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E’ un vero e proprio elenco di bufale sull’autismo e le relative fanta-terapie: breve e non certo esaustivo, ma sicuramente significativo e indicativo. Quattro, in particolare, sono le fantasie sotto accusa: presunte cure, spacciate da guru e ciarlatani, che promettono una cura miracolosa alle famiglie dei teppautistici, col rischio a volte di produrre gravi effetti collaterali. La levata di scudi contro le “fanta-cure” per l’autismo arriva dalla Food and Drug Administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici. Pochi giorni fa, sulla sua pagina ufficiale, ha pubblicato un articolo dedicato a questo tema, che da sempre ci sta particolarmente a cuore. Il titolo, eloquente, ha il sapore di un monito:

fda

Autism: Beware of Potentially Dangerous Therapies and Products

Ovvero:

Autismo: attenzione a terapie e prodotti potenzialmente dannosi

Si parte da una premessa fondamentale: “non c’è alcuna cura per l’autismo. Di conseguenza, i prodotti e i trattamenti presentati come “cura” non funzionano come pretenderebbero. Alcuni possono anzi presentare significativi rischi per la salute. Eppure, secondo quanto riferito dall’Associazione per la Scienza nel trattamento dell’autismo (ASAT), “dal momento in cui l’autismo è stato identificato, è iniziata una lunga storia di trattamenti falliti e mode”.

La Fda ha identificato, in particolare, quattro tipologie di “presunte cure” per l’autismo, indicando anche ai consumatori l’atteggiamento da assumere nei confronti di chi le promuove.

Terapie chelanti

La prima accusa dell’Fda punta il dito contro le ‘terapie chelanti’, ovvero “prodotti che promettono di purificare il corpo dalle sostanze chimiche tossiche e dai metalli pesanti. Se ne trovano sotto diverse forme, tra spray, supposte, capsule, gocce liquide e bagni di argilla”. La Fda precisa che esistono “agenti chelanti approvati per usi specifici, che però non includono il trattamento o la cura dell’autismo, come ad esempio il trattamento di avvelenamento da piombo e sovraccarico di ferro”.

Ossigenoterapia iperbarica

La seconda “falsa cura” sotto accusa è l’ossigenoterapia iperbarica, che consiste nella repirazione di ossigeno in una camera pressurizzata. Una terapia, questa, “autorizzata dalla FDA solo per alcuni usi medici, come ad esempio il trattamento della decompressione subita dai subacquei”.

Bagni di argilla disintossicanti

Inaudito, poi, curare l’autismo con i fanghi: lo dice chiaramente l’Fda, riferendosi al quei prodotti che, aggiunti all’acqua del bagno, pretenderebbero di eliminare le tossine chimiche e i metalli pesanti dal corpo, migliorando così i sintomi dell’autismo.

Latte crudo di cammello e olii essenziali

Da rispedire al mittente anche le promesse di guarigione che passano attraverso l’assunzione di latte crudo di cammello e gli olii essenziali. “Questi prodotti sono stati commercializzati come trattamenti per l’autismo o per i suoi sintomi, ma non ne è stata dimostrata la sicurezza né l’efficacia”.

La Fda offre poi alle famiglie alcuni suggerimenti utili per riconoscere facilmente le promesse false o fuorvianti.

  1. Diffidare dei prodotti che pretendono di trattare una vasta gamma di malattie.

  2. Ricordare che le testimonianze personali non possono sostituirsi alle evidenze scientifiche

  3. sospettare di qualsiasi terapia che si presenti come una “soluzione rapida”

  4. Tenere presente che le cosiddette “cure miracolose” quasi sempre rappresentano una bufala.

  5. In definitiva, il consiglio che li contiene tutti: “se si è di fronte a un trattamento poco conosciuto o non scientificamente provato, ci si rivolga al medico, prima di procedere all’acquisto o all’utilizzo del prodotto”

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