mariagrazia-e-gabrieleLa casa va all’asta, le banche non concedono il mutuo, e Gabriele, autistico di 25 anni di Roma, rischia di rimanere per strada con la sua famiglia. La mamma Mariagrazia ha lanciato un appello al Papa e alla sindaca Raggi e chiede aiuto a chiunque potrà impedire quella che, per suo figlio, potrebbe essere una tragedia inspiegabile.

Ci siamo occupati di Gabriele nel marzo dello scorso anno quando raccontammo la sua intensa storia di amicizia con Ensa, rifugiato politico del Gambia, ospite di una struttura nella periferia nord della capitale. Gabriele e Ensa sono ancora inseparabili, nella casa a pochi passi da via della Storta, dove vive la famiglia del ragazzo autistico di 25 anni si ritrovano spesso, tanto che Mariagrazia, la mamma, sente di avere un altro figlio.

gabriele-e-ensaDopo aver lottato per il diritto di Ensa e dei suoi amici a rimanere ospite della struttura di Casale Nicola contro la rivolta del quartiere, ora Mariagrazia si ritrova a dover battersi per la sua famiglia. L’appartamento nel quale vivono da 26 anni è stato messo all’asta e se non trovano gli 80 mila euro richiesti per riscattarlo, rischiano di perdere anche tutti quelli spesi negli anni per renderlo accogliente come è oggi.

La vicenda è triste perchè richiama aspetti famigliari inquietanti: parenti che donano la casa a Mariagrazia e suo marito Fabrizio per il matrimonio, poi decidono, senza informare chi ormai la sente propria, di usarla come garanzia per un prestito, non pagano e la casa diventa della banca.

Mariagrazia riconosce che se così stanno i fatti è giusto che la richiedano indietro, ma non accetta di perdere l’unico luogo nel quale suo figlio Gabriele si sente protetto e ha il terrore delle conseguenze di qualsiasi cambiamento.

Con il marito, libero professionista, hanno provato a chiedere un mutuo che non è stato concesso.

Non le è rimasto che ricorrere alla stampa, è andata in tv, a La Vita in diretta, dove ha lanciato un appello al Papa e al sindaco di Roma perchè si trovi un modo per aiutare la sua famiglia.

 “Se scrivevo sapevo che non mi avrebbe risposto nessuno, ma devo provarle tutte per Gabriele. Da sei mesi è in depressione ma qui riesco a contenere i suoi momenti peggiori. I pochi amici che ha sono nel condominio oltre ad Ensa. Perdere la sicurezza dei luoghi che conosce da quando è nato sarebbe un colpo troppo duro. Allora vi chiedo aiuto: alle banche, alle istituzioni e a tutti coloro che possono farci arrivare a pagare la cifra che la banca richiede per non perdere quella che credevamo essere casa nostra.”

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Giornalista e saggista. Ha realizzato reportage per le Nouvel Observateur e inchieste per riviste specializzate in psicologia. Ha curato l’ufficio stampa per eventi culturali e politici. E’ madre di due bambini non autistici ma è sinceramente appassionata di #teppautismo.

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