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Tommy e gli altri sta girando nelle case degli italiani. Le storie dei nostri ragazzi entrano discrete e rimangono sospese negli occhi e nel cuore di chi non conosceva la realtà dell’autismo; chi sapeva ma non fino in fondo; chi la vive quotidianamente e per la prim volta si è visto al centro di una narrazione cinematografica. Ci piacerebbe raccontare, ora, cosa accade nelle ore succesive alla visione, le reazioni, a partire da quelle dei protagonisti. Ieri abbiamo scoperto che a casa di Achile si organizzano visioni collettive . Da Giacomo “Giacomone”, autistico non verbale con la passione per il basket, invece, il papà Walter riceve i complimenti di chi già vuole bene alla sua famiglia e, mentre aspetta i commenti degli altri, ammira fiero due foto indimenticabili.

“Per la prima volta si è trattato l’autismo nella sua dimensione reale e non in quella adatta solo per gli esperti di neuropsichiatria. Genitori che si sbattono tutti i giorni per i propri figli: persone non soggetti da spiegare. “

 “Non lo portiamo quasi mai al cinema, diventa insofferente, ma davanti al suo film era molto preso, l’ha guardato tutto senza fiatare. Non eravamo seduti vicini alla prima al Senato, lui era elegantissimo in seconda fila, quindi non ho potuto percepire tutte le sue reazioni. Credo però che abbia capito, era soddisfatto: non è voluto andare in bagno e non ha manifestato stereotipie. E’ una soddisfazione condivisa a cui si lega una responsabilità ed una speranza che nutro: grazie al film tra 30 anni ci sarà qualcuno che si chiederà che fine abbia fatto l’autistico altissimo di Tommy e gli altri. Siamo usciti dall’invisibilità, consapevoli che, esponendo i nostri figli saremo accusati di strumentalizzazione. Non importa, il film è stato visto da tantissime persone e rimarrà nella storia dell’autismo. Finora ho ricevuto i commenti solo di amici e parenti che già conoscono in qualche modo la realtà, ci hanno detto che eravamo bellissimi e che si sono commossi. C’è anche chi mi ha confessato che mentre guardava senza sapere che ci fossimo, ci ha pensato e si è stupito quando siamo apparsi nel video. Sono curioso di capire cosa stia provocando negli altri che non conoscono il tema.”

“Tra noi genitori di autistici sta aumentando la consapevolezza su aspetti importanti e per certi versi dolorosi come il futuro dopo di noi dei nostri ragazzi. Noi li abbiamo educati per stare in casa, per avere intorno persone che amano non per finire in una clinica. Per la prima volta un film ha raccontato questa nostra paura e gli sforzi per garantire un domani dignitoso a coloro che amiamo. Giacomo suscita curiosità, chi ci incontra si chiede come facciamo a gestire un autistico così grande e forte, dal film possono capire che lui rappresenta una parte dello spettro. In Tommy e gli altri si possono vedere i differenti modi con i quali le famiglie affrontano i diversi gradi di autismo. Di recente sono andato a trovare una famiglia che viveva con le tapparelle abbassate, chiusi al buio perchè il figlio autistico urlava con le finestre aperte. Giacomo ha attraversato varie fasi, è stato complicato in alcuni momenti, ora lo è meno. Ma sono tutti parte di una stessa realtà con tante facce che il film riesce a mostrare grazie anche ad una regia esperta. Per questo mi auguro che venga fatto vedere presto nelle scuole e mi dispiace che non sia stato trasmesso dal servizio pubblico.“

“Giacomo non parla, ma è stato il protagonista di un film. Non solo: è riuscito a essere in foto con tutti i rappresentanti istituzionali presenti alla prima e questo è un ricordo che non dimenticherò. Non si poteva accedere facilmente all’area nella quale si trovavano i politici, ma nessuno ha provato a fermare Giacomo. Si è messo vicino al sottosegretario Maria Elena Boschi e si è fatto scattare una foto, poi è passato il presidente Piero Grasso e gli ha dato tre baci, senza che nessuno dicesse nulla. Pensavo se la prendessero con me, invece sono passato indenne. E’ vero che era più grande delle varie guardie del corpo presenti, ma ormai ho la certezza: con Giacomo posso andare dove voglio.

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Giornalista e saggista. Ha realizzato reportage per le Nouvel Observateur e inchieste per riviste specializzate in psicologia. Ha curato l’ufficio stampa per eventi culturali e politici. E’ madre di due bambini non autistici ma è sinceramente appassionata di #teppautismo.

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