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E’ un giorno di tristezza e nostalgia, oggi, a Roma e dintorni. Le famiglie dei bambini disabili e autistici hanno perso un punto di riferimento: è morto questa mattina, all’età di 63 anni, Giorgio Albertini, direttore del dipartimento di Riabilitazione pediatrica dell’Istituto San Raffaele Pisana di Roma. La notizia circola solo da poche ore, ma raggiunge in fretta chi l’ha conosciuto, personalmente o professionalmente. In questa frase, che oggi in tanti richiamano e ricordano, è racchiuso il pensiero e il motto, personale e professionale, di Giorgio Albertini:

Affermerò per tutta la mia vita , con estrema forza e convinzione, che ogni ragazzo con una disabilità, fisica o mentale che sia, ha tutto il diritto di raggiungere il massimo delle sue possibilità perché non esistono risultati impossibili per definizione

Noi, per ricordare e salutare il professor Albertini “da giornalisti”, siamo andati a cercare e riprendiamo qui quello che ha scritto sull’autismo, in un breve articolo pubblicato sul sito del San Raffaele Pisana. E ve lo riproponiamo qui:

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Parla il Prof. Giorgio Albertini dell’IRCCS San Raffaele Pisana

Un bambino su 100 in Italia manifesta, anche in forma lieve, l’autismo, il cosiddetto “disturbo dell’incomunicabilità”. E sono i bimbi, rispetto alla bimbe, ad essere i più colpiti con una percentuale del 75%.

Isolamento dal mondo esterno e rifiuto del contatto con gli altri, disturbi del linguaggio, assenza di interazione col mondo, timore dei cambiamenti: questi alcuni dei sintomi che fanno presagire una diagnosi di autismo, una malattia sempre più diffusa ma che oggi può contare su nuovi strumenti e su una nuova consapevolezza scientifica.

Uno dei falsi miti da sfatare è quello che riguarda la possibile influenza dei vaccini nell’insorgenza della malattia: «I vaccini somministrati ai bambini al di sotto dei 6 anni sono sicuri», afferma il Prof. Giorgio Albertini, responsabile del Centro per lo sviluppo infantile dell’IRCCS San Raffaele Pisana.

«Lo garantisce un nuovo studio pubblicato dalla rivista Pediatrics, che scagiona i vaccini da questa pesante accusa. Non bisogna però dimenticare», continua, «che esiste un legame tra il sistema nervoso e quello immunitario, col quale i vaccini possono interferire. Per questo è meglio definire col pediatra un calendario di quelli non obbligatori, procrastinandone la somministrazione nei bambini più deboli e minuti, per evitare di stressare troppo il loro organismo».

Un disturbo che non colpisce solo il singolo soggetto, ma che ricade necessariamente su tutta la famiglia e che pone i genitori di fronte a molte difficoltà interpretative.

«I familiari che sospettano di trovarsi di fronte a un caso di autismo», prosegue il neurologo, «non devono sottovalutare i segnali che il piccolo lancia: ad esempio non reagisce alla presenza degli altri, oppure si concentra per un tempo prolungato su un singolo oggetto o giocattolo, non risponde alle coccole e non sorride».

Ad oggi non esistono farmaci per trattare l’autismo: l’unica terapia è la psicologia. Molto efficace è la terapia cognitivo-comportamentale, affiancata dalla logopedia e dalla psicomotricità, che aiutano il bambino a trovare comportamenti in grado di migliorare la sua relazione col mondo esterno.

Fondamentale, infine, la diagnosi precoce dei disturbi relazionali e comportamentali, che viene fornita dal test di Denver (Developmental Screening Test), eseguibile già dal primo anno di vita, che permette di valutare lo sviluppo motorio del bambino, il suo grado di interazione sociale, di comunicazione e di linguaggio, nonché la sua motricità

 

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Ma lasciamo la parola e lo spazio ai ricordi, caldi e profondi, che stanno riempiendo, minuto dopo minuto, il profilo Facebook del professore. Vi proponiamo alcuni di quest commenti, lasciati sulla pagina del professore soprattutto da genitori e colleghi, ma anche dagli stessi pazienti, piccoli diventati grandi anche grazie al suo aiuto.

