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Che c'azzecca il disabile con il biglietto gratuito per Quasimodo? Parla l'impresario…

gobbo


Ci aveva scritto giorni fa la madre di un ragazzo autistico per lamentarsi che all’ufficio prenotazione dello stadio Marulla di Cosenza, dove giugno andrà in scena Notre Dame de Paris, le era stato detto che chi non deambula ha il posto gratis, tra i pochi che sono a disposizione, e paga solo l’accompagnatore, mentre per gli autistici nessuna riduzione o gratuità, per accedere si paga il biglietto intero anche per chi accompagna. Abbiamo riportato la sua richiesta assieme ad altre testimonianze sulla discriminazione tra disabili, perchè per un disabile psichico che necessita di un accompagnatore non vale la stessa regola di un altro qualsiasi disabile? Tutto qui…

La vita culturale dei disabili costa il doppio, alla faccia dell’eguaglianza!

Non è una richiesta di elemosina, ma si voleva solo capire perchè esistesse questa differenza di trattamento, come se l’ autistico grave non fosse considerato alla stregua di un’altra qualsiasi disabilità. Non era certamente la nostra intenzione scatenare una guerra tra chi fosse più o meno disabile, ma a parità di 104 diciamo ci sembrava lecito per lo meno porre la domanda. Ci ha risposto il signor Ruggero Pegna, organizzatore dello spettacolo Notre Dame di Cosenza.

La nostra impressione è che non abbia colto del tutto il senso della nostra riflessione, ma si sia limitato a sottolineare in sintesi che non è un problema suo. Ne prendiamo atto e riportiamo per intero la sua lettera. L’unico punto su cui ci sentiamo di esprimere un netto disaccordo è il suo paragone tra un disabile e un “povero”, troviamo assolutamente lontana da un principio di civiltà classificarci in una generica categoria di umanità, che va dall’indigente al disabile grave. Se può rifletta sul fatto che il figlio di un povero non avrà mai la necessità di un accompagnatore h24  per tutta la vita, E’ evidente che non conosce l’ autismo e quanto il termine “inclusione”  sia una conquista per tutta la società, ma questa volta il problema è veramente solo suo.

Nessuno di noi ha intenzione di tendere la mano al signore che scrive e chiedergli la carità di un posto, volevamo solo chiedere perchè la regola che vale per chi è in carrozzina, in quello spettacolo, non vale per chi è autistico. Ci sembra persino superfluo doverlo rispiegare ulteriormente, tanto ci pareva chiaro nel nostro pezzo. (GN)

Biglietti ai disabili: chi paga i costi?

Buonasera,

sono l’organizzatore dello spettacolo Notre Dame De Paris a Cosenza. Ho letto la pubblicazione della lettera della signora che si lamenta della mancata concessione della gratuità, facendone colpa all’organizzatore.

Premetto che, io stesso, sono un trapiantato di midollo osseo e ho rifiutato l’invalidità con tanto di mensilità che mi era stata, addirittura, proposta. E, in generale, sono sempre disponibile a studiare soluzioni con associazioni di volontariato o richiedenti, in base al tipo di disabilità, ovviamente certificata; oltre a dedicare da sempre numerosi eventi a scopi socio-benefico-umanitari.

Preciso, innanzitutto, che la mia linea di organizzatore è quella di dare un biglietto omaggio per “coppia disabile in carrozzella e accompagnatore” e fare sconti in caso di disabili su posto numerato, ovviamente tutto a mio carico.

Poiché ci tengo a un confronto serio sull’argomento e non per spirito di compassione, vi rivolgo alcune domande, sperando di riceverne le risposte.

1)      Che colpa ha un organizzatore privato, che nella gestione della sua impresa ha immensi costi e rischi, se lo Stato non ritiene che persone disabili (o con determinate disabilità) non debbano avere gratuità nei luoghi degli spettacoli, piuttosto che al ristorante o allo stadio? Basterebbe che lo Stato ne riconoscesse il rimborso anche, solamente, come credito d’imposta.

2)      E’ stata realizzata la carta cultura (bonus cultura)  di 500 euro per i diciottenni  e docenti, perché il governo non la fa per i disabili?

3)      In assenza di indicazioni normative, come fa un’ organizzatore di spettacoli, in presenza di migliaia di richieste per generiche disabilità, a gestire i posti numerati spesso limitati di teatri e auditorium? Chi paga i costi?

4)      Il sottoscritto, come premesso, adotta per propria scelta personali agevolazioni. E’ corretto che un imprenditore debba assumersi questi costi, che è ben altro dall’assicurare comfort, sicurezza e assenza di barriere architettoniche?

5)      Infine una domanda/considerazione ad alta voce: che ci azzecca la disabilità con la gratuità del biglietto? La povertà, allora, è una disabilità? Il figlio di un povero non meriterebbe di godersi Esmeralda e Quasimodo?

Cari saluti

Ruggero Pegna 

(Show Net s.r.l.)

ps

allego il pdf scaricato dal sito del Teatro Puccini, che riassume chiaramente l’argomento:

(questo il link dal quale l’ho scaricato, per verifica della fonte: http://www.teatropuccini.it/wp-content/uploads/2012/09/Persone-diversamente-abili_accesso-agli-eventi-di-spettacolo.pdf)

Inoltre, potete dare un’occhiata anche a queste pagine:

MIBACT

http://www.beniculturali.it/mibac/export/MiBAC/sito-MiBAC/MenuPrincipale/LuoghiDellaCultura/Agevolazioni/

URP REGIONE EMILIA ROMAGNA

http://www.regione.emilia-romagna.it/urp/faq/sociale/disabili/esiste-una-normativa-che-regola-laccesso-gratuito-o-a-pagamento-delle-persone-disabili-a-cinema-teatri-concerti-musei-manifestazioni-sportive

 

 

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