persone con disabilità possono vestirsi con più facilità. Per ora le taglie sono per ragazzi fino ai vent’anni per i maschi e fino a diciotto per le femmine, e fortunatamente Luca, essendo magrino, può benissimo indossarli, ma Chris spera che presto facciano la stessa cosa anche per gli adulti.

Sono andata a vedere il sito, e ho trovato la pagina del blog che presenta la linea di vestiti per ragazzi disabili, e infatti mostra foto di ragazzini di tutte le età con un bel sorriso e con la loro disabilità: una ragazza di diciassette anni con la paralisi cerebrale, un’altra, Gianna Schiavone di 7 anni, nata senza il braccio sinistro e altri ancora. Che bello che in una pagina tutta elegante e con modelli biondi e con gli occhi azzurri ci sia spazio anche per noi!

Tornando a casa in macchina pensavo a come sarebbe tutto molto più facile per i nostri ragazzi se chi produce cose di qualsiasi genere prendesse l’esempio di Tommy Hilfinger e facesse un piccolo sforzo in più e pensare anche ai disabili: pensate come sarebbe tutto più facile se ci fossero spazzolini per i denti,  rasoi,  assorbenti, ma anche  scarpe, occhiali, cinture di sicurezza, interruttori, chiavi e chi più ne ha più ne metta fatti per i nostri figli! Tutto un mondo agevolato per chi nel nostro mondo fa fatica. Sarebbe davvero un segnale positivo verso una società in cui c’è posto per tutti.

Marina Viola

marinaliena

Leggi Pensieri e Parole, il mio blog:
http://pensierieparola.blogspot.com
Marina Viola porta il quaranta di scarpe. Vive a Boston e ci fa il diario di quella che pensiamo essere l’ altra parte della luna. Che significa per noi autistici vivere negli Stati Uniti? Potete farle anche domande….

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