Scrive Igor:

Accendo fb e leggo della prematura scomparsa dell’ prof dott. Giorgio Albertini ora onestamente sono un po perso…non sono bravo con le parole ma voglio ringraziarti per tutto quello che hai fatto per me…grazie a te e le tue cure posso stare inpiedi ero piccolissimo di pochi mesi poi quando settimanalmente venivo a Roma per le cure passavi sempre a salutarmi anche dopo l’orario di chiusura ero l’ultimo paziente che salutavi!! grazie Giorgio per tutto un saluto dal tuo “TUO PROF. DISGRAZIATO CHE “ERO IO” TI VOGLIO BENE GRAZIEEE DI Dajeeee ciaooo Gió

Così lo ricorda Renata:

Un uomo che mi fece vedere la vita sotto un’angolazione diversa. Quando a soli 3 mesi gli portai Tommy, mi disse “ognuno ha le sue chiavi d’accesso, a Tommy dovremo darlo noi il mazzo di chiavi e farà tutto!”

Così Federica:

Un Uomo che ha fatto della sua professione Medica una missione umanitaria e soprattutto umana, sempre dalla parte dei bambini speciali e colonna portante per tutte le Donne mamme speciali. Ho avuto l’onore di conoscerlo con la nascita del mio R., che ancora non aveva diagnosi definitiva, aveva solo una settimana di vita. Alla Pisana era stata appena fatta inaugurazione reparto Pediatrico, io lì con quel battufolino in braccio che non sapevo da che parte dirigermi per aiutarlo. Giorgio, un Uomo che mi ha dato preziosi consigli di vita per questo figlio, io voglio ricordarti con quella tua frase ‘Fede devi romperci i cogxlioni dalla mattina alla sera per fargli fare una vita quasi normale, vedrai che soddisfazioni ‘ . E così è stato.

Così Barbara:

Carissimo prof, la prima volta che vide mio figlio, piccolo e ingestibile, lo guardò e disse: “Questo bambino ha lo sguardo intelligente, spero che con il tempo possiate darmi ragione”. Avrà modo prof di osservarlo ancora da lassù ….e noi le daremo ragione!

Scrive Donatella, un’altra mamma:

Nel momento più buio della mia vita, è stata la prima persona che mi ha dato una speranza. Gli è bastato uno sguardo …ed ha capito immediatamente che mio figlio aveva il carattere per riprendersi ….e questa sicurezza ci ha dato la forza per intraprendere il lungo cammino che ci ha condotti alla guarigione. Sono stata ricoverata per due mesi con F.  e non dimenticherò mai la straordinaria persona che ogni sera veniva a salutare i suoi piccoli pazienti…

Questo il ricordo di Italo, un papà:

“Volete che vostro figlio impari a memoria quanto fa 10.837.654÷933, oppure volete che viva una Vita felice e serena???” Questa semplice domanda, posta al nostro primo incontro tanti anni fa, è stata la molla che ha fatto scattare in me, e in migliaia di famiglie con al proprio interno un componente che necessitava di maggior supporto per affrontare le problematiche legate alla sopravvivenza quotidiana, tutta una serie di dinamiche che mi hanno portato a capire quello che è il reale senso della Vita. Questa semplice domanda racchiudeva tutto il senso di un’esistenza passata ad aiutare con umiltà chi non possedeva nemmeno un milionesimo della sua intelligenza. Oggi il Mondo intero perde uno dei massimi esperti in tema di Neuropsichiatria e l’Italia perde un Uomo del quale andare orgogliosamente fiera. Oggi è difficile pensare di dover fare a meno della sua educazione, del tatto ma anche della sua fermezza nel dare le linee guida personalizzate ad ogni paziente, di dover fare a meno della sua classe, dell’eleganza e della sua ironia coinvolgente. Da oggi sarà tutto un pò più difficile, ma non impossibile (ho imparato la lezione Prof.), per chi verrà dopo di noi.

Questo il ricordo di Ilaria, che di Albertini è stata una “piccola paziente”

Mi hai preso in braccio che avevo soltanto 10 giorni e mi hai seguita fino a oggi che ne ho 28!! Ci hai curati come fossimo tutti tuoi figli. Se esiste il Paradiso, non puoi che essere lì. Ciao dottore amico.

 

 

 

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