Fanta-autismo

I Ladri di carrozzelle sono artisti senza bisogno di sottotitoli

Ladri di Carrozzelle

Quest’anno il Festival di Sanremo ha voluto allargare lo sguardo nell’ottica del siamo tutti buoni perciò dopo la parentesi, più che meritata, dei volontari del Soccorso Alpino, della Croce Rossa, della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco, ha lanciato in apertura della serata finale la band rock “Ladri di carrozzelle”. Ma ancora una volta quella sottolineatura, del tutto inutile, sui musicisti con una diversa abilità.

Quand’è che la facciamo finita con i sottotitoli? Era proprio necessario puntualizzarlo? Forse Carlo Conti l’ha fatto per chi seguiva il Festival per radio così da essere più predisposto all’ascolto? Che pena! E quello che mi fa più rabbia è che nessuna delle migliaia di associazioni che difendono i diritti delle persone con disabilità e ne combattono i pregiudizi abbia detto una parola sull’ennesima mancanza di rispetto.

Non ricordo che nel 1969 Nuccio Costa, allora conduttore del Festival, presentando Steve Wonder abbia aggiunto che era un musicista non vedente. Stesso discorso per Andrea Bocelli, esordiente nella categoria delle Nuove Proposte nel Festival del 1994 presentato da Pippo Baudo.

Già mi sembra di sentire le affermazioni tra lo sbalordito e il risentito “Ma sono dei grandi cantanti!” Perfetto e infatti sono stati invitati al Festival per questo, così come i “Ladri di carrozzelle”. Invece quella aggiunta sulla loro diversa abilità ne sminuisce il valore artistico e fa sì che la loro esibizione sia un atto di carità cristiana. I componenti della band sono dei musicisti. Punto. Le immagini dei vip presenti in platea che applaudivano a ritmo con quel luccicore negli occhi di chi si sente per un attimo seguace di Madre Teresa mi ha fatto schizzare la pressione alle stelle.

E’ proprio vero che Mamma Rai non ti delude mai!

Gabriella La Rovere

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